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Riconoscere i sintomi dell’agorafobia: come si manifesta?

Come riconoscere i sintomi dell’agorafobia in maniera tempestiva

Breve introduzione sull’agorafobia

Il significato della parola ‘agorafobia’ è, letteralmente, paura della piazza.

Più in generale, in realtà, l’agorafobia è la paura di trovarsi in situazioni o luoghi da cui non sia possibile fuggire né ricevere aiuto o soccorso in caso di pericolo. È una condizione complessa che non riguarda solamente, come comunemente si crede, il timore degli spazi aperti.

L’agorafobia è due volte più comune nella popolazione di genere femminile donne rispetto a quella maschile. Questa paura generalmente inizia tra i 18 e i 35 anni. Si stima che l’agorafobia, priva di disturbi dovuti al panico, colpisca circa il 4% delle donne e il 2% degli uomini in un momento qualsiasi della vita.

Esistono due possibilità di agorafobia: con disturbo di panico, in cui gli attacchi di panico si verificano frequentemente e in modo imprevedibile, e senza disturbo di panico, in cui la paura di certi luoghi o situazioni è persistente e viene sperimentata senza attacchi di panico completi.

Disturbo di Panico e Agorafobia

Circa il 30-50% delle persone con agorafobia ha anche disturbo di panico.

Il disturbo di panico appartiene ai disturbi d’ansia, ed è caratterizzato dalla regolare e frequente manifestazione di attacchi di panico.

Gli attacchi di panico sono un episodio di ansia acuta, nei quali si verifica un repentino e incontrollato aumento dell’ansia in risposta a qualcosa che viene percepito come un pericolo: l’insorgenza di tale ansia avviene in modo improvviso e intenso, ma ha generalmente una durata molto breve.

L’attacco di panico è anche spesso associato ad altri disturbi d’ansia e da solo non viene considerato un disturbo, in quanto si tratta di un episodio circoscritto e transitorio, che chiunque potrebbe sperimentare almeno una volta nella vita. Si parla di Disturbo di Panico se gli attacchi di panico vengono sperimentati con una certa frequenza, sistematicamente, per un periodo di tempo prolungato.

Le persone con diagnosi di disturbo di panico possono sperimentare attacchi di panico in scenari diversi, indipendentemente dai livelli di stress o di calma, conconseguente disagio emotivo dovuto all’imprevedibilità dell’attacco.

L’intensa agitazione è correlata da sintomi fisici (almeno quattro), che possono essere: sudorazione, fiato corto, tachicardia, dolore o fastidio al petto, tremori, senso di vertigini e di nausea.

Ad accompagnare un attacco di panico, è comune per i soggetti sperimentare due tipi di pensieri ricorrenti.

  • Paura di perdere il controllo o di “impazzire”;
  • Paura di stare per morire o di avere un infarto.

È comune che il Disturbo di Panico sia fortemente legato all’agorafobia.

Chi soffre di agorafobia spesso si trova costretto tra le mura di casa, in quanto evita qualsiasi mezzo pubblico, gli spazi aperti (parcheggi, mercati, piazze, ecc.), gli spazi chiusi (teatri, cinema, ecc.), evita di stare in fila o in spazi affollati e di essere fuori casa da solo, con notevoli conseguenze a livello sociale e relazionale. Quando la persona che soffre di agorafobia si trova in una di queste situazioni (o in molte altre situazioni simili) avverte frequentemente i sintomi fisici e psicologici tipici dell’attacco di panico.

Nel Disturbo di Panico si può riscontrare l’adozione di stili di pensiero scarsamente utili, come il rimuginio, ovvero il continuo pensare e ripensare agli eventi negativi che potrebbero capitare, con l’obiettivo di prevederli, prevenirli e prepararsi ad affrontarli. Sebbene risulti spesso incontrollabile e correlato a un aumento del disagio, il rimuginio viene visto dalla persona ansiosa come una valida arma contro i suoi sintomi nonostante spesso, sul lungo termine, generi il perpetuarsi del sintomo.

Agorafobia senza Disturbo di Panico

L’agorafobia senza disturbo di panico colpisce circa l’1% degli uomini e il 2% delle donne in un periodo di 12 mesi. Il picco di esordio è tra i 20 e i 25 anni; l’esordio dopo i 40 anni è raro. Le situazioni vengono evitate, o possono essere vissute ma con notevole ansia.

Le caratteristiche essenziali dell’agorafobia, senza anamnesi di disturbo di panico, sono simili a quelle del disturbo di panico con agorafobia, eccetto che l’oggetto della paura è rappresentato dal manifestarsi di sintomi tipo panico o da attacchi estremamente pesanti, piuttosto che da attacchi di panico completi.

L’agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico si distingue dal disturbo di panico con agorafobia per l’assenza di una storia di attacchi di panico inaspettati e ricorrenti.

L’evitamento, nell’agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico, risulta dalla paura di trovarsi inabilitati o umiliati a causa di sintomi tipo panico, improvvisi, imprevedibili, piuttosto che dalla paura di un attacco di panico completo, come nel disturbo di panico con agorafobia.

Agorafobia: i segni e i sintomi principali

Per comprendere quali sono i segnali tipici dell’agorafobia li distinguiamo tra sintomi fisici, comportamentali e cognitivi.

Agorafobia: sintomi fisici

I sintomi fisici generalmente si presentano solo quando si ci si trova in una situazione, o in un ambiente, che provoca ansia. Tuttavia, la maggior parte delle persone con agorafobia raramente manifestano sintomi fisici, proprio perché scelgono di evitare situazioni che possano metterle in crisi.

I sintomi fisici possono essere simili a quelli dell’attacco di panico e possono includere:

  • battito cardiaco rapido, palpitazioni
  • respiro veloce (iperventilazione)
  • sensazione di calore e sudore
  • nausea
  • stomaco sottosopra
  • dolori al petto
  • difficoltà a deglutire (disfagia)
  • diarrea
  • vertigini
  • fischio alle orecchie (tinnito)
  • debolezza

Agorafobia: sintomi cognitivi

I sintomi cognitivi dell’agorafobia consistono nel sentire o pensare che ci possa essere qualcosa, ma non sempre, di correlato ai sintomi fisici.

I sintomi psicologici possono includere la paura che:

  • un attacco di panico possa mettere in imbarazzo di fronte ad altre persone
  • un attacco di panico possa essere mortale: paura, per esempio, che il cuore si fermi o di soffocare
  • non si sia in grado di scappare da una situazione
  • si possa perdere il controllo in pubblico
  • si possa tremare e arrossire davanti agli altri
  • paura di svenire o perdere o sensi

Ci sono anche altri sintomi psicologici associati che non sono necessariamente correlati agli attacchi di panico e includono:

  • bassa considerazione di se stessi
  • sintomi depressivi
  • essere convinti di non poter sopravvivere senza l’aiuto degli altri
  • timore di essere lasciati soli
  • sensazione generale di paura e di terrore

Agorafobia: sintomi comportamentali

Alcuni sintomi, tipici dell’agorafobia, sono correlati al comportamento e includono:

  • comportamento con caratteristiche ossessive o depressive
  • rifiuto di ogni situazione che può suscitare qualsiasi reazione fisica o psicologica
  • essere incapaci di star fuori casa a lungo (soprattutto se soli o non accompagnati)
  • tollerare una situazione ma con molta paura o ansia
  • necessità di essere con qualcuno per cui si nutre molta fiducia
  • rifiuto di essere lontano da casa
  • rifiuto dell’attività fisica dovuto alla paura che possa condurre ad un attacco di panico
  • rifiuto di guidare

Quali sono i luoghi temuti?

Tra le situazioni che più frequentemente vengono evitate da chi mostra sintomi di agorafobia si riscontrano:

  • uscire di casa da soli o stare a casa da soli
  • guidare o viaggiare in automobile
  • frequentare luoghi affollati come mercati o concerti
  • prendere l’autobus o l’aereo (mezzi di trasporto)
  • essere su un ponte o in ascensore

Quando questi evitamenti iniziano a compromettere le attività quotidiane ed il funzionamento socio-lavorativo della persona allora si parla di agorafobia.

Talvolta, il problema è più difficile da individuare perché il soggetto non evita certe situazioni temute ma diviene incapace di affrontarle senza l’assistenza di una persona di fiducia.

A tal proposito è possibile che al posto dell’evitamento il soggetto agorafobico utilizzi dei comportamenti protettivi al fine di prepararsi ad affrontare una cert

a situazione temuta. Gli evitamenti e i comportamenti protettivi, nonostante nel breve periodo possano rivelarsi utili per il soggetto, nel lungo periodo non permettono di affrontare il problema e rappresentano dei potenti fattori di mantenimento del disturbo stesso.

Percorsi di terapia per l’agorafobia

Nella cura dell’agorafobia, un approccio combinato è solitamente il più efficace. Nella psichiatria moderna si consiglia spesso una combinazione di psicoterapia e terapia farmacologica. La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è particolarmente efficace nel trattamento dell’agorafobia, poiché aiuta i pazienti a riconoscere e modificare i modelli di pensiero che causano ansia e comportamenti di evitamento. Il terapeuta fornisce orientamento e strumenti pratici che consentono al paziente di affrontare gradualmente e superare le situazioni temute.

Parallelamente alla terapia cognitivo-comportamentale, possono essere prescritti farmaci per aiutare a controllare i sintomi dell’ansia. Tra questi, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono spesso usati per la loro efficacia nel trattamento dei disturbi d’ansia. Questi farmaci agiscono aumentando il livello di serotonina nel cervello, un neurotrasmettitore che influisce sull’umore.

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I nostri professionisti non lavorano gratis.

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Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

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Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

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Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

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Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.