+39 347 9177302

Perdere il coniuge: elaborazione del lutto e rimpianto

Ultimamente mi sono trovato ad aiutare diverse persone ad elaborare e affrontare un lutto, un lutto grave legato ad un coniuge o ancor peggio ad un figlio. Ho già affrontato questo tema approfondendo le fasi e le dinamiche coinvolte, tuttavia grazie al lavoro con i pazienti ho imparato che ci sono altri aspetti importanti. Ho appreso che ciò che diventa rilevante nell’elaborazione del lutto è il tema del rimpianto, ossia “ciò che io non ho fatto e che sono sicuro non potrò mai più fare con questa persona”. Moltissime delle persone con cui ho avuto a che fare negli anni avevano paura di dover rimuovere il ricorso, anzi, molti lavoravano attivamente per tenerlo vivo e per collocare questo ricordo in uno spazio indelebile così da portare la persona sempre con sé. È come se la persona portasse il sentimento, il ricorso, che rimangono vivi nella propria testa e lasciasse andare il corpo, lasciasse andare la persona. Questo fa parte del processo di elaborazione. Ciò che ultimamente ho imparato è che un’altra componente fondamentale è il rimpianto, questo inteso in termini di ciò che è stato e ciò che ahimè ormai non potrà più essere perché molte persone recriminano di non aver vissuto l’esperienza, si recriminano di non essere stati in quella maniera e si recriminano le occasioni perdute. Queste persone non si perdonano e si condannano, si dannano l’anima. Il rimpianto si può poi trasformare in rimorso dicendosi “se solo avessi saputo ciò che poteva succedere”, con il senno di poi si dicono di non aver vissuto ciò che potevano vivere quindi non riescono mai davvero a concedersi la rielaborazione, quella che colloca il defunto nella loro testa in termini di permanenza mentale. Si condannano e continuano a condannarsi sentendosi responsabili per ciò che hanno perso vivendo quindi la situazione doppiamente.

Il superamento di questa situazione non sta nel dimenticare ma nel perdonarsi, non vivere più il rimpianto e accettare ciò che è stato e ciò che si ha vissuto. In tal modo si porta con sé la persona, si permette alla persona di occupare uno spazio indelebile nella nostra mente, uno spazio che nel tempo ci permette di sviluppare sentimenti, memorie e ricordi piacevoli.

 

 

 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.