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Perchè rimaniamo in relazioni infelici: 3 motivi

Perché ci ostiniamo a rimanere in relazioni che non funzionano?

In questo caso non stiamo parlando di relazioni tossiche ma amori finiti, storie giunte al termine, amori e sentimenti in cui tutto si è affievolito e noi ci siamo adagiati in essi. Non siamo più felici e abbiamo troppa paura nel chiederci il perché: temiamo la risposta.

Quali possono essere le motivazioni che conducono a stare nell’infelicità?
  1. Innanzitutto si tende a restare legati ad un passato con l’ingenua speranza che tutto possa tornare come prima.
  2. Si vive una sorta di ricatto e di minaccia all’idea di rompere una relazione
  3. Si vive in un’idealizzazione dell’altro

La prima motivazione è quella per cui si vive ancorati nel passato nell’ingenua speranza che tutto possa tornare come prima. Si rimane legati all’amore vissuto nonostante lo stesso sia finito per più motivazioni, ed uno dei due partner (o entrambi), vivono nel ricordo di ciò che è stato. Pensano che difficilmente si possa trovare la stessa cosa con altri partner nella speranza che tutto torni come prima. Tendenzialmente il pensare che tutto torni come prima è un modo per far fallire la relazione poiché i partner non si assumono la responsabilità del cambiamento.

Le minacce e i ricatti sono la seconda motivazione, non si tratta di “se mi lasci non ti faccio vedere più i bambini” poiché sono tendenzialmente più subdole come: “non posso separarmi perché chissà cosa dice la mia famiglia” piuttosto che “chissà cosa dice la gente”. Minacce più o meno esplicite o tendenzialmente implicite che impediscono alla persona di muoversi nella libertà del suo benessere individuale.

L’idealizzazione dell’altro invece è la visione dell’altro per come non è, si crea quindi un attribuzione all’altro di tutte le caratteristiche che noi vorremmo avesse e gli attribuiamo tutte quelle caratteristiche che giustificano le sue azioni. Dal punto di vista cognitivo ci raccontiamo che tutto va bene ma emotivamente non si sta bene, attribuendo a noi stessi la responsabilità del malessere. Pur di non vedere l’altro per ciò che è sentiamo l’infelicità, continuiamo a giustificare l’altro attraverso le proiezioni e attribuiamo la responsabilità a noi.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.