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Ansia, fretta e problemi esistenziali

Parliamo di ansia, di fretta e di come queste due, insieme, nella combinazione di ansia e fretta, soprattutto quando si ha a che fare con tematiche esistenziali, diventino una degenerazione che quasi fa sentire una persona imprigionata, ingabbiata nella realtà e nella vita che ha costruito.

Le diverse forme di ansia e il loro impatto

Esistono tantissimi tipi di ansia differenti. Ho fatto numerosi contenuti: se vuoi approfondire, puoi fare una breve ricerca. Ho parlato poco dell’ansia più sul versante, diciamo così, esistenziale, cioè quando non si sviluppa necessariamente un sintomo individuabile come invalidante, come un attacco di panico o una fobia.

Ansia esistenziale: il senso di insoddisfazione e incertezza

Quando l’ansia diventa un senso di insoddisfazione personale che si ha addosso, essa si estende trasversalmente alla vita. Non in termini di generalizzazione—perché l’ansia generalizzata è un disturbo clinico, proprio in termini esistenziali: quando l’ansia si innesca perché non si riesce bene a capire qual è il proprio posto nel mondo. O, peggio ancora, quando lo si comprende ma si sente di non riuscire a raggiungerlo, come se sfuggisse, come se fossimo sempre a un passo dal poter finalmente salire sul treno che desideriamo, ma ci sentiamo continuamente in ritardo.

Ansia e aspettative sociali: il peso delle decisioni

Il caso delle relazioni e della famiglia

Ad esempio, quando mi chiama una giovane donna di circa 33-34 anni e dice: “Sa, dottore, tutte le persone a me vicine, parenti, amici, eccetera, mi chiedono: ‘Allora, quand’è che ti sposi? Quand’è che fai un figlio?’. Diverse mie amiche hanno partorito o stanno cercando un bambino. Io, invece, mi sento come a un bivio: non riesco a capire cosa voglio…”

Il caso del percorso universitario e lavorativo

La stessa cosa può accadere in un percorso universitario. Una persona può iscriversi all’università con qualche anno di ritardo perché, dopo il diploma, ha deciso di fare un’esperienza lavorativa. Poi torna sui suoi passi e dice: “Ora ho capito cosa voglio fare, è il momento di mettermi a studiare.” Oppure può aver iniziato un percorso di laurea senza esserne convinta, perché era ciò che gli altri si aspettavano da lei, e poi decidere di cambiarlo dopo aver trovato la sua vocazione.

Ansia e fretta: il vero nemico

Si pensa: “Non posso permettermi di sbagliare. Devo andare più veloce degli altri per recuperare il tempo perso. Ogni inciampo diventa un dramma, la pietra tombale dei miei sogni.”

E così, anche in questo caso, ansia e fretta diventano il vero nemico. Non perché siano un sintomo, ma perché impediscono di sentirsi appagati, completi. Non si ha mai la percezione di poter essere davvero soddisfatti, perché l’attenzione è tutta su quel piccolo difetto che si vede come indelebile, incancellabile, un marchio che non si può più rimuovere.

Come affrontare l’ansia da ritardo nelle scelte

Ora, è chiaro che il problema non è aver compiuto una scelta tardiva, ma il giudizio che ci diamo per averla compiuta.

Sia per quanto riguarda l’esempio della famiglia e dei figli, sia per quanto riguarda il percorso universitario, la domanda è: da dove nasce questo giudizio? È reale o è solo un giudizio che attribuiamo a noi stessi?

Riflessioni e strategie

Per affrontare questo tipo di ansia, può essere utile:

  • Capire da dove nasce questo giudizio e se è fondato.
  • Mettere in discussione le aspettative sociali e culturali.
  • Confrontarsi con persone che hanno vissuto esperienze simili.
  • Considerare il supporto di un professionista per rielaborare questi pensieri.

Condividi la tua esperienza

Fammi sapere se ti sei mai trovato o trovata in una situazione simile e cosa hai fatto per affrontarla.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
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Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.