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La psicoterapia come scusa per fallire

Quando la terapia e la consulenza psicologica diventano una scusa per fallire?

 

 

I miei colleghi si sono sicuramente trovati nella situazione in cui un paziente chiama dicendo che il percorso gli è stato consigliato da un medico di base, dal marito o dalla moglie ma è effettivamente l’ultima spiaggia, “è l’ultimo tentativo che facciamo, se anche questo fallisce ci lasceremo”. Andando ad indagare si scopre anche “le dico anche chiaramente dottore non è che ci credo tanto in tutte queste cose psicologiche”. È quindi capitato che queste persone durante i primi colloqui criticassero per esempio alcuni quadri, la stanza della terapia, la temperatura nella stanza o l’onorario: “piuttosto che spendere questi soldi in terapia me ne vado a fare una passeggiata o una cena”.

In questi casi la terapia non è altro che una forma di giustificazione, una forma di contentino nei confronti di qualcuno: “ok ho fatto la terapia perché mi ha detto che dovevamo andare in terapia ma non ci credevo davvero!”. Dal mio punto di vista la psicoterapia in questo caso è quindi uno strumento che una persona utilizza come scusa per fallire. Tuttavia lo psicoterapeuta non asseconda questa richiesta, non da la giustificazione dicendo “si siete incurabili” ma entra nella motivazione del perché ciò sta accadendo.

Cosa accade? Le persone generalmente vengono spiazzate perché non avevano minimamente considerato la possibilità di affrontare definitivamente la situazione e cambiare. In questi casi le conseguenze sono tre. Nel primo, in termine tecnico, il paziente “droppa” ovvero non torna più e smette di tornare ai colloqui perché si accorge che questi potrebbero suscitare dei cambiamenti che in lui non sono troppo graditi. In secondo luogo può accadere che il paziente rimane ma cambia ad un livello esclusivamente superficiale, c’è difficoltà a mettersi in gioco, difficoltà legata alla fatica che la psicoterapia comporta ed anche al fatto che non vogliono farlo. Infine il paziente può rimanere totalmente spiazzato dalle proposte e dalle idee che il terapeuta propone prendendo finalmente in considerazione la possibilità di cambiare e risolvere il suo o il loro problema.

Se l’atteggiamento con il quale la persona arriva è quello di una resistenza legata, non solo alla fatica, ma anche alla non voglia di affrontare il percorso diventa poi molto complicato e difficile assumere l’atteggiamento di sorpresa. Diventa pertanto difficile concedersi l’opportunità di cambiare. Questo è il motivo per cui dico sempre nei primi colloqui che durante la fase di consultazione, quindi i primi tre o quattro incontri, è necessario sospendere il giudizio sia da parte del terapeuta che da parte del paziente: quest’ultimo deve affidarsi e valutare solo dopo la restituzione da parte del terapeuta.

Non usiamo la stanza della terapia come uno strumento di giustificazione per mantenere il sintomo ma concediamoci la possibilità di cambiare!

Psicologo SeregnoDr. Matteo Radavelli – Psicoterapeuta e Psicologo Seregno
Via Ballerini 56, 20831 Seregno (MB)
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info@matteoradavelli.it

Ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l’Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.

Sono il responsabile scientifico di una equipe di psicologi a Seregno e in provincia di MB, Lecco e Como.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.