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Cosa fare quando l’ex torna?

Che cosa fare quando l’ex torna a bussare alla nostra porta? Gli scenari possibili sono 2 o 3.

1. La porta resta chiusa: l’ex non ci interessa più

Il primo scenario è il più semplice, anche perché è chiaro che cosa si deve fare: l’ex non ci interessa più, non è più il partner che vogliamo, abbiamo già compiuto la nostra scelta e siamo andati oltre la fine della relazione. In questo caso, semplicemente, la porta si tiene chiusa.
Per quanto quella persona possa essere stata importante, la storia è finita e noi siamo già altrove.

2. Guardare dallo spioncino: quando non si è sicuri

Ci sono situazioni in cui può valere la pena – o quantomeno ci si può chiedere se valga la pena – aprire la porta. La seconda possibilità è quando non si è sicuri di volere nuovamente una relazione, ma si sente la necessità di capire alcune cose per riuscire ad andare avanti e non rimanere condizionati dalla storia passata. In questo caso non si indagano tanto le motivazioni e le intenzioni dell’ex, quanto piuttosto ciò che quella persona smuove dentro di noi.

  • Perché ha ancora presa su di noi?
  • Quali corde tocca?
  • Quali vulnerabilità mette in luce?

Qui non è affatto detto che si debba tornare con l’ex: lo scopo è comprendere, chiarire, guardare dallo spioncino. Non serve aprire la porta se abbiamo già messo a fuoco questi punti. Quando diventano chiari i rischi, i nostri punti scoperti e il motivo della nostra suscettibilità emotiva, possiamo decidere se chiudere definitivamente o valutare un riavvicinamento.

3. La possibilità di riprendere la relazione

La terza possibilità è quando sentiamo ancora il desiderio o la volontà di riprendere la relazione, ma temiamo che si tratti della solita minestra riscaldata: paura che tutto torni come prima, che riemergano vecchie dinamiche, fatiche, dolori.
In questo caso la porta si può aprire, ma con consapevolezza.

Prima di tutto bisogna comprendere perché la relazione è finita la prima volta e se quei presupposti sono cambiati davvero. Parliamo di cambiamenti reali, strutturali, di valori e significati – non solo di parole. È fondamentale monitorare se, una volta riavvicinati, le vecchie dinamiche si ripresentano oppure no.

Quando si dice “sono cambiato/a”, questa affermazione deve essere sostenuta dai fatti. Alle parole deve sempre seguire la domanda: perché?

  • Perché sei cambiato/a?
  • Perché ora dici che siamo giusti l’uno per l’altra?
  • Perché dovrei fidarmi di questa nuova versione della relazione?

Ed è altrettanto importante chiedersi quali responsabilità abbiamo nel fallimento precedente e che cosa noi stessi siamo disposti a cambiare. Non può cambiare solo uno: se a trasformarsi è entrambe le parti, solo allora può nascere davvero una nuova storia.

Riepilogo delle opzioni

  • Se non ti interessa più: porta chiusa.
  • Se hai bisogno di capire te stesso/a: guarda dallo spioncino, ma non devi aprire.
  • Se c’è desiderio o apertura alla possibilità: puoi aprire, ma solo dopo aver verificato che qualcosa sia davvero cambiato, da entrambe le parti.

Solo così il ritorno dell’ex può diventare una nuova storia, e non la ripetizione di quella vecchia.

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.