Sindrome da burnout Home > Riflessioni psicologiche > Sindrome da burnout Il burnout altro non è che una sindrome da esaurimento ovvero uno stato in cui la persona si sente: svuotata apatica affaticata appesantita Talvolta la persona perde il significato delle cose e della sua attività lavorativa. Spesso è accompagnata da rabbia, rancore, nervosismo, c’è una totale incapacità di staccare la testa nel tempo libero, il lavoro diventa così una macchia d’olio che si espande a tutte le ore della giornata. Ci possono essere delle somatizzazioni fisiche messe in atto come conseguenza: cefalea, mal di testa, perdita dell’appetito, disturbi del sonno. E’ una sindrome legata esclusivamente a tematiche di natura lavorativa, non si può andare in burnout per la propria relazione. Ci possono essere infatti situazioni lavorative che possono consistere in fattori di rischio. Il burnout è spesso associato a professioni d’aiuto, è prevalentemente presente in contesti come il medico, lo psicoterapeuta, l’infermiere, l’oss. E’ tuttavia vero che si può sviluppare in tutti i contesti nei quali ci sono alcuni elementi, come: orari insostenibili carichi di responsabilità eccessive insicurezza sia fisica che economica poca soddisfazione ed efficacia pochi livelli di successo come il lavoro con le malattie terminali la monotonia Questi elementi possono essere fattori di rischio alla generazione della sensazione di fatica e pesantezza oltre che rabbia, nervosismo e fatica a staccare il pensiero. La domanda attuale che ci poniamo tuttavia è come cambierà la sindrome da burnout data la riorganizzazione lavorativa attuale seguita alla pandemia? Come cambierà la sindrome da esaurimento con lo smart working?