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Relazione o libertà? “Ti voglio, ma mi soffochi”


L’aumento dei disturbi psicologici nel periodo post-Covid

Con il periodo del Covid, i disturbi psicologici sono aumentati esponenzialmente. Ora ci sono moltissime ricerche a riguardo, e magari più avanti farò un video con qualche dato per quantificare meglio il cambiamento. Tuttavia è facile intuire come alcuni disturbi — tra cui, ma non solo, quelli ansiosi — siano letteralmente schizzati alle stelle durante il periodo del Covid, in particolare durante e dopo la quarantena.

Ansia relazionale: perché oggi emergono più difficoltà

La cosa interessante è che questo effetto si sta vedendo ancora più chiaramente oggi, in particolare per quanto riguarda l’ansia relazionale.

Coppie nate durante il lockdown: una relazione in bolla

Tantissime coppie, infatti, sono nate durante il periodo del Covid: durante la quarantena, le restrizioni, l’impossibilità di vivere la quotidianità. Queste coppie, da un lato, hanno avuto l’opportunità di trascorrere molto tempo insieme, di vivere all’interno di una sorta di bolla, e di farlo tutto sommato con una certa serenità. Perché? Perché, in fondo, avevano il cuore in pace sapendo di non avere altre opportunità, di non poter fare altrimenti. È come se ognuno avesse fatto i conti con se stesso, dicendosi: “Va bene, non ho altre alternative, ma questa nuova relazione, questo nuovo amore, questo nuovo interesse… ben venga. Mi concentro su questo e me lo faccio bastare”, dedicando anima e corpo a quella relazione, consapevole del fatto che le opportunità esterne erano pochissime, perché stavamo vivendo una pandemia.

La fine della pandemia e il ritorno delle opportunità

Ora, però, la pandemia è finita. La vita è ripartita da tempo e il mondo ha ricominciato a offrire quelle opportunità che durante il lockdown erano negate. E così, queste coppie iniziano ad avere delle difficoltà — non tutte, sia chiaro — soprattutto quelle in cui uno dei due partner ha qualche tratto ansioso, in particolare legato alla relazione.

Il conflitto tra bisogno di libertà e bisogno di legame

Da un lato, questa persona sente una spinta verso l’autonomia, il coraggio, la voglia di riaprirsi, di esplorare, di affermarsi anche a livello individuale. Vuole riaprirsi al mondo, fare cose da solo o da sola. Dall’altro lato, però, sente anche il bisogno di stare con la persona che ama, con la persona con cui ha trascorso due anni — come si suol dire — “due cuori e una capanna”, con poche relazioni esterne.

Da un lato, dunque, vuole mordere nuovamente la vita, tornare alle abitudini di prima del Covid, fare nuove esperienze, coltivare nuovi interessi, riprendersi cura di sé. Dall’altro lato, riconosce che l’altra persona è importante, che non si tratta di una relazione passeggera, ma magari di un amore vero, di qualcuno con cui vorrebbe condividere tutte queste nuove attività. Tuttavia, si sente anche soffocato da questa relazione, proprio perché, pur volendo bene all’altro e desiderando fare cose insieme, la presenza dell’altro, ormai data per scontata dopo due anni di simbiosi forzata, inizia a diventare ingombrante, come una catena. Non permette esperienze autonome, né l’affermazione di sé o quella libertà che ora si sente come necessaria.

Il paradosso dell’ansia relazionale: voglio fare, ma non con te

Chi soffre di disturbi ansiosi legati alla relazione si ritrova quindi in una situazione agrodolce, per niente semplice: da un lato vuole fare, ha bisogno di fare anche in autonomia, e vede l’altro come un peso. Dall’altro, vuole stare con quella persona che ama. Si crea un corto circuito: “Vorrei fare, e vorrei farlo con te, ma allo stesso tempo… non voglio farlo con te”. E così nasce un circolo vizioso.

Dove sta l’equilibrio tra amore e libertà?

Dove sta l’equilibrio tra affermazione di sé e relazione d’amore, tra legame e libertà?

Il Covid, in qualche modo, ha costretto a una scelta che, nel momento in cui è stata fatta, è sembrata anche relativamente semplice, soprattutto per quelle persone molto orientate all’indipendenza, all’autonomia, all’affermazione personale. Perché? Perché tutti questi elementi — libertà, esplorazione, contatti — erano negati. E quindi trovare un nuovo amore portava con sé una grande spinta, un grande fascino, nuova energia.

Ma dopo che le gabbie si sono riaperte, si devono rifare i conti. La coppia va riorganizzata, perché ciò che fino alla pandemia è stato fonte di appagamento, pace e soddisfazione, oggi rischia di diventare una zavorra. Qualcuno da cui da un lato ci si vuole liberare, ma dall’altro di cui non si riesce a fare a meno. E allora nasce questo malumore.

Come affrontare il cambiamento: ricontrattare bisogni e relazioni

L’aspetto più importante, in questi casi, è proprio quello di ricontrattare, sia in coppia che con se stessi, i propri bisogni.

Faccio questo esempio perché, in questo periodo in terapia arrivano moltissime richieste di questo tipo. Se prima le richieste erano legate a un aumento del sintomo — chi aveva più ansia, attacchi di panico, depressione, ecc. — spesso aggravamenti di problematiche già esistenti o latenti esplose durante la pandemia, adesso arrivano difficoltà relazionali, soprattutto da parte di coppie nate proprio nel periodo pandemico.

Ora queste coppie arrivano a un punto di svolta. E per riuscire a essere felici, hanno bisogno di riorientarsi, di ritrovare l’equilibrio tra la libertà individuale, l’amore e la vita di coppia.

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
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Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.