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Quale differenza tra etica e deontologia?

“Dottore, che differenza c’è tra etica e deontologia? Sono la stessa cosa? Hanno delle differenze? Sono due cose diverse che parlano di uno stesso argomento?”

Questo è un quesito che mi è stato recentemente posto e penso che sia particolarmente interessante, dato che sono due componenti cruciali del lavoro di qualunque professione sanitaria, di qualunque professione in generale, soprattutto nel momento in cui viene regolata da un ordine, quindi da un albo professionale.

Sono due elementi, due aspetti con i quali io faccio inevitabilmente i conti, come anche tutti i miei colleghi, quotidianamente nella mia pratica clinica.

Sono due cose diverse che si riferiscono, se vogliamo, ad aspetti simili, pur rimanendo comunque separati.

Che cos’è la deontologia professionale?

Partiamo dal concetto che le stesse etimologie dei termini, quindi etica, che proviene da ethos, e deontologia, che proviene da deon, si riferiscono a due temi nettamente diversi.

La deontologia, quella del dovere, fa riferimento a tutto ciò che deve essere fatto all’interno di una professione e quindi ai comportamenti e alle norme comportamentali e procedurali che devono essere rispettati nello svolgimento di una professione o nell’erogazione di una prestazione professionale.

E quindi, in qualche modo, la deontologia viene formata, viene definita, viene calata dall’alto. Il riferimento agli ordini professionali e agli albi professionali che ho fatto prima è proprio riferito a questo.

Nel senso che l’insieme di professionisti che costituiscono una categoria professionale si regolano attraverso un ordine, ad esempio, per quanto riguarda la professione di psicologo e psicoterapeuta, esiste il CNOP, il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, e poi esistono gli Ordini regionali. Questi definiscono con chiarezza il Codice Deontologico, cioè l’insieme di comportamenti, norme e prassi che devono essere rispettati dal terapeuta, dallo psicologo, dallo psicoterapeuta, comunque dal professionista, nel momento in cui eroga le proprie prestazioni.

Che cos’è l’etica professionale?

L’etica è una cosa diversa. Fa riferimento a ethos e si riferisce al comportamento che viene agito, ossia alle prassi e al modo di fare del professionista nell’erogare la propria prestazione.

Quindi, se vogliamo, da un lato la deontologia dice che cosa è concesso, che cosa non è concesso e come deve essere svolta la professione; l’etica fa riferimento, invece, all’insieme di comportamenti che poi il professionista, nella propria individualità, agisce nel tentativo e nel dovere di rispettare il Codice Deontologico.

La differenza tra etica e Codice Deontologico

Quindi, se vogliamo, il Codice Deontologico è calato dall’alto, quindi è normato e socialmente o professionalmente condiviso, mentre per quanto riguarda l’etica ha più a che fare con una sfera individuale, personale, appunto, del professionista che, rispetto ai propri valori e alle proprie caratteristiche, al proprio modo di fare, al proprio modo di pensare, al proprio modo di agire, applica le norme che sono previste all’interno del Codice Deontologico e quindi eroga la sua migliore prestazione, connettendo appunto ciò che, da un punto di vista macro, la categoria e la società si aspettano da me e da lui e, da un punto di vista micro, lui svolge appunto all’interno, ad esempio, come nel mio caso, dello studio professionale.

Etica e deontologia nella pratica professionale

Quindi sono due cose diverse che si riferiscono inevitabilmente alla volontà di generare un vantaggio e un servizio professionale alla persona che si rivolge al professionista, ma una è calata dall’alto, è un insieme di norme, di doveri, di regole: il Codice Deontologico; l’altra, l’etica, è come se provenisse dal basso, cioè è individuale e personale ed è l’insieme effettivo dei comportamenti, pensieri, azioni e prassi che poi il terapeuta agisce nel rispetto del Codice Deontologico durante l’erogazione della propria professione.

Etica e deontologia sono sinonimi?

Quindi possiamo quasi definirli sinonimi, seppur si riferiscano comunque a due cose completamente diverse: una è normata e socialmente condivisa all’interno della professione, l’altra è agita in termini più micro, quindi all’interno della quotidianità, appunto, del professionista che, con l’insieme dei suoi valori, degli aspetti morali e degli aspetti professionali, eroga appunto la professione appoggiandosi alla propria etica.

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.