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Lutto: quando chiedere aiuto

Quando, e in che modalità, è utile chiedere aiuto nel processo di superamento di un lutto? Questa è una domanda che mi è stata fatta diverse volte in questo periodo di pandemia ma come ho già avuto modo di specificare il lutto è una dinamica e un’esperienza estremamente intima e personale che non può trovare significato, spiegazione e rappresentazione comune; ognuno vive il lutto alla propria maniera con i propri significati, con le proprie esperienze e con le proprie motivazioni e, inevitabilmente, con le proprie conseguenze. Diciamo che partendo da questo presupposto e tenendolo ben saldo in testa, dal mio punto di vista le situazioni e le motivazioni per cui una persona potrebbe arrivare a chiedere aiuto di fronte ad un lutto sono diverse e non sto dicendo che questa sia l’unica via percorribile.

Una persona può scegliere a torto o a ragione di elaborare e vivere in autonomia l’esperienza del lutto, senza necessariamente rivolgersi ad uno psicologo, ma se tutte le premesse che ho appena fatto le teniamo a mente posso dire che una persona può arrivare a chiedere l’aiuto di un professionista nell’elaborazione di un lutto sostanzialmente per due motivazioni.

Quando si trova bloccata, quando si rende conto di non progredire, quando (per parlare un minimo di psicologhese) si accorge di essere in una delle 5 fasi di elaborazione del lutto – negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione – facendo un po’ il gioco dell’oca: si va avanti, si è pensato di aver elaborato un pezzo ma in realtà ci si trova ricatapultati all’indietro, quindi si ha bisogno di mettere ordine, di risignificare, di rinarrare, di ripunteggiare la storia e quindi di facilitare il proprio processo naturale di elaborazione del lutto
Nel momento in cui ha sviluppato qualche sintomo, cioè non si è resa conto di essere ancorata all’interno di una delle fasi di elaborazione del lutto. Ovviamente non esiste un “tempo giusto” ma indicativamente possiamo stimare un periodo di 6 mesi dopo i quali può essere sensato chiedere aiuto. Questo ovviamente deve essere valutato in funzione del tipo di lutto e del significato di esso. Ma cosa significa sviluppare un sintomo? Sviluppa una sintomatologia ad esempio ansiosa, depressiva, un disturbo post traumatico. Possono essere i più disparati, dipende ovviamente da qual è il significato, da qual è l’esperienza di lutto vissuta.

Premesso il fato che l’esperienza di lutto è estremamente individuale, soggettiva ed intima, o una persona la vive da sola oppure, se si rende conto di aver bisogno di un aiuto nella rielaborazione, può chiedere aiuto in modo tale che questo lutto non diventi in qualche modo cronico all’interno della vita e quindi non ci ancori li all’interno della perdita, della tristezza, della depressione che ovviamente ogni lutto porta con sè. 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
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Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.