+39 347 9177302

I tratti aggressivi sono pre-esistenti o possono dipendere anche dalla situazione?

Nel 1973 Zimbardo e collaboratori pubblicarono un annuncio sul giornale per reperire soggetti per una ricerca sulla vita nelle prigioni. Risposero 75 giovani della scuola di Palo Alto di cui ne vennero scelti 24, casualmente suddivisi in due gruppi. Un gruppo avrebbe svolto il ruolo di detenuto: obbligati ad indossare divise con un numero identificativo stampato, con berretto e una catena alla caviglia. L’altro gruppo avrebbe fatto le guardie, con uniformi color arancioni, occhiali a specchio, dotati di manganello, fischietto e manette. L’esperimento era programmato per una durata di due settimane: i detenuti vennero prelevati dalle loro case simulando un arresto per rapina, tuttavia l’esperimento venne fatto terminare prima della conclusione prevista. Perché?

Il primo giorno di esperimento trascorse tranquillamente ma già dal secondo i detenuti organizzarono una rivolta denunciando un atteggiamento sadico da parte delle guardie le quali li avrebbero svegliati di notte costringendoli a compiere azioni umilianti. Le dinamiche aggressive continuarono, le guardie imposero regole rigide, rituali sadici, mostrando atteggiamenti ostili e punitivi che provocarono  sintomi di scompensi emotivi nei detenuti. Alcuni di questi ultimi infatti vennero liberati per evitare danni psicologici. Nonostante la casualità dei ruoli assegnati i soggetti impiegarono pochissimo tempo per assumere i valori trasformandosi rispettivamente in aguzzini e in prigionieri depressi. Le identità si rimodellarono a seguito della situazione sperimentata che li condusse ad acquisire un diverso comportamento e atteggiamento.

Perché accade? Perché si può diventare cattivi?

Le condotte lesive vennero innanzi tutto causate dalla de-individualizzazione due tratti individuali a cui erano stati sottoposti attraverso per esempio l’abbigliamento indossato che li privava delle loro caratteristiche distintive.  L’anonimizzazione influenza il funzionamento cognitivo perché limita le abilità di pianificazione del comportamento.

Si riscontrò anche una modificazione neurofisiologica nelle aree del cervello sede del pensiero e del ragionamento e un’attivazione delle aree predisposte ad un comportamento reattivo a seguito di una minaccia.

Oltre allo spogliare i soggetti delle caratteristiche identitarie anche il conformismo contribuisce all’assunzione di condotte lesive. In un contesto nuovo, non conosciuto, in cui il soggetto non può attivare schemi di comportamento già sperimentati è possibile che la persona utilizzi gli altri per trarre informazioni rispetto come dovrebbe comportarsi.

Cosa significa? Si imita il comportamento dei soggetti che si ha a fianco. Anche per i soggetti che facevano parte dell’esperimento il contesto era completamente nuovo, alcuni reagirono con durezza e aggressività alla frustrazione vissuta, producendo negli altri l’imitazione del comportamento aggressivo perché unico modello di comportamento disponibile. Per di più era evidente che i soggetti si dovevano adeguare al gruppo a cui appartenevano poiché in caso contrario rischiavano di essere disapprovati.

I tratti che causano comportamenti aggressivi quindi non erano pre-esistenti o innati ma il ruolo assunto, il potere esercitato e subito, la situazione che simulava un’istituzione totalizzante e inconsueta ha portato ad assumere schemi di comportamento non abituali.  La forza della situazione nel determinare le reazioni aggressive venne successivamente rinominata dall’autore dell’esperimento “effetto Lucifero”.

È necessario aggiungere che ad oggi alcuni ricercatori non ritengono questo esperimento sufficientemente veritiero poiché nella sua realizzazione si sono notati nel tempo troppi problemi. I risultati sono considerati dubbi ed hanno acceso un intenso dibattito riguardo questo esperimento, caposaldo della psicologia sociale.

 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.