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Dire “no” agli altri per dire “sì” a se stessi

Imparare a dire no agli altri per dire sì a se stessi è una frase che spesso nella stanza di terapia si sente dire poiché è fondamentale per strutturare la propria felicità. Non è una frase facile da applicare e suscita molti interrogativi. 

Quando viene detto che dire no agli altri significa dire si a se stessi significa innanzitutto che in un mondo in iper-connessione e iper-sollecitato il tempo è limitato, quindi lo spazio che dovremmo dedicare a noi stessi non può essere aumentato così come aumentano gli stimoli. Dobbiamo diventare capaci di selezionare ciò a cui prestare attenzione e ciò a cui non prestare attenzione.

Se rimaniamo sempre disponibili alla richiesta altrui rischiamo di non avere più tempo per noi stessi. E’ in questo senso che rifiutare una richiesta, un invito, un compito, un lavoro in alcuni casi è una forma di rispetto nei nostri confronti soprattutto quando il “sì” è una risposta data di default, facendoci in mille per soddisfare le richieste altrui, stando quindi male con noi stessi.

Da un lato ci può essere un bisogno di riconoscimento, gratitudine ma non è attraverso il sì incondizionato che lo si ottiene. La gratitudine la si ottiene attraverso la capacità di selezionare cosa a cui dedicare le nostre energie.

Siamo più portati a dire sì quindi meno portati a tutelarci con le persone con le quali abbiano meno relazioni, siamo paradossalmente più portati a dire no alle persone verso le quali proviamo un legame maggiore, convinti che queste ultime ci possano capire. Il paradosso sta nel fatto che le relazioni importanti vengono messe in attesa chiedendo loro comprensione.

E’ fondamentale comprendere noi stessi, le nostre priorità e cosa è per noi importante mettendo questo al primo posto.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.