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Coronavirus: fare i conti con noi stessi

Coronavirus: alcune riflessioni su cosa questa crisi ci sta imponendo, non tanto dal punto di vista clinico medico ed economico ma dal punto di vista psicologico. Come in tutte le situazioni di crisi siamo costretti a fare i conti con noi stessi, mette a dura prova le nostre convinzioni e permette anche di conoscersi un po’ di più.

Questo è vero soprattutto dal punto di vista sociale, basti vedere l’unità che è nata all’interno della nazione: persone che cercano di tenere alto il morale, persone che promuovono atti di solidarietà. Sono gesti di vero eroismo e che ci rimandano una percezione del nostro paese rispetto alla collocazione geopolitica dello stesso in confronto ad altri paesi europei. Questi sono tutti aspetti che diventano informativi sul nostro modo di fare ma soprattutto sul nostro modo di essere, ragionamento che, traslato nel privato, assume ulteriormente significato.

Questa pandemia e questa crisi si appoggiano inevitabilmente sull’operato privato di ciascun individuo, necessario e fondamentale per il buon esito. L’individuo è quindi costretto a fare i conti con questa difficoltà in modo privato e autonomo, è costretto a stare con sé stesso, conoscersi e stare in situazioni di difficoltà come la quarantena. E’ costretto a cambiare le proprie abitudini, rinunciare agli aspetti fondamentali della propria vita, in alcuni casi come il lavoro, oppure è costretto a modificare le abitudini in famiglia e i ruoli. Alcuni genitori si sono trovati a fare i conti con questo ruolo h.24, i nonni non possono più vedere i nipoti e i cugini diventano degli estranei.

In tutto questo l’individuo fa i conti con se stesso: vede alcuni ruoli e compiti, aspetti identitari, negati ed altri invece che diventano totalizzanti. La crisi ci sta portando a rafforzare le percezioni, le esperienze che vengono vissute ed è fondamentale approfondire la conoscenza con noi stessi per poterne uscire, sia individualmente, che come nazione.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.