Quattro aspetti fondamentali della psicoterapia Home > Psicoterapia come funziona > Quattro aspetti fondamentali della psicoterapia 2 Mi è stato chiesto più volte recentemente di fare un video sulle dinamiche presenti all’interno della stanza di terapia e su come funziona la terapia, su quali possono essere i capisaldi di una terapia, cosa determina l’efficacia di una terapia, eccetera. Gli anni trascorsi “sulla sedia del terapeuta” hanno ovviamente cambiato il mio pensiero e il mio modo di approcciarmi alla professione. Questo sarà quindi una specie di riassunto, un vademecum degli aspetti fondanti che dovrebbero essere presenti sia nella mente del terapeuta sia in quella del paziente, della persona che chiede aiuto. Un buon segno è già il fatto stesso che qualcuno chieda aiuto attraverso la terapia. 1. La terapia non è una mera ripetizione del passato La terapia non consiste nel ricondurre tutta la propria infanzia, la relazione con la mamma o il papà o esperienze traumatiche vissute da bambini. Il passato viene considerato in terapia come memoria storica per capire il presente. Non si fa la cronistoria della propria vita: ci si parte dalla domanda che il paziente porta, si va nel passato per comprendere i meccanismi sottostanti al problema che la persona vive e, da lì, si utilizza la comprensione del presente per trasformare il futuro. In sintesi: il passato conta in funzione della comprensione del presente e della costruzione del futuro, non come fine a sé stesso. 2. La terapia è una scienza basata sulla parola La parola è lo strumento principale della terapia, ma non tutte le parole sono uguali. La terapia utilizza le parole in modo mirato: domande aperte più che affermazioni, perché attraverso le domande si apre il pensiero e si permette la trasformazione. Non si tratta di chiacchiere o conversazioni generiche: la parola in terapia ha una funzione precisa e metodica. 3. La responsabilità del paziente Il terapeuta non può accettare la delega da parte del paziente. Il paziente è responsabile del percorso che intraprende all’interno della stanza di terapia. Il terapeuta guida, sostiene e accompagna, ma il cambiamento richiede impegno e assunzione di responsabilità da parte del paziente. Non ci si può aspettare che il terapeuta “risolva” magicamente i problemi: il successo del percorso terapeutico dipende dall’impegno reciproco, di paziente e terapeuta. 4. L’efficacia della terapia non dipende dall’orientamento teorico Non è l’orientamento del terapeuta a determinare l’efficacia della terapia, ma la capacità di instaurare una relazione terapeutica efficace. La relazione tra terapeuta e paziente è ciò che genera la trasformazione. L’orientamento teorico è uno strumento, come le scarpe di un calciatore o la racchetta di un tennista: serve per esprimersi al meglio, ma non determina da solo il risultato. Queste sono le principali considerazioni che mi sono venute a mente. Credo siano rappresentative di cosa sia giusto aspettarsi in terapia, sia dal lato del terapeuta sia dal lato del paziente, e del tipo di mentalità con cui approcciarsi a questo percorso.