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Psicoterapia: il miglioramento è immediato o all’inizio si può anche peggiorare?

La preoccupazione iniziale del paziente

“Dottore, sto peggio di prima. Mi sono rivolto a lei per migliorare, ma la situazione è peggiorata. Non voglio più venire.”

Questa è una frase che molti terapeuti si sentono rivolgere. Un paziente che decide di intraprendere un percorso psicoterapeutico lo fa con l’aspettativa di migliorare rapidamente. Quando invece sperimenta un peggioramento iniziale, può sentirsi disorientato e perdere fiducia nel processo. Questa situazione, se non adeguatamente affrontata, può portare alla sospensione della terapia.

Ma è sempre garantito un miglioramento immediato in psicoterapia? Oppure può essere necessario attraversare una fase di crisi prima di vedere dei benefici?

Il peggioramento temporaneo: un ostacolo o un passaggio necessario?

Il percorso terapeutico è spesso complesso e soggettivo. Non esiste una risposta univoca perché tutto dipende da molteplici fattori:

  • La natura del problema che il paziente porta in terapia
  • Il tipo di terapia scelta
  • L’approccio del terapeuta
  • Le risorse personali del paziente

Non è raro che, prima di migliorare, si sperimenti una fase di crisi. Questo fenomeno si verifica perché la terapia porta alla luce dinamiche profonde, spesso dolorose, che devono essere elaborate prima di poter essere superate.

Un confronto con la medicina e lo sport

Per comprendere meglio questo meccanismo, possiamo paragonarlo ad altre esperienze della vita quotidiana.

Pensiamo a un trattamento medico, come un intervento dal dentista. Se si deve estrarre un dente per risolvere un problema, nell’immediato si avvertirà dolore, gonfiore e fastidio. Eppure, questo disagio temporaneo è parte integrante del processo di guarigione.

Lo stesso accade nell’attività sportiva. Un allenamento mirato a migliorare forza e resistenza implica sforzo, fatica e talvolta dolore muscolare. Tuttavia, questa fase di difficoltà è necessaria affinché il corpo si rafforzi e migliori le proprie capacità.

Allo stesso modo, in psicoterapia può essere richiesto un passaggio attraverso una “fase di crisi”. Questa flessione temporanea dello stato psicologico non è un segnale di fallimento, ma un elemento previsto nel processo di cambiamento.

Quando la crisi è prevista e necessaria

Non sempre il miglioramento psicologico passa attraverso un peggioramento iniziale. In alcuni casi, il paziente percepisce subito un beneficio. In altri, invece, è necessario destrutturare vecchi schemi mentali e comportamentali prima di poter costruire nuovi equilibri.

Questo passaggio può essere vissuto come destabilizzante, ma è proprio attraverso il confronto con le proprie difficoltà che si pongono basi più solide per un cambiamento duraturo.

Se il paziente e il terapeuta condividono questa consapevolezza, la crisi diventa un momento di crescita anziché un motivo di abbandono.

L’importanza della comunicazione e dell’alleanza terapeutica

Ciò che davvero conta non è tanto la possibilità che si verifichi una crisi, quanto il modo in cui questa viene gestita. Il paziente deve sapere che un peggioramento temporaneo può far parte del percorso e deve sentirsi accompagnato nel processo.

Se questa consapevolezza non viene sviluppata, il paziente potrebbe sentirsi spaesato e reagire con paura e sfiducia. È compito del terapeuta informarlo, fin dall’inizio, che alcune fasi della terapia potrebbero essere difficili e che questo non significa che il trattamento non stia funzionando.

Un’alleanza terapeutica solida si basa su:

  • Chiarezza e trasparenza: Il terapeuta deve spiegare al paziente cosa potrebbe accadere durante il percorso.
  • Condivisione: La crisi non deve essere un’esperienza solitaria, ma un momento affrontato insieme.
  • Fiducia reciproca: Il paziente deve sentirsi sostenuto e avere la certezza di potersi affidare al terapeuta.

Superare il momento di difficoltà per arrivare al miglioramento

Un peggioramento temporaneo non è un fallimento della terapia, ma può essere parte integrante del processo di trasformazione. Se gestito con consapevolezza, può diventare un’opportunità per costruire un cambiamento profondo e duraturo.

La psicoterapia non è sempre un percorso lineare, ma è proprio la capacità di attraversare e superare i momenti di difficoltà che porta a una vera crescita personale.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.