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Psicofarmaci: cosa sono, quali sono, a cosa servono e quali effetti collaterali hanno

Psicofarmaci: effetti collaterali, tipologie e utilizzo

Parliamo degli psicofarmaci: quali sono le loro caratteristiche, quali tipologie esistono sul mercato e come vengono utilizzati dalla popolazione italiana? Quali sono i loro effetti collaterali? Andiamo con ordine.

Cosa sono gli psicofarmaci?

Come suggerisce il termine stesso, gli psicofarmaci sono farmaci che agiscono sulla psiche, influenzando la psicologia e il funzionamento mentale dell’individuo. Sono utilizzati per trattare diverse condizioni psichiatriche e neurologiche e si suddividono in quattro principali categorie.

Le principali categorie di psicofarmaci

Gli psicofarmaci non sono tutti uguali: ogni categoria ha un meccanismo d’azione specifico e viene utilizzata per trattare determinati disturbi.

1. Ansiolitici

Gli ansiolitici vengono prescritti per ridurre ansia, tensione e agitazione. Alcuni esempi comuni includono Xanax e Lexotan.

2. Antidepressivi

Questi farmaci sono utilizzati nel trattamento della depressione e di alcuni disturbi d’ansia. Tra i più noti troviamo Cipralex e Zoloft.

3. Antipsicotici

Gli antipsicotici sono impiegati nel trattamento di disturbi caratterizzati da alterazioni della percezione della realtà, come la schizofrenia. Esempi comuni includono Seroquel e Zyprexa.

4. Stabilizzatori dell’umore

Questi farmaci aiutano a regolare il tono dell’umore e sono spesso usati nel trattamento del disturbo bipolare. Tra i più prescritti troviamo Lamictal e Depakin.

Come funzionano gli psicofarmaci?

Il termine “psicofarmaco” è già di per sé esplicativo: indica farmaci che agiscono sulla psiche. Anche le diverse categorie sono abbastanza evocative del loro scopo. Gli ansiolitici vengono utilizzati per curare l’ansia, gli antidepressivi per trattare la depressione, gli antipsicotici per contrastare le alterazioni della realtà (come allucinazioni ed episodi dissociativi), mentre gli stabilizzatori dell’umore agiscono sulla regolazione emotiva.

Paure e pregiudizi sugli psicofarmaci

Molte persone provano timore nei confronti degli psicofarmaci. Spesso si sente dire:

  • “Non voglio prendere quelle cose!”
  • “Mi trasformano!”
  • “Alterano la mia personalità!”

In realtà, nessun farmaco altera la personalità. Tuttavia, è comprensibile che possano suscitare timore, specialmente considerando la loro ampia diffusione.

Effetti collaterali degli psicofarmaci

Uno degli aspetti che spaventa di più chi deve assumere uno psicofarmaco sono gli effetti collaterali. Tuttavia, questi non sono molto diversi da quelli di altri farmaci di uso comune, come la Tachipirina. Se si legge il foglietto illustrativo di qualsiasi farmaco, gli effetti indesiderati possono sembrare numerosi e gravi, ma nella realtà molti di essi sono rari o lievi.

I principali effetti collaterali degli psicofarmaci includono:

  • Alterazioni dell’energia, con possibile sensazione di stanchezza o confusione
  • Aumento di peso
  • Riduzione del desiderio sessuale

Va sottolineato che non tutti gli psicofarmaci provocano questi effetti e non tutte le persone li manifestano.

L’importanza di seguire la terapia prescritta

Affinché gli psicofarmaci siano efficaci e sicuri, è fondamentale seguire la terapia prescritta dal medico.

  • I tempi di efficacia: i farmaci psicotropi richiedono tempo per entrare a pieno regime.
  • La dismissione controllata: la sospensione deve essere graduale e supervisionata da un medico per evitare effetti di rimbalzo.

L’uso degli psicofarmaci in Italia

L’utilizzo degli psicofarmaci è molto diffuso in Italia. Si stima che circa 12 milioni di italiani assumano psicofarmaci, ovvero il 20% della popolazione, pari a un italiano su cinque.

Secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la spesa annua per gli psicofarmaci in Italia è di 3,3 miliardi di euro. Inoltre, gli psicofarmaci sono tra i farmaci più prescritti dai medici di base:

  1. Gli antinfiammatori sono i farmaci più prescritti.
  2. Gli ansiolitici sono la seconda categoria di farmaci più prescritta.

Conclusione

Gli psicofarmaci possono suscitare timori e pregiudizi, ma se utilizzati correttamente, rappresentano strumenti fondamentali per il benessere psicologico e la salute mentale. La chiave sta nell’affidarsi ai professionisti e seguire le terapie in modo responsabile.

 

 

 

 

 

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Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

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Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

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Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

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