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La psicoterapia non deve essere infinita e indefinita

La psicoterapia non deve e non dovrebbe essere indefinita e infinita. Si sente molto spesso dire: “So quando ho iniziato la terapia, ma non so quando finirà”. Questo accade perché, da un lato, è uno stereotipo sulla professione, ma dall’altro gli interventi psicoterapeutici oggi non sono più così indefiniti o nebulosi da comprendere.

Consapevolezza dei tempi e dei modi della terapia

Dal lato del paziente che si rivolge a un terapeuta, e dal lato del terapeuta stesso, soprattutto alla luce della riflessione che facevamo qualche settimana fa su come è cambiato il sistema di significati della terapia all’interno della trasformazione che la società sta vivendo, emerge un aspetto culturale nuovo: la terapia prevede che ci sia consapevolezza da parte della persona che chiede aiuto non solo dei tempi, ma anche dei modi della terapia.

È importante riuscire a definire, dopo una primissima fase di consultazione, quali sono gli obiettivi che la terapia si pone, in modo che, tramite questa co-costruzione nel dialogo tra persona e terapeuta, si possa chiarire cosa è verosimilmente raggiungibile e in quali tempi.

Il ruolo della fiducia e della chiarezza

Per riuscire a fare questo è necessario certamente un clima di fiducia, ma anche la possibilità di parlarne apertamente, così che il paziente — soprattutto se si tratta della sua prima esperienza — sappia esattamente in che direzione si sta andando e cosa è legittimo aspettarsi dal percorso intrapreso.

Il concetto di modularità in psicoterapia

Per questo sempre più spesso, all’interno della stanza di terapia, trova spazio il concetto di modularità: la strutturazione dell’intervento per step, passaggi, momenti, blocchi. Questo permette che sia sempre chiaro cosa si sta facendo, con quali obiettivi, con quali modalità e in quali tempi. Inoltre, quando un modulo di terapia viene concluso, è possibile decidere se e quali altri nuovi capitoli aprire.

Naturalmente, sto schematizzando: non è realistico dire “in tre incontri affrontiamo questa cosa, in quattro incontri affrontiamo quest’altra”. È più verosimile dirsi che “ci prenderemo più o meno uno o due incontri per affrontare questo tema e, lavorando in questa direzione, è probabile che in quel tempo si raggiunga tale obiettivo”. Semplifico e irrigidisco volutamente lo schema per renderlo comprensibile.

I vantaggi di un approccio modulare

Questo approccio modulare, oltre a offrire al paziente chiarezza su cosa si sta facendo e cosa può aspettarsi — con il conseguente vantaggio di una maggiore aderenza al percorso — permette un altro aspetto fondamentale: la possibilità di scegliere esplicitamente il grado di profondità da dare al proprio percorso terapeutico.

Accade spesso che il paziente possa sentirsi forzato, o portato dal terapeuta in una direzione che non desidera. Non perché non riconosca il valore di lavorare su certi aspetti, ma perché non li ritiene utili in quel momento, o non è quello il motivo per cui si è rivolto al terapeuta, o semplicemente non ha voglia, in quella fase della sua vita, di affrontarli.

Strutturare un percorso modulare permette proprio questo: scegliere fino a dove arrivare, come arrivarci e quale grado di profondità attribuire alla propria terapia.

Conclusioni: i due grandi vantaggi della psicoterapia modulare

In sintesi, i due grandi vantaggi di questa evoluzione della psicoterapia sono:

  1. Rendere il paziente consapevole di cosa è legittimo aspettarsi, dei tempi e dei modi per raggiungere un obiettivo, favorendo così aderenza, collaborazione e partecipazione attiva.
  2. Dare la possibilità di scegliere il livello di profondità da attribuire al proprio percorso, rendendo la terapia più flessibile e rispettosa dei bisogni personali.
69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.