+39 347 9177302

Come usare la rivalutazione cognitiva per stare bene

Oggi parliamo della rivalutazione cognitiva e dell’importanza che ha il suo utilizzo nella nostra percezione. Molte volte il linguaggio che noi andiamo a utilizzare è ciò che costruisce la nostra realtà. Spesso noi ci raccontiamo ed il racconto stesso che facciamo determina la costruzione della nostra realtà. Il linguaggio partecipa attivamente alla costruzione di quello che noi creiamo reale. Molte volte infatti ci troviamo a vivere emozioni, sensazioni, stati d’animo che noi nominiamo a cui diamo una nostra definizione; questo ci aiuta a definire ciò che stiamo vivendo ma al tempo stesso   ci aiuta anche a capire cosa dobbiamo aspettarci. Il problema è che spesso non diamo il nome giusto alle cose, molte volte i nomi, le etichette risultano semplicistiche, sbagliate, riduttive, inutili semplificazioni, scorciatoie che permettono di ottenere immediatamente un risultato. Quindi dare un nome a qualcosa spesso può essere sbagliato soprattutto se la situazione è delicata come la salute di una persona. Per esempio se dovessimo sentirci agitati, confusi, sudano le mani, abbiamo un formicolio e una sensazione strana allo stomaco, un po’ di secchezza delle fauci, questi sintomi potrebbero essere letti da alcuni come ansia, agitazione, e da altri invece come eccitazione per una sfida, caratteristiche quindi dell’adrenalina. Ciò che nella realtà accade quindi nel corpo ovvero i sintomi sono sempre gli stessi tuttavia questi cambiamo per la realtà soggettiva quindi nella percezione che la persona ha di ciò che gli sta accadendo.

Il nome che diamo alle cose è come ci aspettiamo le cose siano, quindi il nome che diamo loro va ad influenzare la visione che noi abbiamo della situazione quindi la nostra percezione. La rivalutazione cognitiva è il processo che ci permette di andare a cambiare il nome alle cose, che ci fa dire “attenzione quello che tu finora hai definito come attacco di panico e paura in realtà non sono questo”. La rivalutazione è quindi una ridefinizione cognitiva, un processo che ci permette di andare a rivalutare la situazione, rivederla con un’accezione diversa. Ci permette di costruire una realtà diversa.

 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.