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Tradimento: il perdono è sufficiente?

Perdonare e basta dopo un tradimento non serve assolutamente a nulla, se non ad aumentare le probabilità che il tradimento si ripresenti. Ho parlato in tantissimi contenuti sul tradimento, delle caratteristiche, di cosa si può fare, eccetera. Mi trovo tante volte a chiacchierare con persone, non necessariamente in terapia, che mi chiedono, ad esempio sui social, sul blog o su YouTube: “Ho perdonato, eppure continuo a fidarmi poco”; “Ho perdonato, però non siamo riusciti a ritrovare la felicità di prima”; “Ho perdonato, ma lui o lei comunque non è cambiato/a”.

Perché perdonare subito non funziona

Certo, è verissimo: perdonare e basta non serve assolutamente a nulla, come dicevo prima, se non a aumentare il rischio che questa cosa si ripresenti. Perdonare e basta, tra l’altro, è qualcosa che, nel momento in cui viene fatto immediatamente dopo la scoperta del tradimento, ha poco a che fare con l’emozione e molto con la ragione, con la razionalità.

Il perdono di testa vs. il perdono di pancia

Mi capita di sentire: “Ho scoperto il tradimento di mio marito/mia moglie/il mio compagno/la mia compagna, l’ho perdonato/a, e però le cose continuano a non andare bene”. Allora chiedono: “Quando è successo questo fatto?” “È successo il mese scorso, due mesi fa…”. Ok, il “l’ho perdonato/a” è impossibile. O meglio, è un perdono di testa, non un perdono di pancia. È un perdono molto cognitivo, molto razionale, sostanzialmente creato in funzione di una specie di bilancio mentale che abbiamo fatto dei pro e dei contro nell’interrompere la relazione, ad esempio in funzione delle tante implicazioni che abbiamo insieme al partner: la casa, la famiglia, i figli, i progetti di vita importanti che tutto sommato valgono più del tradimento o del dolore che esso genera.

Il fatto è che un perdono di questo tipo non è un perdono reale. È un perdono di testa, ma non è un perdono allineato tra pancia e testa. È un perdono che, in qualche modo, dice o fa dire: “Va bene, andiamo oltre, mettiamo una pietra sopra, facciamo finta che non sia successo, vediamolo come un errore”. Possono essere anche valutazioni intelligenti: “Vediamolo come un errore, non come una catastrofe o un colpo mortale alla nostra relazione”.

L’importanza di vivere e comprendere il tradimento

È sicuramente una volontà non legata all’idea di proseguire la relazione, però non possiamo basarci semplicemente su un’etichetta che assegniamo a qualcosa, cioè su un qualcosa che valutiamo razionalmente e al quale non abbiamo lasciato spazio di comprensione. Quando diciamo “Va bene, è stato un errore”, questo errore non può essere semplicemente etichettato come errore e messo da parte: deve essere vissuto, scomposto, compreso. Gli si deve dare la possibilità di esprimere tutta la sua forza, tutta la sua rabbia, tutto il suo rischio e tutto il suo dolore.

È solo così, una volta che abbiamo attraversato questo dolore, che nel momento in cui diremo “Ti ho perdonato”, sarà vero. Non sarà più qualcosa da tenere lontano, da evitare, di cui non parlare, ma sarà qualcosa che inevitabilmente verrà ricordato. Altra cosa: è impossibile cancellare qualcosa che è successo, ma se affrontata dalla coppia, questa crisi può diventare un ulteriore elemento di unione, perché la coppia sarà stata capace di gestire una crisi così importante.

I rischi del perdono immediato

Nel momento in cui invece perdoniamo con troppa fretta, magari perché abbiamo paura di perdere l’altro o perché pensiamo di poter comprendere le motivazioni del tradimento senza esplorare davvero il dolore, questo perdono rimarrà superficiale. Da un lato si genera timore reciproco, dall’altro il tentativo di risolvere il problema di coppia tramite un atto egoistico individuale, come il tradimento, non produce effetti concreti.

Il traditore, di conseguenza, può percepire che il suo gesto non ha scosso la relazione abbastanza, che forse la relazione o la persona interessano poco, e questo può diventare un’arma a doppio taglio. Da un lato aumenta il rischio che il tradimento si ripresenti; dall’altro lato, rende difficile riscoprirsi davvero vicini in futuro.

Come ricostruire la relazione dopo il tradimento

Per questi motivi, perdonare immediatamente diventa molto spesso un’arma a doppio taglio. Capisco perché ciò accada: spesso è paura di perdere tutto, o il desiderio di far capire all’altro che c’è la volontà di ricostruire. Ma la ricostruzione della relazione deve avvenire attraverso il dolore e attraverso la scomposizione delle emozioni che accompagnano il tradimento, non tramite un perdono immediato.

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

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Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

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Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.