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Terapia di coppia o individuale?

“Dottore, siamo in crisi ma lui non vuole fare la terapia: vale la pena che la faccia da sola? Dobbiamo rinunciare? Che cosa possiamo fare?”

Una domanda frequente nelle crisi di coppia

Questa è una domanda che spesso mi viene fatta, soprattutto quando uno dei due partner – nell’esempio abbiamo preso lui, ma può ovviamente essere anche il contrario – vede la crisi ma non è interessato a svolgere un percorso di terapia. Magari non ci crede, magari pensa possa essere inutile, ha paura di essere giudicato: ci sono tante motivazioni diverse per cui una persona sceglie di non intraprendere un percorso terapeutico.

Ovviamente l’altro, colui o colei che invece è interessato, disponibile e magari vede la terapia come una risorsa, si trova a un bivio e si chiede: che cosa faccio? Accetto il rifiuto, cerco un’altra soluzione oppure intraprendo un percorso individuale?

Terapia di coppia: la soluzione ideale, quando possibile

Dal mio punto di vista, ovviamente, di fronte a una crisi di coppia – anche per orientamento teorico e di mentalità – ritengo che l’intervento sulla coppia, quindi la terapia di coppia, sia la soluzione migliore. Tuttavia, nel momento in cui questo non è possibile, ad esempio perché uno dei due partner si rifiuta, dobbiamo fare i conti con la realtà.

Quando la terapia di coppia non è possibile: alternative concrete

E allora che cosa si può fare? Sicuramente si può iniziare un percorso di tipo individuale, poiché sulle dinamiche di coppia si può lavorare anche tramite una terapia individuale. È come se venisse utilizzato uno dei due partner come punto di accesso alle dinamiche di coppia, alle dinamiche relazionali: lui o lei diventano quindi uno strumento, un canale di ingresso, una porta attraverso cui entrare nel mondo della coppia.

Differenze tra terapia di coppia e terapia individuale focalizzata sulla relazione

È chiaro che una terapia individuale focalizzata su tematiche e problematiche di coppia assume sfumature e caratteristiche differenti rispetto a una terapia di coppia vera e propria. Questo perché, tendenzialmente, la terapia di coppia si differenzia per frequenza degli appuntamenti e per durata degli incontri: di solito gli incontri durano circa un’ora e mezza e hanno una cadenza quindicinale.

Per quanto riguarda invece il lavoro individuale, la cadenza può essere settimanale e la durata dell’incontro è di circa un’ora.

Strutturare l’intervento in base alla realtà della coppia

In base a ciò che la realtà ci mette davanti, quindi alle possibilità concrete e alle variabili a disposizione, si sceglie come strutturare l’intervento. Nel momento in cui uno dei due partner non è interessato o non è disponibile alla terapia di coppia, si può procedere tranquillamente con un percorso individuale, ovviamente con le dovute considerazioni.

L’efficacia della terapia individuale nelle crisi di coppia

Lavorare sull’individuo non è detto che sia meno efficace o, in alcuni casi, può persino risultare più efficace rispetto alla terapia di coppia. Quello che sto cercando di dire è che non deve essere vista come una sine qua non la presenza di entrambi i partner all’interno della terapia per poter lavorare sulle dinamiche di coppia.

Banalmente, è molto più funzionale avere in terapia un solo partner motivato piuttosto che due, di cui uno partecipa sotto ricatto, sotto minaccia, controvoglia o semplicemente per denigrare, squalificare o criticare l’altro.

Oltre i limiti apparenti: lavorare sulla relazione anche con un solo partner

Ci sono quindi molti aspetti diversi che devono essere considerati: non guardiamo solo ai limiti dell’intervento sulle dinamiche di coppia. Non è necessario che siano presenti entrambi i partner: può essere presente anche uno solo dei due.

In un mondo ideale, la volontà e la disponibilità di entrambi a intraprendere un percorso di coppia sarebbero certamente una risorsa, ma dobbiamo fare i conti con la realtà. Se così non fosse, possiamo tranquillamente muoverci su una terapia di tipo individuale, in cui chi partecipa viene utilizzato come canale, come porta di ingresso all’interno delle dinamiche della relazione stessa.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
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Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.