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Quando affrontare i problemi della coppia

In passato ho parlato di quali sono i problemi che, se non trattati all’interno di una relazione di coppia, rischiano di logorarla, di distruggerla, e potenzialmente di diventare “immortali” per la relazione stessa.

Questa cosa ha suscitato diversi commenti: mi avete scritto molte email a riguardo, dove mi dicevate: “Sì, io capisco i problemi, capisco che – faccio un esempio – il tema della sessualità è un tema che deve essere necessariamente approfondito e non deve essere nascosto nella coppia.”

La sessualità e la progettualità nella coppia

Non è tanto il cosa oggettivamente si fa per vivere la sessualità, ma è il come. È il tipo di accordo che la coppia ha nel viverla, indipendentemente dalla forma che questa prende. Allo stesso modo, capisco che la progettualità è importante, è fondamentale, perché altrimenti – se c’è uno sbilanciamento – questa cosa rischia di logorare la relazione.

Tuttavia, molti di questi commenti e domande terminavano con: “Come si fa a capire quando è troppo tardi? Come si fa a capire quando inizia a valere la pena affrontare il problema? Quando diventa giusto porre l’attenzione sul problema?”

Ogni relazione è unica: non esiste una risposta universale

Ora, non è una domanda semplice. La risposta è: dipende. Ogni storia, ogni relazione, ogni persona vive di dinamiche proprie. È vero che si possono trovare dei canovacci, dei fili conduttori che accomunano una relazione a un’altra – almeno rispetto ad alcune caratteristiche – ma poi la relazione è estremamente soggettiva e intersoggettiva. È la coppia che costruisce la propria realtà, nella propria vita, stando insieme, assumendo anche forme che magari non erano previste.

È proprio l’evoluzione della coppia che determina poi ciò che la coppia diventa.

La metafora della rana bollita

Per riuscire a rispondere in maniera semplice a una domanda così complessa, mi viene in mente l’esempio della rana bollita. È una storia semplice, ma altrettanto potente per spiegare questo concetto.

Cosa racconta la favola

La favola della rana bollita dice questo: una rana, dentro a una pentola, si gode l’acqua fresca. Piano piano, siccome c’è una fiamma accesa sotto la pentola, l’acqua inizia a scaldarsi. La rana sente il tepore, inizia a provare piacere, a stare bene, a godersi il calduccio dell’acqua.

Fino a che, a un certo punto, si rende conto che l’acqua è diventata troppo calda e rischia di bollirla. Allora prova a uscire. Il problema è che, nel frattempo, l’acqua è diventata talmente calda, e lei si è così rilassata, che non ha più le energie per affrontare il problema. E quindi alla fine rimane bollita.

La morale della storia

Qual è la morale?
Ovviamente, i problemi dovrebbero essere affrontati prima che sia troppo tardi. Una volta che la rana è stata bollita, difficilmente potrà uscire dalla pentola.

Come applicare la lezione della rana alla vita di coppia

Quindi, quello che si dovrebbe fare all’interno della coppia è riuscire a comprendere quali sono i cambiamenti in atto, cosa questi cambiamenti suscitano, in che direzione ci stanno portando e quali potrebbero essere le loro degenerazioni.

Questo non vuol dire che si debba sempre restare nell’acqua fredda, o fare resistenza al cambiamento. Magari la rana poteva anche trovare piacere in un’acqua leggermente più tiepida.

Va benissimo. Ma fino a che punto questa temperatura è piacevole, e da quale punto in poi inizia a diventare una degenerazione?

Essere protagonisti del cambiamento nella coppia

La stessa cosa dobbiamo farla nelle nostre coppie: avere un pensiero critico, essere capaci di mettere a fuoco la situazione attuale, capire cosa funziona e cosa no, rispetto ai rischi o alle potenziali problematiche che una coppia può trovarsi ad affrontare.

Capire come queste possono cambiare, e magari lavorare attivamente per scaldare l’acqua – cioè per trasformare la situazione, renderla più confortevole – ma al tempo stesso non collassare sul cambiamento, non diventare passeggeri della propria vita, della propria storia.

Dobbiamo rimanere protagonisti.

Le domande da porsi

Quindi, chiederci sempre: questo cambiamento che stiamo vivendo, come può degenerare? Quali sono i campanelli d’allarme che ci dicono che qualcosa non va?

E, una volta individuati, agire subito.

Appena l’acqua diventa più calda di quanto desideriamo, o più calda di quanto noi stessi abbiamo contribuito a farla diventare, dobbiamo iniziare a chiederci:

  • Che cosa sta succedendo?
  • Perché c’è questa reazione?
  • Cosa posso fare per intervenire?
  • Sono ancora padrone della mia relazione?
  • Siamo ancora padroni della nostra relazione?
  • Abbiamo obiettivi comuni?
  • Stiamo andando nella stessa direzione?
  • Siamo felici?
  • O ci stiamo esponendo a una condizione che rischia di sfuggire al nostro controllo?

Conclusione: il cambiamento va riconosciuto e guidato

Quello che ci insegna la rana bollita è che il cambiamento può essere piacevole, anche desiderato. Come dicevo prima: l’acqua tiepida può essere più piacevole dell’acqua fredda.

Ma deve essere controllato, consapevole.
Bisogna essere padroni di ciò che succede nella nostra vita, nella nostra storia, nella nostra relazione.

E per esserlo, dobbiamo chiederci sempre quali sono gli effetti generati dai nostri comportamenti.
Sono in linea con i nostri valori, con i nostri desideri, oppure stanno degenerando?

Quali sono i criteri di degenerazione che ci rendono incapaci di essere soddisfatti, e quindi di agire e intervenire per mettere in sicurezza la coppia?

È lì che, appena suonano le sirene, appena emergono i segnali d’allarme, bisogna agire.

Saltare fuori dall’acqua.

Capire che cosa sta cambiando attorno a noi, e come noi possiamo cambiare in funzione del contesto, delle novità presenti nella nostra coppia, nella nostra relazione, nella nostra vita.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.