+39 347 9177302

Perché odio ciò che mi ha fatto innamorare di te?

Perché quando ci innamoriamo di qualcuno, e vogliamo farlo entrare nella nostra vita, ci sono delle cose di lui o di lei che ci attraggono? E perché queste stesse caratteristiche, talvolta, quando la relazione giunge al termine, diventano anche le motivazioni dell’interruzione stessa della relazione?

In altre parole: perché ciò che mi fa scegliere una persona può anche diventare il motivo per cui interrompo la relazione con quella stessa persona?

È una domanda complessa, che richiede tempo per ottenere una risposta esaustiva. Provo a sintetizzare alcune riflessioni.

Attrazione e bisogni nella fase iniziale della relazione

Le persone si scelgono e inevitabilmente vengono attratte l’una dall’altra in funzione dei bisogni specifici che hanno in una determinata fase della vita, nel momento in cui si incontrano. Ciò che ognuno di noi vede nell’altro, in qualche modo, risuona dentro di sé e genera attrazione. Questa attrazione, insieme alla soddisfazione di tali bisogni, è alla base dell’unione e del legame.

Il cambiamento dei bisogni nel tempo

Non è detto però che, stando insieme e andando avanti nel tempo, le persone mantengano gli stessi bisogni. Anzi, nel corso della vita e soprattutto nella relazione stessa, le persone cambiano e si trasformano. Di conseguenza, anche i bisogni che inizialmente venivano soddisfatti all’interno della coppia possono non essere più gli stessi.

Talvolta questo cambiamento è reciproco e armonico; molto più spesso accade che le persone si trasformino in modo non sincronizzato. La capacità di mantenere un legame stabile è quindi legata alla capacità di modificarsi e trasformarsi insieme all’altro, costruendo e ricostruendo continuamente un progetto di coppia.

Quando questa trasformazione condivisa non avviene, si crea un paradosso: i motivi per cui ci si è scelti diventano gli stessi motivi che impediscono di proseguire la relazione.

Il paradosso della scelta del partner

Le caratteristiche che inizialmente attraggono possono, nel tempo, diventare elementi di crisi quando non sono più compatibili con l’evoluzione dei bisogni e dei progetti individuali e di coppia. Ciò che è stato funzionale all’inizio può diventare disfunzionale nella fase successiva della relazione.

Esempio clinico: la storia di Elisa

Elisa e Marco: sicurezza e routine

Prendiamo la storia di Elisa (nome di fantasia), anche se ci sono diversi pazienti che hanno vissuto esperienze simili.

Elisa è una giovane donna di 30 anni che esce da una relazione importante, la sua prima relazione significativa, con Marco, con il quale è stata per circa nove anni, dai 21 ai 30 anni. La relazione si è interrotta recentemente. Nonostante si vogliano ancora bene, Elisa ha deciso di chiudere perché sentiva un certo tipo di costrizione e di noia. La relazione veniva percepita quasi come una gabbia.

Marco era una persona affidabile, responsabile, con la testa sulle spalle e con valori solidi. Probabilmente era anche la persona giusta per costruire una famiglia. Tuttavia, all’interno della relazione era diventato estremamente prevedibile e monotono. Era come se il loro progetto di coppia fosse già completamente scritto: le famiglie sapevano cosa aspettarsi e non c’era spazio per l’imprevisto o la sorpresa.

La ricerca di libertà e il bisogno di cambiamento

Elisa non voleva questo. Aveva bisogno di scegliere il proprio futuro, di poter rimettere in discussione le scelte fatte, di avere libertà, ossigeno e nuove esperienze attraverso cui conoscersi meglio.

Anche alcune sue scelte personali, come cambiare lavoro o iscriversi a un corso, venivano ostacolate perché percepite come una deviazione dal “binario” già stabilito per la coppia.

Per questo motivo la relazione si svuota progressivamente. Non c’è un conflitto esplicito, ma un’esigenza crescente di cambiamento da parte di Elisa. La relazione si interrompe e, pur restando in buoni rapporti con Marco, Elisa viene fortemente attratta da Giovanni.

L’incontro con Giovanni: libertà e leggerezza

Giovanni è una persona molto diversa. Anche lui coetaneo, ma più libero, spontaneo e capace di vivere nel presente, senza appesantire tutto con progetti rigidi.

La relazione con Giovanni è inizialmente leggera, non nel senso superficiale, ma nel senso di libera: permette espressività, autonomia e indipendenza. Ognuno mantiene i propri spazi senza che questo diventi un problema.

Tutto appare più maturo, perché ciascuno è in grado di affermare la propria indipendenza e allo stesso tempo scegliere continuamente l’altro senza darlo per scontato.

La crisi della seconda relazione

Dopo qualche anno, Elisa e Giovanni decidono di andare a convivere e iniziano a progettare una famiglia. Tuttavia, proprio qui emergono le prime crepe.

Il problema non è tanto il desiderio di avere figli, quanto il mancato cambiamento dei bisogni individuali. In particolare, il bisogno di libertà di Giovanni, che inizialmente era una risorsa, diventa progressivamente incompatibile con le responsabilità familiari.

Giovanni desidera essere genitore, ma non è disposto a rinegoziare i propri bisogni. Pur dichiarando disponibilità, nei fatti mantiene le stesse abitudini, delegando implicitamente ad Elisa molte responsabilità.

Elisa, pur comprendendo, si ritrova progressivamente sola nella gestione della relazione e dei progetti comuni. Se nella relazione con Marco si sentiva schiacciata, qui si sente sola perché non sufficientemente supportata.

Anche Giovanni afferma di non volerla limitare, ma nella realtà i bisogni non si incastrano. La libertà che inizialmente aveva attratto Elisa diventa nel tempo inaffidabilità e incapacità di costruire un progetto comune.

La coppia entra così in crisi. Elisa si trova di fronte a una seconda rottura relazionale e non riesce più a capire perché ciò che l’aveva attratta inizialmente diventi poi ciò che rende difficile la continuità della relazione.

Conclusione

Questo esempio mostra come le caratteristiche che ci attraggono in una persona possano, nel tempo, trasformarsi negli stessi fattori di crisi quando non sono più compatibili con l’evoluzione dei bisogni e dei progetti di coppia. La relazione funziona quando i cambiamenti individuali riescono a integrarsi; si rompe quando non trovano più un punto di equilibrio condiviso.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.