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Perchè confessiamo i tradimenti?

Ho fatto numerosi conte3nuti sul tradimento, trattando le diverse tipologie e le motivazioni che possono indurre una persona a tradire. Non ho mai riflettuto, però, su quali possano essere le ragioni che portano una persona a confessare il tradimento. Su questo argomento ci sono diverse correnti di pensiero.

Confessare il tradimento: diverse correnti di pensiero

C’è chi sostiene che l’unica possibilità sia confessare il tradimento, perché è l’unico modo per poter proseguire, in qualche modo, la relazione, rimetterla in gioco e affrontare il problema. C’è chi invece dice che il tradimento non debba mai essere confessato, perché ha una propria dignità e, quindi, deve essere negato fino alla morte, anche di fronte all’evidenza. Altri ancora sostengono che il tradimento diventa reale solo nel momento in cui viene confessato; in tal senso, la confessione stessa è il vero tradimento, poiché si tratta di un atto aggressivo nei confronti del tradito. Infine, c’è chi riassume il tutto dicendo “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”.

Le principali motivazioni dietro la confessione di un tradimento

Al di là di detti popolari e delle differenti correnti di pensiero che ho appena presentato, le motivazioni che, secondo me, stanno alla base della confessione di un tradimento sono principalmente due: o la volontà di interrompere la relazione o quella di proseguirla.

1. Volontà di interrompere la relazione

Mi spiego meglio. Nel primo caso, ovvero la volontà di interrompere la relazione, la persona tendenzialmente non ha la forza sufficiente per assumersi la propria responsabilità nel portare avanti il tradimento. La confessione del tradimento è come “gettare la palla” della responsabilità nelle mani del tradito, in modo tale che sia lui o lei a interrompere la relazione. In sostanza, si tratta di uno scarico di responsabilità, non tanto per l’atto del tradimento (che, ovviamente, porta con sé una certa responsabilità e, eventualmente, una certa colpa), quanto per l’interruzione della relazione. In questo contesto, suona più o meno così: “Ho tradito, ho sbagliato, però sono disposto a rimanere. Sei tu, a fronte di quello che ho fatto, che mi stai lasciando”. Molto spesso, la confessione del tradimento punta proprio a questo: indurre il tradito a interrompere la relazione, assumendosene la responsabilità.

2. Volontà di proseguire la relazione

Nel secondo caso, invece, si ha l’opzione opposta: si confessa il tradimento nel tentativo di rimanere all’interno della coppia, interrompendo la relazione extraconiugale. In questo contesto, la persona che ha tradito confessa il tradimento per trovare la forza, attraverso il partner e il suo successivo controllo, di interrompere la relazione esterna. Il tradimento, di per sé, è sempre un atto in qualche modo aggressivo, anche se può essere mosso dalla volontà di essere sinceri o di recuperare il rapporto. Le motivazioni, come ho detto, possono essere diverse sia nel compierlo sia nel confessarlo. Tuttavia, nel momento in cui viene confessato, le opzioni sono sostanzialmente due: da un lato, la volontà di indurre l’altro a interrompere la relazione; dall’altro, la volontà di farsi aiutare a interrompere la relazione extraconiugale, aumentando inevitabilmente il controllo che il partner esercita su di noi.

Motivazioni inconsce dietro la confessione del tradimento

È chiaro che queste motivazioni sono presentate in maniera abbastanza semplice, inevitabilmente stereotipata e riassunta. Spesso, infatti, sono inconsce, nel senso che è difficile avere una lucidità e una consapevolezza tali da poter inquadrare il proprio gesto, soprattutto la confessione del tradimento, in una di queste due categorie, impropriamente dette. Tuttavia, queste categorie servono semplicemente a semplificare la comprensione. Ovviamente, ogni situazione prevede una elaborazione più specifica, un lavoro più “sartoriale”, che si addentra nelle pieghe della mente conscia e inconscia, nel tentativo di comprendere non solo perché si è compiuto il tradimento, ma anche perché si è portati a confessarlo e, di conseguenza, cosa si vuole fare con la propria relazione.

Conclusione: Le motivazioni alla base della confessione di un tradimento

In conclusione, le motivazioni alla base della confessione di un tradimento possono essere sintetizzate in due principali:

  • La volontà di indurre l’altro a lasciarci, attribuendo al tradito la responsabilità dell’interruzione della relazione.
  • Una sorta di richiesta d’aiuto controintuitiva, per cui, confessando il tradimento al partner, ci si aspetta che lui o lei diventi un supporto nell’interrompere la relazione extraconiugale, attraverso le dinamiche che inevitabilmente si innescano dopo la confessione.
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