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La sindrome dell’impostore …anche nella coppia.

Cos’è la Sindrome dell’Impostore?

Oggi parliamo della sindrome dell’impostore. No, non è una diagnosi riconosciuta nei manuali clinici classici, ma è un fenomeno psicologico che si manifesta spesso in ambito lavorativo. Tuttavia, può emergere anche in altri contesti, come nelle relazioni di coppia e nelle amicizie.

Come suggerisce il nome stesso, chi sperimenta questa condizione si sente un impostore, un truffatore, un ladro. Crede di occupare un posto che non gli appartiene davvero, forse perché non lo ritiene legittimo o perché pensa di averlo sottratto a qualcun altro.

I Sintomi e le Caratteristiche della Sindrome

La sindrome dell’impostore si manifesta con un’incapacità profonda di godere e attribuire a sé stessi il merito dei propri successi. Chi ne soffre tende a minimizzare le proprie capacità e a temere costantemente di essere smascherato come un fraudolento.

Questa percezione porta a giustificare i propri successi con fattori esterni, come la fortuna, il tempismo favorevole o la sopravvalutazione da parte degli altri. Alcuni arrivano persino a credere di aver raggiunto i propri obiettivi attraverso comportamenti non del tutto leciti, come se avessero “rubato” opportunità che non spettavano loro.

La Sindrome dell’Impostore in Ambito Lavorativo

Questa condizione si manifesta spesso in chi ha già raggiunto una certa responsabilità o successo professionale. Più una persona avanza nella carriera, più può sentire il peso delle aspettative e temere di non essere realmente all’altezza del ruolo che ricopre.

Il pensiero ricorrente è: “Presto o tardi si accorgeranno che non sono davvero capace.” Questo porta a stati di ansia, stress e, in alcuni casi, a un comportamento auto-sabotante che può compromettere le prestazioni professionali.

Quando la Sindrome si Manifesta nelle Relazioni

Sebbene sia più conosciuta nel contesto lavorativo, la sindrome dell’impostore può manifestarsi anche nelle relazioni sentimentali e amicali.

C’è chi fatica ad attribuirsi il merito di aver costruito una relazione di coppia felice, di essere un buon genitore o di avere un legame solido con amici e familiari. Non riesce a riconoscere il proprio valore in questi contesti e vive con il costante timore di essere “smascherato” per quello che crede di essere davvero: una persona inadeguata o immeritevole.

La Paura di Perdere Tutto

Chi sperimenta questa sensazione teme che, da un momento all’altro, la sua relazione, la sua famiglia o la sua cerchia di affetti possa crollare. Pensa che il partner, i figli o gli amici possano improvvisamente accorgersi che non merita il loro amore e la loro fiducia.

Questa paura lo porta a vivere in uno stato di tensione continua. Anche se ha costruito una relazione di coppia basata sulla fiducia o una famiglia serena, invece di poterne gioire, si trova intrappolato in un’ansia costante.

Le Conseguenze: Una Vita in Sordina

Questo senso di inadeguatezza può portare a comportamenti che minano la qualità della vita e delle relazioni. Ad esempio:

  • Eccessiva compiacenza: si tende ad assecondare sempre il partner o i figli, mettendo da parte i propri bisogni.
  • Paura di esporsi: si evita di prendere iniziative per timore di sbagliare e venire giudicati.
  • Autolimitazione: si vive in sordina, con la costante paura che tutto possa crollare da un momento all’altro.

Paradossalmente, questi comportamenti possono creare proprio le condizioni che si temevano. La paura di perdere tutto può portare a una profezia che si autoavvera: una relazione che era solida diventa meno soddisfacente, la fiducia si incrina, la famiglia si destabilizza.

Riconoscere il Proprio Valore

La sindrome dell’impostore, pur non essendo riconosciuta come un disturbo clinico, può avere un impatto significativo sulla qualità della vita. Se ti riconosci in queste dinamiche, prova a chiederti:

  • Ciò che ho è davvero ciò che penso di meritare?
  • Sto facendo qualcosa per riconoscere il mio valore e continuare a costruirlo?

Lavorare su questi aspetti può fare la differenza nel modo in cui viviamo le nostre relazioni e il nostro successo, permettendoci di godere appieno di ciò che abbiamo costruito.

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Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.