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I temi e i modi delle discussioni

Facciamo qualche riflessione sul tema del litigio: litigi, litigate, discussioni, contraddittori, eccetera. Si sente spesso dire che non si dovrebbe litigare in pubblico, che i panni sporchi vanno lavati in casa. Allo stesso tempo si sente altrettanto dire che non si deve litigare davanti ai figli. Quindi sì, i panni sporchi vanno lavati in casa, ma magari andrebbero lavati in camera da letto, perché altrimenti questo ha un impatto sul loro sviluppo, sul loro posizionamento all’interno della famiglia e può influenzare anche le loro relazioni future. Sono cose vere, di fatto: il buon senso conferma ciò che sto dicendo.

I due aspetti centrali del litigio di coppia

Quello su cui vorrei soffermarmi sono due aspetti molto importanti del litigio, delle litigate e delle discussioni, che vale la pena considerare perché guidano la riflessione non solo all’interno della stanza di terapia, ma anche nella testa e nella dialettica della coppia che vuole migliorare il proprio modo di litigare, il proprio modo di confrontarsi e magari riuscire a trovare un equilibrio, un accordo.

Questi due aspetti sono fondamentalmente due: il tema della discussione e il modo, cioè la modalità con cui la coppia litiga.

Quando il tema diventa un tabù nella coppia

Ci sono coppie che rimangono incastrate, ferme, bloccate rispetto a temi specifici, come se questi diventassero progressivamente dei tabù all’interno della relazione. Sono argomenti che non possono essere assolutamente toccati, perché altrimenti la coppia esplode o si trova ad affrontare un conflitto, una litigata, una discussione.

Questi temi possono essere diversi: ogni coppia ovviamente ha i propri. Possono riguardare i figli, la sessualità, le relazioni con gli amici, il lavoro, il rapporto con la famiglia di origine, con suoceri, cognati, e così via.

Quando però un tema diventa tabù, c’è un grosso rischio: se la coppia non ha strategie comunicative sufficienti per affrontarlo senza confliggere, quel tema rischia di diventare letteralmente un argomento di frattura all’interno della relazione.

L’elefante nella stanza e la deriva silenziosa

Le persone saranno portate a evitarlo, proprio perché sanno che nel momento in cui viene citato o toccato si “scoppia”. Se il tema è preponderante e importante per la coppia, come quelli appena citati, si rischia di trovarsi davanti a una sorta di elefante rosa nella stanza: tutti lo vedono, ma nessuno ne parla.

Questo porta progressivamente alla deriva. Le coppie si allontanano dal contraddittorio e dalla discussione perché genera sofferenza, sono disilluse sulla possibilità di trovare una soluzione e quindi si innesca una dinamica che non fa altro che aumentare lo spazio e la distanza tra i partner, fino ad arrivare, in alcuni casi, alla fine della relazione.

Il ruolo delle modalità di litigio nella relazione

L’altro aspetto da considerare all’interno del litigio è quello del modo, cioè le modalità, le dinamiche e le caratteristiche che la coppia utilizza nella discussione. Su questo tema esistono già molte riflessioni: ad esempio l’importanza di parlare dell’oggetto e non del soggetto nella comunicazione, o di mantenere una modalità comunicativa che non comprometta la relazione.

Qui però l’attenzione è posta sul ruolo che il modo di discutere ha all’interno della relazione stessa.

Quando il problema non è l’argomento, ma come se ne parla

Esistono coppie che non hanno temi tabù: nessun argomento è, di per sé, proibito. Tuttavia ogni potenziale discussione, anche sulle cose più banali, può diventare la miccia che innesca la detonazione. In questi casi il problema non è l’argomento di cui si sta parlando, ma il modo in cui se ne parla.

Accanto all’aspetto comunicativo legato al tema della discussione, esiste infatti un aspetto metacomunicativo, di livello superiore, che riguarda le modalità di confronto.

La metacomunicazione: cosa il litigio dice della relazione

L’atteggiamento che i partner assumono comunica rispetto, comunica cosa si pensa dell’altro, comunica qualcosa sulla relazione. Ad esempio, una persona può essere estremamente menefreghista o lassista, lasciare perdere tutto, e l’altro finisce per sentirsi sminuito.

Oppure una persona può essere aggressiva, impositiva, autoritaria, e l’altro si sente sopraffatto. Ci può essere chi è denigratorio, critico, ridicolizzante. Esistono molte sfumature comunicative che non sono legate all’argomento, ma alla metacomunicazione sulla relazione.

Il nostro modo di litigare non parla dell’argomento: parla della relazione. Parla di ciò che funziona, o più spesso di ciò che non funziona, all’interno della coppia.

Conflitto acceso o deriva silenziosa: due rischi diversi

Le coppie che hanno difficoltà sul piano delle modalità comunicative difficilmente arrivano a una deriva silenziosa; al contrario, tendono a scontrarsi in modo sempre più acceso, doloroso e intenso, fino a poter giungere anche in questo caso alla rottura.

Nel momento in cui ti trovi in difficoltà nel litigio o nel contraddittorio con il tuo partner, può essere utile fermarsi e porsi una domanda chiave: il problema dov’è?

Come capire dove intervenire nel conflitto di coppia

Il problema sta nel tema che affrontiamo, che è diventato un tabù e quindi ci espone al rischio di una deriva silenziosa? Oppure sta nella modalità con cui litighiamo, con il rischio di conflitti troppo accesi, in cui ogni discussione diventa la miccia che fa detonare la situazione?

Questa distinzione permette di capire come aggiustare il tiro, in che direzione andare, dove intervenire e cosa modificare all’interno della discussione per renderla più costruttiva e funzionale al benessere e alla continuità della coppia.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.