I rapporti con la famiglia del partner Home > Psicologia della coppia > I rapporti con la famiglia del partner “Dottore, devo per forza avere delle relazioni e dei rapporti con la famiglia del mio partner?” Oggi sfruttiamo questo spazio per approfondire questa domanda, è un quesito impegnativo, il tema è complesso. Le relazioni sono una delle cose più complicate ma anche più ricche che abbiamo nella nostra vita. La relazione con il partner, nella relazione sentimentale, è ovviamente la relazione maestra, soprattutto una volta diventati adulti. Famiglia del partner e coppia: un equilibrio delicato Molte coppie si trovano quindi in questo dilemma: che posizione dare alla famiglia di origine dell’altro? Che tipo di contatti avere? Che tipo di rapporti e comunicazioni instaurare, sia verso la famiglia sia all’interno della coppia? Molto spesso si generano squilibri, tensioni e difficoltà proprio perché l’argomento è inevitabilmente complesso: è fatto di sensazioni, emozioni, comunicazione, parole e sentimenti. È, in sostanza, un insieme di variabili che, combinandosi, possono creare tensione. È obbligatorio avere rapporti con la famiglia del partner? Non esiste un giusto o uno sbagliato nell’avere o non avere rapporti con la famiglia di origine del proprio partner, purché ci sia un accordo tra i due. Mi spiego meglio: se il partner, ad esempio, non è d’accordo nell’avere rapporti con la propria famiglia di origine, oppure mantiene rapporti cordiali ma non particolarmente intimi, ci si può adattare a questa scelta. Al contrario, se entrambi desiderano avere rapporti con quella famiglia, allora si costruirà una relazione più presente. Esiste anche un terzo caso: quando il partner ha interrotto i rapporti con la propria famiglia; in questo caso, generalmente, anche l’altro si adegua. Quando nascono i problemi nella relazione con la famiglia del partner Il problema nasce quando non si riesce ad accettare o rispettare il tipo di relazione che il partner ha con la propria famiglia. In linea di massima, si dovrebbe riuscire a “replicare” il tipo di legame che il partner ha già costruito, adattandosi ad esso. La difficoltà emerge quando ci viene chiesto di assumere un atteggiamento lontano dalle nostre corde. Questo accade, ad esempio, quando il partner è molto coinvolto (“invischiato”) nella propria famiglia e si aspetta che anche noi lo siamo. Oppure nel caso opposto: il partner non vuole avere alcun rapporto e noi cerchiamo invece di riavvicinarlo alla famiglia. Il problema, quindi, si genera quando non accettiamo il rapporto che il partner ha con la propria famiglia e cerchiamo di modificarlo. Conflitti con suoceri e famiglia di origine: esempi concreti Un caso tipico è quello in cui lui ha un rapporto molto stretto con la propria famiglia, magari con la madre, e la partner si sente in difficoltà. Nonostante venga riconosciuta, può non sentirsi libera di esprimersi o di trovare il proprio spazio, a meno di adattarsi completamente alle regole familiari. Da qui nascono le prime tensioni: “Non mi difendi davanti a tua madre”, “Non ti accorgi di come mi trattano”, e così via. In queste situazioni può succedere che la persona inizi ad allontanarsi, inizialmente in modo leggero (ad esempio evitando alcune visite), ma col tempo questa distanza può diventare più rigida. Se il problema non viene affrontato, si rischia di arrivare a un punto critico: “Dai tuoi non ci vengo più”. A quel punto il partner può sentirsi messo davanti a una scelta impossibile: la famiglia di origine o la relazione di coppia. La coppia deve essere prioritaria rispetto alle famiglie di origine? Questa è una dinamica molto delicata. Quando si costruisce una coppia, e ancor più quando si costruisce una famiglia, è importante che il nuovo nucleo diventi prioritario. Lo si vede chiaramente, ad esempio, quando nasce un figlio: la coppia deve creare uno spazio protetto e stabilire dei confini verso l’esterno. Tuttavia, le famiglie di origine non possono essere completamente escluse, soprattutto se il partner non lo desidera. Il punto non è scegliere tra una e l’altra, ma stabilire una gerarchia: la coppia deve essere prioritaria, ma senza annullare gli altri legami. Come gestire il rapporto con la famiglia del partner La soluzione non è quindi un “aut aut”, ma trovare un equilibrio. Questo richiede dialogo: capire cosa crea disagio, cosa è faticoso e come si può intervenire. Ad esempio: ridurre la frequenza delle visite, renderle più brevi, alternare momenti insieme e momenti separati, stabilire occasioni condivise (come festività) in cui si accetta di esserci, con un accordo chiaro. Conclusione: comunicazione e accordo nella coppia Si tratta di una sfida importante, ma anche di un’opportunità di crescita per la coppia. È fondamentale parlarne apertamente, senza lasciare questi temi nel non detto. Un terapeuta di coppia può sicuramente aiutare, anche se non è l’unica strada: il confronto autentico e la chiarezza tra partner restano gli strumenti principali.