Coppia: perché le vacanze vanno bene nonostante la crisi Home > Psicologia della coppia > Coppia perche le vacanze vanno bene nonostante la crisi 2 Dottore, ma perché anche se siamo in crisi, quando andiamo in ferie o in vacanza, tutto va bene? Questa è una domanda che spesso mi viene fatta, soprattutto in questo periodo, perché viene in qualche modo anticipata e poi, a maggior ragione, si ripresenta al rientro – tendenzialmente a settembre. Infatti, molte coppie durante il periodo estivo dicono: “Sa, dottore, adesso ci fermiamo un attimo. È vero che andiamo in vacanza ad agosto, però magari finiamo a metà luglio, così vediamo come va. Magari le vacanze ci fanno bene, stacchiamo un po’ la testa, e poi vediamo.” Nonché, alcune coppie che stanno attraversando una crisi o che stanno facendo un percorso di terapia, propongono, in altri casi, a settembre: “Ma in realtà adesso stiamo meglio, quindi magari aspettiamo qualche settimana prima di fissare un nuovo appuntamento. Le vacanze sono andate bene, e vediamo come va. Magari adesso ce la facciamo da soli.” Dilatando un po’ gli appuntamenti di settembre, quindi post-vacanza. Ora, non è la prassi e non tutte le coppie fanno così. Però ci sono delle coppie che fanno questo tipo di proposte, e poi rimangono anche felicemente stupite dall’andamento delle ferie, molto più positivo rispetto alle aspettative, in funzione della crisi o delle difficoltà che magari stavano vivendo nella quotidianità. Il ruolo della routine nella crisi di coppia Perché però in vacanza le cose – talvolta, non sempre – vanno meglio? Perché sostanzialmente si cambiano i registri. Perché si crea una nuova opportunità, un nuovo modo di stare insieme. Si riorganizzano le dinamiche, si riorganizza la routine, che spesso nella quotidianità diventano dei motivi di conflitto o comunque degli obiettivi all’interno del percorso di terapia. Ma allo stesso tempo sono anche delle condanne per la coppia, cioè dei pesi che la coppia porta con sé e che vanno a incancrenire il rapporto. Perché in vacanza si sta meglio insieme In vacanza, questi pesi vengono distrutti, rimescolati, riorganizzati, e resi un po’ più fluidi. Si esce dalla routine, dalla quotidianità, dalle dinamiche del “chi fa cosa e perché”. Si vede il partner da un punto di vista diverso. Ci si riesce a dedicare più tempo, si sta un po’ di più insieme. Si dedica, ad esempio, del tempo ai figli o ad attività che anche individualmente possono far piacere, e che durante l’anno vengono accantonate. Si va a fare un po’ più di sport, eccetera. Partiamo anche più propositivi e positivi, dal punto di vista mentale, perché l’obiettivo della vacanza è “essere felici”, e la vacanza è sacra. E quindi ci impegniamo, cosa che magari nella quotidianità non facciamo. È come se, di fatto, i partner si dessero un’opportunità: l’opportunità di essere diversi, di cambiare. E così riescono, durante il periodo estivo, a essere felici. Una speranza per la relazione Questo, da un lato, è una buona notizia, perché testimonia che c’è speranza nella coppia, testimonia che – volendo – i due partner possono riuscire a stare bene, che sanno stare bene insieme, che sono capaci di stare bene insieme. Il ritorno alla realtà: cosa succede dopo le vacanze? Ahimè, il problema nasce nel momento in cui apriamo la porta di casa, dobbiamo ancora scaricare le valigie, e già iniziamo a litigare di nuovo, o iniziamo a intristirci. Torniamo grigi, torniamo nelle vecchie dinamiche. Finita la vacanza, quindi, recuperiamo anche i problemi: relazionali, emotivi. Smettiamo di darci quell’opportunità di essere felici, e quindi ricadiamo nelle vecchie modalità. Poi, magari, riprendiamo la terapia, oppure ritorna la nostra insoddisfazione. Proviamo ad andare avanti da soli, e ci adattiamo, ecco, cercando di respirare solamente durante il periodo estivo di vacanza, cercando di ricaricare le pile il più possibile. La felicità non è (solo) una questione di ferie In realtà, non è scritto da nessuna parte che si possa essere felici solo in vacanza. Le coppie, ovviamente, possono essere felici anche a casa. Possono essere capaci di darsi quelle attenzioni, quelle novità, quelle cure per sé stessi e per l’altro che sono stati capaci di darsi in vacanza. Il fatto che poi magari non lo vogliano davvero, che diano la colpa alle responsabilità, al lavoro, a questo o a quell’altro… è un altro discorso. Il problema è che, nella sostanza, smettono di prestare e di prestarsi la medesima cura e attenzione. Quindi tutto riparte da capo. Conclusione: portare la vacanza nella quotidianità Chiaro: essere capaci di stare bene in vacanza, perché ci si prende una vacanza anche dai problemi di coppia, è sicuramente un fattore positivo. È anche un’indicazione positiva del fatto che la coppia può essere capace di stare bene e di essere felice. Il problema è che poi si deve riuscire a portare quella vacanza mentale anche nel rientro a casa. Quell’atteggiamento, quel modo di fare, quella propositività devono essere agiti anche nella quotidianità. Altrimenti dobbiamo raccontarci che c’è un problema. Dobbiamo guardarci in faccia e dire che non stiamo lavorando per essere felici. Allora, solo in quel momento possiamo capire, possiamo provare a cambiarci, possiamo provare a ristrutturarci, ricostruirci, riscoprirci. E qui la terapia può ovviamente essere una delle vie percorribili per ritrovare l’equilibrio e la felicità in coppia.