+39 347 9177302

Coppia: perché le vacanze vanno bene nonostante la crisi

Dottore, ma perché anche se siamo in crisi, quando andiamo in ferie o in vacanza, tutto va bene?

Questa è una domanda che spesso mi viene fatta, soprattutto in questo periodo, perché viene in qualche modo anticipata e poi, a maggior ragione, si ripresenta al rientro – tendenzialmente a settembre. Infatti, molte coppie durante il periodo estivo dicono: “Sa, dottore, adesso ci fermiamo un attimo. È vero che andiamo in vacanza ad agosto, però magari finiamo a metà luglio, così vediamo come va. Magari le vacanze ci fanno bene, stacchiamo un po’ la testa, e poi vediamo.”

Nonché, alcune coppie che stanno attraversando una crisi o che stanno facendo un percorso di terapia, propongono, in altri casi, a settembre: “Ma in realtà adesso stiamo meglio, quindi magari aspettiamo qualche settimana prima di fissare un nuovo appuntamento. Le vacanze sono andate bene, e vediamo come va. Magari adesso ce la facciamo da soli.” Dilatando un po’ gli appuntamenti di settembre, quindi post-vacanza.

Ora, non è la prassi e non tutte le coppie fanno così. Però ci sono delle coppie che fanno questo tipo di proposte, e poi rimangono anche felicemente stupite dall’andamento delle ferie, molto più positivo rispetto alle aspettative, in funzione della crisi o delle difficoltà che magari stavano vivendo nella quotidianità.

Il ruolo della routine nella crisi di coppia

Perché però in vacanza le cose – talvolta, non sempre – vanno meglio?

Perché sostanzialmente si cambiano i registri. Perché si crea una nuova opportunità, un nuovo modo di stare insieme. Si riorganizzano le dinamiche, si riorganizza la routine, che spesso nella quotidianità diventano dei motivi di conflitto o comunque degli obiettivi all’interno del percorso di terapia. Ma allo stesso tempo sono anche delle condanne per la coppia, cioè dei pesi che la coppia porta con sé e che vanno a incancrenire il rapporto.

Perché in vacanza si sta meglio insieme

In vacanza, questi pesi vengono distrutti, rimescolati, riorganizzati, e resi un po’ più fluidi. Si esce dalla routine, dalla quotidianità, dalle dinamiche del “chi fa cosa e perché”. Si vede il partner da un punto di vista diverso. Ci si riesce a dedicare più tempo, si sta un po’ di più insieme. Si dedica, ad esempio, del tempo ai figli o ad attività che anche individualmente possono far piacere, e che durante l’anno vengono accantonate. Si va a fare un po’ più di sport, eccetera.

Partiamo anche più propositivi e positivi, dal punto di vista mentale, perché l’obiettivo della vacanza è “essere felici”, e la vacanza è sacra. E quindi ci impegniamo, cosa che magari nella quotidianità non facciamo. È come se, di fatto, i partner si dessero un’opportunità: l’opportunità di essere diversi, di cambiare. E così riescono, durante il periodo estivo, a essere felici.

Una speranza per la relazione

Questo, da un lato, è una buona notizia, perché testimonia che c’è speranza nella coppia, testimonia che – volendo – i due partner possono riuscire a stare bene, che sanno stare bene insieme, che sono capaci di stare bene insieme.

Il ritorno alla realtà: cosa succede dopo le vacanze?

Ahimè, il problema nasce nel momento in cui apriamo la porta di casa, dobbiamo ancora scaricare le valigie, e già iniziamo a litigare di nuovo, o iniziamo a intristirci. Torniamo grigi, torniamo nelle vecchie dinamiche. Finita la vacanza, quindi, recuperiamo anche i problemi: relazionali, emotivi. Smettiamo di darci quell’opportunità di essere felici, e quindi ricadiamo nelle vecchie modalità.

Poi, magari, riprendiamo la terapia, oppure ritorna la nostra insoddisfazione. Proviamo ad andare avanti da soli, e ci adattiamo, ecco, cercando di respirare solamente durante il periodo estivo di vacanza, cercando di ricaricare le pile il più possibile.

La felicità non è (solo) una questione di ferie

In realtà, non è scritto da nessuna parte che si possa essere felici solo in vacanza. Le coppie, ovviamente, possono essere felici anche a casa. Possono essere capaci di darsi quelle attenzioni, quelle novità, quelle cure per sé stessi e per l’altro che sono stati capaci di darsi in vacanza. Il fatto che poi magari non lo vogliano davvero, che diano la colpa alle responsabilità, al lavoro, a questo o a quell’altro… è un altro discorso.

Il problema è che, nella sostanza, smettono di prestare e di prestarsi la medesima cura e attenzione. Quindi tutto riparte da capo.

Conclusione: portare la vacanza nella quotidianità

Chiaro: essere capaci di stare bene in vacanza, perché ci si prende una vacanza anche dai problemi di coppia, è sicuramente un fattore positivo. È anche un’indicazione positiva del fatto che la coppia può essere capace di stare bene e di essere felice. Il problema è che poi si deve riuscire a portare quella vacanza mentale anche nel rientro a casa. Quell’atteggiamento, quel modo di fare, quella propositività devono essere agiti anche nella quotidianità.

Altrimenti dobbiamo raccontarci che c’è un problema. Dobbiamo guardarci in faccia e dire che non stiamo lavorando per essere felici.

Allora, solo in quel momento possiamo capire, possiamo provare a cambiarci, possiamo provare a ristrutturarci, ricostruirci, riscoprirci. E qui la terapia può ovviamente essere una delle vie percorribili per ritrovare l’equilibrio e la felicità in coppia.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.