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come si ricomincia dopo la fine di una relazione?

“Come si fa a superare una relazione? Come si fa ad andare avanti? Come posso ritrovarmi? Come posso ricostruirmi? Come posso davvero mettermi alle spalle una relazione?”

E’ una domanda complessa ma che ricevo spesso, sarebbe utile un contenuto molto più lungo per riuscire a rispondere in maniera davvero esaustiva.

Possiamo però individuare tre diverse fasi che accompagnano il passaggio dall’interruzione di una relazione alla riscoperta di sé e alla rinascita personale. Un percorso che conduce gradualmente alla capacità di stare nuovamente bene e di rimettersi in gioco all’interno dell’universo relazionale e sentimentale.

Queste fasi sono tre: il lutto, la riscoperta e la rinascita.

La Prima Fase: Il Lutto Dopo la Fine di una Relazione

Il lutto è quella fase di rielaborazione caratterizzata da pensieri, giustificazioni, motivazioni, accuse e dolore. È presente sia quando siamo stati noi a interrompere la relazione, sia quando è stato il partner a farlo, magari nonostante noi non fossimo d’accordo e avremmo voluto continuare a investire nella coppia.

Questa fase è fatta di rifiuto, negazione, compromessi, contraddizioni e, a volte, continue richieste di spiegazioni. Si attraversano grandi tumulti interiori che, auspicabilmente, conducono a una fase di accettazione.

L’accettazione consiste nella presa di coscienza di ciò che è accaduto e di ciò che effettivamente non ha funzionato nella relazione.

Indipendentemente dal fatto che l’altro sia stato in grado o meno di fornirci delle motivazioni, quelle necessarie per un reale superamento del lutto arrivano soprattutto da noi stessi. Attraverso la messa in discussione personale e un’analisi lucida della relazione, iniziamo a chiederci cosa, concretamente, non abbia funzionato per noi e per l’altra persona.

Questa fase richiede generalmente alcuni mesi, anche se la durata può variare notevolmente in base all’importanza della relazione, al significato che ha avuto, alla sua durata e al grado di trasformazione personale che ha comportato.

La Seconda Fase: La Riscoperta di Sé Dopo una Rottura

Superata la fase del lutto, si entra gradualmente nella fase della riscoperta.

È come se, a un certo punto, chi ha vissuto la separazione iniziasse a considerare non solo ciò che ha perso, ma anche ciò che può ritrovare. Da una parte emergono il dispiacere e il timore di non riuscire più a vivere determinate emozioni o di non incontrare qualcuno capace di valorizzare alcune parti di sé. Dall’altra, però, si inizia a guardare a tutte quelle dimensioni personali che nella relazione non avevano trovato spazio.

Ci si apre nuovamente al mondo. Si fanno nuovi tentativi. Si sperimentano attività diverse. Si iniziano a provare esperienze che magari erano state rimandate o accantonate. Cambia il modo di comunicare, di relazionarsi e di vivere il proprio tempo.

Si scoprono nuovi tratti della propria personalità e si amplia il ventaglio delle possibilità, delle esperienze e delle sfumature che caratterizzano la propria identità.

Soprattutto dopo una relazione lunga, questa fase può essere vissuta come un ritorno al respiro. Il mondo torna ad apparire più ricco, più colorato e più aperto.

Ci si rende conto che le modalità attraverso cui è possibile vivere le relazioni, non soltanto quelle sentimentali, sono molte più di quanto si immaginasse.

All’interno di una relazione, infatti, si instaurano inevitabilmente dei confini. Spesso si tratta di limiti autoimposti, non necessariamente creati o richiesti dall’altro. Ci adattiamo, ci abituiamo e talvolta ci adagiamo in schemi che restringono progressivamente il nostro raggio d’azione.

Durante la riscoperta, invece, il panorama relazionale torna ad ampliarsi. Ci sentiamo più capaci, più completi e più autentici.

Questa novità diventa anche un elemento di attrazione verso nuove persone.

Perché la Riscoperta Personale Attrae Nuove Relazioni

La novità può manifestarsi in molti modi: attraverso nuove esperienze, un diverso stile comunicativo, atteggiamenti più spontanei o una maggiore capacità di mettere al centro i propri bisogni.

Per quanto possa sembrare egoistico, imparare a dare valore a se stessi rappresenta spesso un potente catalizzatore nelle relazioni future.

Una maggiore leggerezza, autenticità e spontaneità diventano elementi che naturalmente attirano nuove persone e nuove opportunità relazionali.

La Terza Fase: La Rinascita e l’Apertura a una Nuova Relazione

L’ultima fase è quella della rinascita.

La rinascita coincide con la possibilità, la volontà e il desiderio di riaprirsi gradualmente a una nuova relazione.

L’atteggiamento sviluppato durante la fase della riscoperta porta naturalmente a entrare in contatto con nuove persone, nuovi potenziali partner e nuove occasioni di incontro.

In questa fase è fondamentale essere capaci non solo di presentare se stessi in modo autentico, ma anche di non perdere ciò che si è imparato lungo il percorso.

Possiamo chiederci cosa, delle relazioni precedenti, non siamo disposti a perdere e quali bisogni desideriamo continuare a soddisfare. Allo stesso tempo, possiamo individuare ciò che vogliamo lasciare andare perché non ha funzionato o perché non rappresenta più chi siamo oggi.

Possiamo inoltre riconoscere quelle nuove parti di noi che abbiamo scoperto dopo la rottura e che desideriamo continuare a coltivare.

Si tratta di aspetti della nostra identità ai quali non siamo più disposti a rinunciare, parti di noi che non vogliamo più mettere in pausa e che meritano di trovare spazio anche all’interno di una futura relazione.

Cosa Portare con Sé nelle Relazioni Future

La vera crescita consiste nel sapere:

  • Che cosa desideriamo ritrovare in una relazione.
  • Che cosa vogliamo lasciare andare perché non ha funzionato.
  • Quali parti di noi abbiamo riscoperto e vogliamo continuare a coltivare.

Questi elementi diventano una bussola per costruire relazioni più consapevoli e soddisfacenti.

Conclusione: Come Trasformare una Rottura in un’Opportunità di Crescita

Le tre fasi del percorso sono quindi il lutto, la riscoperta e la rinascita.

Si tratta naturalmente di un processo complesso, delicato e profondamente personale. Tuttavia, comprendere in quale fase ci si trova può aiutare a dare significato a ciò che si sta vivendo e a riconoscere i progressi compiuti.

Ritrovarsi, riscoprirsi e ripartire non significa cancellare il passato. Significa, piuttosto, utilizzarlo come una risorsa.

Le relazioni passate non devono essere eliminate dalla memoria. Devono essere comprese e integrate, affinché possano contribuire a rendere le relazioni future più significative, più mature, più piene e più sane.

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.