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Come affrontare le crisi esistenziali

Crisi esistenziale: ti è mai capitato di averne una? Ti è mai capitato di perdere la motivazione, iniziare a chiederti se ciò che stai facendo ha un senso, quale senso ha per te, se è giusto per te? Come sarebbe potuta essere la tua vita se avessi scelto un’altra strada? Iniziare a fantasticare sul ripartire da zero, eccetera. Cioè, iniziare a mettere in discussione tutto ciò che, fino a poco tempo prima, era un potenziale caposaldo della tua vita.

La buona notizia è che le crisi esistenziali le attraversiamo tutti. E soprattutto, che le crisi esistenziali non sono mai una questione di se, ma solo una questione di quando. Non è qualcosa da cui possiamo sperare di tenerci alla larga. Ognuno di noi, nel momento in cui progetta la propria vita, nel momento in cui compie delle scelte, si sta esponendo a una potenziale crisi.

Perché le crisi esistenziali sono inevitabili

Nel momento in cui compiamo delle scelte e progressivamente cerchiamo di lavorare nella direzione del loro raggiungimento, dobbiamo fare dei check, dei controlli. Dobbiamo iniziare a tirare le somme. E quindi, potenzialmente, nei momenti di verifica o nei momenti in cui gli obiettivi vengono raggiunti, siamo esposti alle cosiddette crisi esistenziali.

I due principali tipi di crisi esistenziale

1. Crisi di valutazione del percorso

Mano a mano che ho investito tantissimo nel lavoro e negli obiettivi che sto cercando di raggiungere, mi rendo conto che forse quegli obiettivi, per me, non sono poi così importanti. O comunque si sono modificati nel tempo.

2. Crisi post-obiettivo (o crisi di mezza età)

Si verifica quando gli obiettivi vengono raggiunti, o se ne raggiunge una buona parte, e ci si trova spaesati, confusi. La famosissima, ormai arcinota, crisi di mezza età. Perché si parla di crisi di mezza età? Perché è un’età sufficientemente avanzata da aver presumibilmente permesso alla persona di raggiungere buona parte dei suoi obiettivi. Infatti, molte volte si dice: “Non gli manca nulla, ma non è felice.” Ha un lavoro, una famiglia, dei figli, una casa, si può permettere lo stile di vita che vuole, eccetera. Eppure, “mi combina questa mattata”. Eppure non è felice. Eppure c’è sempre questa faccia. Eppure, eppure, eppure…

Gli obiettivi sono stati raggiunti, o molti di essi, e improvvisamente tutto crolla. Quindi si entra in crisi.

Quando ciò per cui lotti smette di avere significato

La prima opzione è l’opposto: mano a mano che si lavora per raggiungere qualcosa, ci si rende conto che quegli obiettivi perdono di significato. Ciò per cui si sta lavorando, ad un certo punto, inizia a non piacere più, a non essere più davvero così affascinante.

Affrontare la crisi: evitarla o attraversarla?

Indipendentemente da quale di queste due crisi ti trovi a vivere, o magari hai già vissuto, la cosa importante è non cercare mai di toglierti di dosso la crisi. Non devi vederla come un qualcosa di esterno da cui devi cercare di schivare, eliminare, strapparti dal collo quando ti senti braccato. Perché più cerchi di allontanarla, più questa si impadronisce di te. Più cerchi di respingerla senza fermarti a guardarla negli occhi, più diventa ingombrante, più diventa potente.

Guardare la crisi negli occhi: il potere trasformativo

Quello che devi fare è esattamente il contrario: ti giri, la guardi negli occhi, cerchi di capire che cosa ti sta dicendo, cerchi di capire che significato ha il malessere, che significato hanno le insoddisfazioni, che significato ha il potere contrattare tutto. E poi, sulla base di quello, ristrutturi e riorganizzi la tua vita.

Magari poi continuerai sulle scelte fatte in precedenza, ma le avrai ri-scelte. Le avrai nuovamente messe in discussione e quindi troverai energie per proseguire. Oppure ti accorgerai che le scelte che hai compiuto non sono quelle adatte a te. Perché? Perché tu sei cambiato, o cambiata, e quindi ti devi ristrutturare. E in questo caso, la crisi ti è amica.

La crisi è temporanea e porta con sé opportunità

Ti è amica solo nel momento in cui ti fermi e la guardi in faccia, conscio del fatto che è transitoria. Ogni crisi, per definizione, è transitoria. E ogni crisi, per definizione, porta con sé la possibilità di trasformare il vincolo in una risorsa, di trasformare un momento di fatica in una grande opportunità.

Questo è ciò che, poi, svolge ovviamente anche il percorso di terapia o psicoterapia.

Conclusione: superare la crisi per ridefinire la vita

Però ciò che devi fare è proprio questo: non cercare di allontanarti, non cercare di rifuggire dalla crisi tenendola lontana. Ma guardarla negli occhi, attraversarla, capirne i significati. E poi, da lì, prenderne atto e ristrutturarti.

Perché solo così potrai effettivamente dire di aver superato una crisi. E solo così potrai ridefinire gli obiettivi della tua vita, tornando a prenderla in mano e migliorando anche il tuo stato emotivo.

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
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Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.