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Ci stiamo perdendo per un problema esterno alla coppia


Quando una coppia felice entra in crisi

Dottore, siamo—o meglio, eravamo—una coppia bellissima. Ci siamo amati tanto, ci amiamo probabilmente ancora tanto, ma ormai qualcosa arrivato dall’esterno, che non riguardava necessariamente la nostra relazione e il nostro amore, si è insinuato in noi e ci sta portando via ciò che con tanta fatica, sacrificio e amore abbiamo costruito negli anni.

Il concetto di “bella coppia” e la percezione di stabilità

Questa è, in sintesi, una sorta di parafrasi di un commento che molto spesso ricevo, sia sui social sia quando una coppia decide di intraprendere un percorso di terapia. Dicono: “Noi siamo una bella coppia, ci siamo sempre raccontati come una bella coppia, pensiamo di avere i requisiti per esserlo.”

Ovviamente, il concetto di “bella coppia” lo sto utilizzando in maniera un po’ stereotipata, ma ognuno definisce la bellezza secondo i propri valori e criteri. Parliamo di una coppia che sente di poter trovare reciprocamente nell’altro ciò che desidera. È questo il senso di “bella” all’interno di questo discorso.

Le difficoltà esterne che minano l’equilibrio di coppia

Una coppia che sente di avere la possibilità di essere felice, che ha vissuto questa felicità perché negli anni ha costruito la propria realtà. I due partner hanno trovato reciprocamente il proprio equilibrio, la possibilità di evolvere tramite l’altro, di completarsi a vicenda.

Ad un certo punto, però, una delle sfide che la vita pone davanti diventa potenzialmente “mortale” per la relazione, o comunque si insinua al suo interno e rischia di rovinarla. Magari questa coppia non mette in discussione la possibilità di proseguire, ma vede rovinarsi l’ambiente, il clima, l’amore, il sentimento e tutto ciò che ha costruito con fatica.

Non possiamo controllare tutto: la gestione delle difficoltà

Rispetto a questo, mi vengono in mente due riflessioni diverse.

La prima: noi non possiamo controllare tutto. Possiamo controllare ciò che accade all’interno della nostra relazione, come ci poniamo, l’investimento che facciamo, le attenzioni che dedichiamo a noi stessi e all’altro. Ma la vita, talvolta, ci mette davanti a sfide e cambiamenti inaspettati, che magari non riguardano direttamente la relazione, ma che al suo interno trovano una cassa di risonanza.

Un esperimento sulle formiche: errata attribuzione della causa

A questo proposito, mi viene in mente un esperimento che ho letto qualche giorno fa. In una scatola erano state messe due specie di formiche diverse, formiche rosse e formiche nere. Queste 200 formiche, cento e cento, abitavano insieme in maniera assolutamente pacifica. Fino a quando lo sperimentatore non ha iniziato ad agitare violentemente la scatola. A quel punto, le formiche nere hanno iniziato a credere che le responsabili del terremoto fossero le formiche rosse, e viceversa. Il risultato? Hanno iniziato a combattere tra loro, a distruggersi e persino a uccidersi.

Questo esperimento dimostra un concetto chiave: l’errata attribuzione della causa del problema. Poiché non abbiamo piena conoscenza del contesto e non riusciamo a comprenderlo con lucidità, attribuiamo la colpa a ciò che conosciamo meglio, a ciò che percepiamo come un nemico—anche se non lo è.

Come evitare di vedere il partner come un nemico

Lo stesso accade nelle relazioni di coppia. Ci sono tantissimi esempi di sfide che la vita impone e che non hanno necessariamente a che fare con le dinamiche interne della coppia, ma finiscono per alterarle. Pensiamo a una malattia, a un incidente, a difficoltà economiche o lavorative, a un trasferimento, a un maggiore richiamo della famiglia di origine di uno dei due per via di un cambiamento.

I due partner, come le formiche nella scatola, vivono insieme dentro questo contesto, che può essere stravolto non per loro volontà. Se non comprendono che questo terremoto non è nato all’interno della relazione, ma proviene dall’esterno, rischiano di vedersi reciprocamente come nemici.

Affrontare i problemi insieme: la forza della coppia

Il primo consiglio, dunque, è questo: cercare sempre di capire da dove ha origine il problema, da dove arriva questo cambiamento o questa potenziale crisi. E, soprattutto, chiedersi se con il partner siamo stati in grado di sviluppare una vera coesione e alleanza.

Il secondo consiglio è altrettanto importante: anche quando ci rendiamo conto che la causa è esterna alla relazione, non possiamo esimerci dall’affrontarla all’interno della coppia.

Il vero senso di essere una coppia

Il tentativo non deve essere quello di dire: “Ok, la causa è esterna, lasciamola fuori dalla coppia.” Al contrario, bisogna aprire i cancelli della coppia e affrontare il problema insieme. Perché, in realtà, la coppia è già stata invasa dal problema. E solo trovando nuove occasioni e nuove risorse al suo interno può superarlo.

Questo è il vero senso dell’essere coppia: essere presenti per l’altro proprio nel momento in cui ha più bisogno di noi. Usare le risorse del nostro amore, della nostra gioia, del nostro benessere e del nostro impegno per aiutare l’altro a ritrovarsi.

Conclusione: trasformare la crisi in un’opportunità

Il punto è proprio questo: riuscire a capire da dove arriva il problema, non entrare in competizione, non iniziare a vedere l’altro come il nemico. Bisogna riconoscere l’altro come un alleato, capire che si è sulla stessa barca e che insieme si può non solo affrontare la crisi, ma anche uscirne più forti e più felici.

Perché, alla fine, attraversare una crisi insieme può far scoprire alla coppia nuove risorse e darle l’opportunità di essere ancora più felice di prima.

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.