+39 347 9177302

Arrivo di un figlio: come cambia la sessualità?

Abbiamo appena avuto un figlio, la nostra coppia è in crisi e la nostra sessualità forse lo è ancora di più. In questo articolo, analizziamo cinque aspetti che influiscono sulla coppia, sul suo equilibrio, e soprattutto sulla sessualità, nel momento in cui arriva un pargolo.

1. Riduzione del Tempo e dell’Energia Disponibile

Quando nasce un figlio, inevitabilmente cambiano le dinamiche all’interno della coppia, e cambia soprattutto il tempo che ogni membro può dedicare a se stesso e alla coppia stessa, quindi al partner. Allo stesso tempo, siccome tutte le energie sono concentrate sul pargolo, anche l’energia emotiva disponibile si riduce. Capita spesso che si segua la routine del piccolo, si faccia fatica a metterlo a letto, ha le coliche, c’è da cambiarlo, farlo giocare, diventa richiestivo proprio quando uno dei due partner torna dal lavoro, e via discorrendo. A un certo punto, la sensazione è quella di esaurimento, di essere scarichi, di non avere più energie. Magari c’è il desiderio di passare del tempo con il partner, ma si è troppo stanchi, e quindi il bisogno primario diventa quello di poter staccare la spina, cioè mettersi letteralmente in off sul divano e provare a ritagliare un’ora per non pensare a niente.

La coppia deve essere coltivata, la relazione deve essere coltivata, ma anche la propria salute mentale deve essere coltivata. È legittimo voler staccare, è legittimo volersi mettere in off, è legittimo anche dire: “Oggi scelgo di concentrarmi esclusivamente su me stesso perché sono talmente in riserva che devo recuperare energie”. Se ci diciamo questo prima, se ne siamo consapevoli e lo legittimiamo all’interno della relazione, allora non necessariamente deve diventare argomento di tensione o di fatica nella coppia stessa. È chiaro però che avrà i suoi risvolti, soprattutto se il chiudersi in se stessi non è più solo a scopo di ripresa e di riposo, ma diventa sinonimo di isolamento.

2. Oscillazioni e Cambi nel Desiderio Sessuale

Ci sono cambiamenti ormonali nella donna, ma ci sono anche cambiamenti ormonali nell’uomo di fronte alla genitorialità. Addirittura, c’è una trasformazione di alcune strutture cerebrali anche nell’uomo, nel papà. Ci possono essere momenti di picco, quindi con una forte carica erotica, anche se è piuttosto infrequente, ma anche momenti di scarica, dove l’attenzione è rivolta completamente altrove e la sfera sessuale, soprattutto nei primi mesi, non è così prioritaria, almeno per uno dei due. E di nuovo, non è solo per le donne, come solitamente lo stereotipo prevede.

Quello che posso dire, rispetto all’esperienza che vedo all’interno della clinica, è questo: se da un lato una flessione della carica erotica è abbastanza fisiologica e può coinvolgere uno dei due partner o entrambi, al tempo stesso le coppie che riscoprono e rivivono la sessualità sono quelle che riescono a trovare e vivere nuove connessioni. Ovvero, trovano nuove dinamiche, riescono ad avere una visione e una trasformazione della sessualità, esattamente come stanno vivendo una visione e una trasformazione della coppia. Stanno vivendo una riorganizzazione della coppia e, con essa, riorganizzano anche la sessualità. Queste sono le coppie che riescono a trovare con maggiore rapidità una nuova intesa sessuale, anche diversa e talvolta migliore rispetto a quella precedente.

3. Modifiche del Legame e del Rapporto Emotivo

La sessualità e l’intesa sessuale in un rapporto duraturo e con sentimento, non nella mera prestazione, hanno a che fare con i cambiamenti e le trasformazioni emotive all’interno della relazione stessa. Quando arriva un bambino, questo aspetto impatta enormemente la coppia e, inevitabilmente, anche la sua sessualità. Questo è fondamentale poiché si innescano tante piccole dinamiche all’interno della relazione che, apparentemente, nulla hanno a che fare con il sesso, ma avendo a che fare con l’emotività, impattano sul sesso.

Ad esempio, per cavalcare lo stereotipo, ci può essere una mamma che si aspetta che il papà sia più presente. Nonostante sappia che lui non può prendere la paternità e deve continuare ad andare a lavoro, nel momento in cui arriva a casa, si aspetta determinati comportamenti che lui magari non mette in atto per vari motivi. E così lei si sente sola nella gestione del figlio. Oppure ci possono essere papà che si trovano in difficoltà con l’avere una terza persona in casa, e vedono tutte le attenzioni della moglie orientate verso il bambino, sentendosi messi da parte e vivendo questo come una minaccia. Questi sono solo alcuni esempi comuni, ma ce ne sono davvero tantissimi.

Ci possono essere anche esempi opposti: una mamma che si sente messa da parte perché il padre, una volta a casa, è tutto concentrato sul figlio. Da un lato prova molto piacere per questo, ma dall’altro si chiede: “Io esisto ancora come donna? Dove mi hai messo nella tua testa?” Anche qui, di nuovo, è impossibile fare tutto giusto. Anzi, non esiste neanche una ricetta per fare le cose giuste, perché ogni coppia funziona con dinamiche diverse. Ma diventare consapevoli di queste dinamiche è utile per riuscire a recuperare con maggiore velocità la connessione emotiva, inevitabilmente alterata da tutte queste novità e cambiamenti, dall’ingresso nella nostra vita di un bambino.

4. Adattamenti Fisici

Questa è una cosa fondamentale da capire e da tenere in testa: il corpo della donna si è trasformato. Ha portato per 9 mesi, poco più o poco meno, un bambino nella pancia, e inevitabilmente deve riappropriarsi anche del suo corpo. Il suo corpo è cambiato, ma con esso cambiano anche tutte le dinamiche, le routine e i comportamenti che la coppia utilizzava all’interno della sessualità. Non solo la donna deve riappropriarsi del proprio corpo e riscoprirsi, chiedendosi: “Come sono cambiata? Quali sono state le trasformazioni? Come sarà il mio corpo d’ora in avanti?”, ma cambiano anche tutti gli aspetti meramente pratici. Magari prima la coppia dedicava particolare tempo al sesso e poteva fare le cose con calma. Adesso questo non succede più, i rapporti diventano fugaci, frettolosi, e c’è l’ansia che il bambino possa svegliarsi, sentirli, o interromperli. Tutto viene fatto in modo più rapido, con meno tempo a disposizione. Anche qui, solo per fare degli esempi, ma ci sono degli adattamenti fisici sia nel corpo che nello spazio di casa, e questi di nuovo impattano sulla coppia e sulla sua sessualità.

5. Trasformazione della Comunicazione

Ora non si deve più comunicare in due, ma in tre, tra tre persone. Al tempo stesso, la coppia deve trasformare la sua comunicazione e deve utilizzarla come via maestra per potersi riorganizzare, ristrutturare e adattare alla nuova dimensione: la dimensione di una famiglia con un bimbo piccolo. Come ho detto nei punti precedenti, è tramite la consapevolezza, la conoscenza, la sincerità riguardo a ciò che sta accadendo e la possibilità di parlarne, che la coppia in qualche modo si tutela dal terremoto che inevitabilmente dovrà affrontare all’interno della relazione. È sicuramente positivo, è una bella cosa, ma al tempo stesso implica tutti i rischi, le difficoltà e le fatiche, perlomeno da un punto di vista sessuale e dell’intimità, della sintonia, dell’organizzazione familiare e delle dinamiche che ne comporta.

Fammi sapere cosa ne pensi, se ritieni queste considerazioni e consigli utili, e ti aspetto nei commenti. A presto!

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.