Comunicazione efficace in coppia Home > Psicologia della coppia > 7537 “Dottore, come si fa ad avere una comunicazione efficace all’interno della coppia? Come faccio a esprimere certi concetti, a farmi capire e a far prestare attenzione all’altro, eccetera?” Questa è una domanda che viene spesso fatta. Molte coppie arrivano in terapia dicendo: “Abbiamo dei problemi di comunicazione, ci troviamo continuamente a litigare”, e così via. Gli elementi, le variabili e gli aspetti da tenere in considerazione in una comunicazione efficace — e quindi nel mediare e regolare la comunicazione di coppia — sono tantissimi, ed è impossibile riuscire ad affrontarli tutti in 45 minuti. Partiamo però da una componente fondamentale: quando si parla di comunicazione efficace non si fa mai riferimento, o non si dovrebbe mai fare riferimento (dal mio punto di vista), a come esprimere le cose o a come organizzare i concetti, quanto piuttosto a come ascoltarli, cioè a come far sì che questi possano fluire liberamente all’interno della comunicazione e, appunto, del dialogo nella coppia. Il principio fondamentale della comunicazione: ascoltare più che parlare C’è un bel detto attribuito a Zenone che dice: “Se abbiamo due orecchie e una sola bocca, vuol dire che dobbiamo ascoltare il doppio di quanto parliamo”. E sono abbastanza d’accordo con questo, proprio perché secondo me il primo aspetto cruciale della comunicazione efficace all’interno della coppia, ma in generale, passa inevitabilmente dall’ascolto. Non dare per scontato l’altro Questo ascolto porta con sé diversi significati e diversi comportamenti. Ad esempio, il non dare per scontato l’altro: “Ma sì, so già che cosa mi vuoi dire”, e quindi in qualche modo non ascolto, non presto attenzione, prevarico, interrompo. Quindi, primo punto: non dare mai per scontato l’altro, non pensare di sapere già cosa dirà. Ascoltare davvero: evitare il dialogo “automatico” Secondo: ascoltare per davvero. Quante volte capita che parliamo con qualcuno ma non ascoltiamo effettivamente ciò che l’altro ci sta dicendo? Nel momento in cui l’altro parla, noi pensiamo a cosa dover rispondere. Il dialogo dell’altro diventa semplicemente una pausa che serve a noi per riorganizzare le nostre idee e il nostro discorso, ma non viene effettivamente ascoltato. Quello che l’altro dice diventa di fatto un intervallo tra i nostri pensieri, e non riceve vera attenzione. Ridurre l’egocentrismo comunicativo Terzo punto: non passare sempre dal filtro dell’“io”. Tantissime discussioni, magari che coinvolgono il punto di vista dell’altro, sono sempre precedute o seguite da un “io sì, però secondo me”, “dal mio punto di vista”, “io penso che…”. Questo non è sbagliato in assoluto — anzi, portare il proprio punto di vista è desiderabile all’interno della coppia — ma se si riporta sempre il discorso su di sé, non si riesce mai a dare spazio all’altro. Soprattutto quando è l’altro a iniziare un discorso o quando il tema riguarda principalmente lui o lei, è su di lui o lei che dovremmo concentrarci e a cui dovremmo lasciare spazio. Rispondere con sincerità senza prevaricare Quarto punto: nel momento in cui ci viene chiesta un’opinione o si avvia un dialogo o un confronto, dobbiamo metterci nella condizione di rispondere in modo sincero, cioè senza essere eccessivamente prevaricanti — quindi senza imporre la nostra opinione sull’altro — ma neanche in modo troppo accondiscendente o “diplomatico”, cioè dicendo “ti do ragione” ma senza affrontare realmente il problema. Bisogna imparare a vedere il dialogo come un’occasione di trasformazione e non semplicemente come il rischio di uno scontro, cosa che invece avviene spesso quando la comunicazione di coppia è già in difficoltà. Conclusione: l’ascolto come leva della comunicazione di coppia Quindi, è bene prestare attenzione non tanto al “cosa dire” o al “come dirlo”, ma “come ascoltare”: facendo attenzione a non dare l’altro per scontato, prestando un’attenzione sincera, non restando sempre centrati su di sé, ma lasciando spazio all’altro e offrendo un punto di vista sincero, che non deve essere né ossequioso né prevaricante. Se già si riuscisse ad ascoltare il doppio rispetto a quanto si parla, probabilmente le crisi di coppia si dimezzerebbero.