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Esiste un modo sano di litigare?

“Dottore, ma come si deve litigare con il proprio partner? Esiste un modo sano per discutere, per confrontarsi, per appunto litigare anche quando i toni diventano accesi?”

Sì, ce ne sono diversi, nonostante come sappiamo benissimo le formule magiche o ricette pronte, ahimè, non esistono.

Possiamo però pensare e provare a mettere in fila alcuni elementi, alcuni componenti della discussione o atteggiamenti, modi di essere e di fare che possono essere assunti durante una discussione per renderla utile. Ricordiamoci sempre questo: una discussione, indipendentemente dai toni che assume, è positiva o negativa in funzione dell’utilità che assume nei nostri confronti, nei confronti della nostra relazione, cioè in funzione degli obiettivi che noi ci siamo posti.

Essere Sinceri Durante una Discussione

Innanzitutto, il riuscire ad essere sinceri. Molte volte, nella discussione, siamo portati a mitigare in qualche modo, edulcorare, cioè ammorbidire, addolcire un po’ il concetto o l’idea che abbiamo in testa per paura di ferire l’altro. Attenzione però che questo “addolcirci” o trovare la formula giusta per potersi esprimere non diventi controproducente, cioè non vada a ostacolare la chiarezza del messaggio che cerchiamo di trasmettere.

Il primo passo è sicuramente riuscire ad essere sinceri rispetto al proprio punto di vista. Questo lo dovete all’altro e lo dovete a voi stessi, nel senso che diventa fondamentale poter esprimere se stessi all’altro per riuscire a farsi comprendere, in modo tale da rimanere coerenti con i nostri pensieri e le nostre volontà.

Parlare dell’Oggetto e Non del Soggetto

Il secondo punto dirimente è che è molto, molto importante riuscire a parlare dell’oggetto e non del soggetto della comunicazione, della conversazione. È fondamentale riuscire a parlare del tema, del topic, dell’argomento che ha innescato la discussione senza poi andare a sfociare in un giudizio personale.

Molte volte, le comunicazioni, soprattutto quando si discute con il partner, iniziano da un microelemento e si spostano poi sui massimi sistemi. Questo diventa molto complicato da gestire e anche potenzialmente molto pericoloso per la coppia stessa. Quando da un argomento si generalizza e quindi si porta all’interno del sistema coppia, gli effetti che può avere sono sicuramente maggiori.

Facciamo un esempio semplice, anche divertente: moglie che dice al marito: “Per favore, porta giù la spazzatura perché domani la passano a ritirare.” Il marito non lo fa. Il giorno dopo, la moglie potrebbe reagire dicendo: “Caspita, ti chiedo una cosa e non la fai mai, non è possibile che tutte le volte ti dia un compito e te ne dimentichi, non sei affidabile!” Qui, ovviamente, non sta più parlando dell’oggetto, ma sta parlando del soggetto e lo giudica. Questo apre a una serie di discussioni infinite, dove anche il marito inizia a rivendicare le manchevolezze della moglie, gli errori, eccetera.

Se invece si parla dell’oggetto, si potrebbe dire: “Ti ho chiesto di fare una cosa, non è stata fatta.” È oggettivo che non sia stata fatta; ora troviamo un modo per risolvere la situazione. Oggetto, non soggetto.

Parlare di Sé e Non Giudicare l’Altro

Altro punto importante: parlare di sé e non parlare dell’altro. Anziché giudicare il comportamento dell’altro, dilazionando su quali sono le motivazioni o gli intenti, si dovrebbe parlare di come il comportamento dell’altro abbia impattato su di noi. Nel momento in cui parliamo di come la situazione ci fa sentire, di come il comportamento ci ha fatto sentire, siamo sempre in ragione, nel senso che è difficile poter sindacare o contestare l’emozione che l’altro ha provato in funzione del comportamento.

Se invece si giudica il comportamento senza dare spazio all’emozione, l’altro sarà sempre portato a giustificarsi o a cercare di mostrare il proprio punto di vista. Noi invece siamo interessati alla relazione: vogliamo proseguire questa relazione, vogliamo migliorarla. Dobbiamo parlare di noi, di come ci siamo sentiti in relazione al comportamento dell’altro, senza obbligare l’altro ma facendo capire come il suo comportamento abbia conseguenze su di noi.

Accettare il Feedback e Volontà di Cambiare

Ultimo punto: la volontà di cambiare. Dobbiamo accettare il feedback, essere coerenti con noi stessi e onesti intellettualmente, per non cadere nella permalosità, ma accettare sinceramente la critica che l’altro ci fa e impegnarci per cambiare. Molte persone sottovalutano la quantità di impegno necessaria per poter essere felici all’interno di una relazione. Fanno sempre il paragone con l’innamoramento, ma si dimenticano che cos’è l’amore: l’innamoramento è semplice, fluido e spontaneo; l’amore è costruzione, fatica, impegno, trasformazione e progettualità. È molto più faticoso, ma necessario per raggiungere la felicità.

Riepilogo dei Principi per Litigare in Modo Costruttivo

Questi sono i punti che vale la pena tenere a mente quando si discute: sincerità, parlare dell’oggetto e non del soggetto, parlare di come ci si sente senza giudicare l’altro e essere disposti ad accettare il feedback e cambiare di conseguenza.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.