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Il Love Bombing spiegato attraverso la storia di Luca e Martina

Introduzione alla Storia di Martina e Luca

Parliamo di love bombing, ti racconto una storia per renderlo chiaro, per provare a capirlo, affrontarlo e riconoscerlo. Ti racconto la storia di Martina e Luca, due ragazzi: lei 35, lui 38, non giovanissimi, diciamo degli adulti, persone che in qualche modo hanno già avuto delle relazioni sentimentali e delle esperienze. Si presume possano sapere cosa desiderano da una relazione, cosa aspettarsi e cosa ricercare. Ora, è difficile poterlo sapere a tavolino; questo nessuno di noi lo sa, altrimenti non si chiamerebbe amore, non si chiamerebbero relazioni. Però, insomma, sono persone che non sono alle loro prime esperienze, che sanno cosa vuol dire essere innamorati, cosa vuol dire perdersi nell’altro.

Il Primo Incontro: La Nascita di una Relazione

Martina, 35 anni, fa l’impiegata. È single da un annetto e mezzo dopo aver visto naufragare un progetto per lei importante, relazionalmente parlando. Luca, invece, è sempre stato più libero, diciamo così; non ha mai avuto delle relazioni particolarmente impegnative. Gli è sempre piaciuto andare un po’ di fiore in fiore. Fa il personal trainer, lavora in una palestra. Si conoscono quando Martina inizia a frequentare questa palestra. Incontra Luca e, da cosa nasce cosa, come avviene spesso nelle relazioni. Succede che Martina pensa subito: “Che bel ragazzo!” e Luca pensa altrettanto.

Il Love Bombing: Segnali e Sospetti

Luca fa il primo passo, si avvicina e iniziano a conoscersi. Finiscono per prendere un caffè, poi un aperitivo, poi una cena. Iniziano a frequentarsi e, nonostante entrambi siano molto attratti fisicamente, la cosa che diventa rilevante nella testa di Martina è quanto Luca sia presente, speciale e sappia farla stare bene. Si stupisce quasi, dicendo: “Ma com’è possibile che un ragazzo così sia single? Com’è possibile che non abbia la fila fuori dalla porta? Com’è possibile che non l’abbia trovato prima? Dove è stato fino ad adesso? Io voglio questo ragazzo, lo voglio con tutta me stessa. È capace di capire i miei bisogni e i miei desideri, si mostra disponibile.”

Martina arrivava da una relazione in cui tutto si era esaurito; non c’era mai stato un conflitto aperto, ma le cure reciproche erano un po’ venute meno. Si trovava quasi in una situazione più banale. Invece, con Luca trova un uomo passionale, divertente, travolgente, premuroso e sostanzialmente ovunque. La viene a prendere a casa prima di andare in palestra, così che facciano il tragitto insieme. Talvolta la sorprende fuori dall’ufficio per portarla fuori a cena. La tempesta di chiamate, messaggi e attenzioni è quasi troppo. Martina inizia a pensare: “Caspita, all’inizio, sicuramente sull’onda dell’entusiasmo, questa cosa mi piaceva e mi piace tuttora perché mi dava sicurezza e rassicurazioni, soprattutto alla luce della storia che avevo appena vissuto.” Dall’altro lato, però, inizia a chiedersi: “Ma non è troppo? Non c’è qualcosa che non va? È davvero sincero quello che mi fa vedere?”

Il Comportamento di Luca: Da Premura a Controllo

Magari prova anche a parlare con Luca di questo e lui dice: “Certo che è così, assolutamente. Perché io sono innamorato, sono presissimo. Non sono neanche più un ragazzino, ho 38 anni e so cosa voglio dalla vita: voglio stare con te. E quindi che senso ha andare piano? Che senso ha dover aspettare anni prima di fare passi importanti?” Così magari si lancia in grandi progetti. Non dico di andare a vivere insieme, ma magari propone di prenotare immediatamente le vacanze insieme, anche se sono i primissimi mesi di frequentazione. Ogni momento libero, Luca lo vuole trascorrere con Martina e, piano piano, inizia a pretendere anche viceversa. Inizia a pretendere che Martina sia sempre disponibile quando lui lo è, che rinunci alle uscite con le amiche, dicendo: “Va bene se non è un giorno in cui ci dobbiamo vedere, allora puoi uscire con le tue amiche. Ma se invece ci dobbiamo vedere, magari dici alle tue amiche che uscirai un altro giorno.”

Martina replica: “Sì, però io non posso obbligare le mie amiche a uscire il giovedì perché magari loro preferiscono il venerdì o il mercoledì. Anch’io ho i miei spazi, anche loro hanno i loro, e io voglio frequentare queste persone.” Ma da un lato c’è il love bombing: questa super attenzione e premura. Luca, con il suo entusiasmo, fagocita la lucidità di Martina. Martina, dall’altro lato, si chiede: “Posso davvero farmi scappare una persona così? Posso davvero permettermi di non coltivare una relazione così? Posso davvero permettermi di ferire una persona che invece mi sta dando così tanto?”

La Manipolazione e le Conseguenze

Luca non lo dice mai apertamente, ma c’è una sorta di ricatto morale: “Se tu non mi dai la priorità, allora vuol dire che io per te non conto. Se preferisci uscire con le tue amiche piuttosto che con me, allora io non sarò mai in cima ai tuoi bisogni e ai tuoi desideri.” Martina progressivamente si chiude a riccio e inizia a organizzare una vita Luca-centrica: quando Luca è disponibile, allora lei è disponibile. Quando Luca improvvisamente diventa disponibile, lei si libera per poter essere presente, per non ferirlo, per non deluderlo. Piano piano, ciò che all’inizio sembrava amore diventa controllo. Quello che era spiegato come sentimento diventa privazione di libertà e Martina è sempre più persa. Non riesce più a capire dove stia la verità, dove stia il racconto, dove stia la finzione, dove finisca Luca e dove inizi lei.

In tutto questo si trova a terra bruciata attorno, soprattutto nel momento in cui il love bombing finisce. Luca pensa di aver finito questa ondata di manipolazione e inizia a diventare perentorio, a pretendere da Martina delle cose. Inizia a pretendere che Martina sia presente in un certo modo, che faccia qualcosa per lui, che riconosca il suo essere speciale, il suo essere perfetto. Ora, qui entriamo in una dinamica successiva: potrebbe esserci una situazione in cui Martina si oppone e Luca reagisce in un certo modo, o un’altra in cui Martina si piega alla volontà di Luca e lui cambia ancora atteggiamento. Questo magari lo vedremo nei video successivi.

Conclusione: Riconoscere e Affrontare il Love Bombing

Il love bombing è una sorta di manipolazione che da un lato sembra stupenda, nuova, perfetta, ma dall’altro diventa soffocante, crudele e ricattatoria, al fine di piegare la vittima, in questo caso Martina, alla volontà del manipolatore.

Fammi sapere se ti ritrovi in questa storia, se hai vissuto un’esperienza simile, se sei stata o stato da una parte o dall’altra e come l’hai affrontata, in modo tale da essere utile. A presto.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
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1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

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  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

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Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.