Disturbo bipolare: tipo I, tipo II e ciclotimia Home > Disturbo bipolare e disturbi correlati > Disturbo bipolare tipo i tipo ii e ciclotimia 2 Parliamo di disturbo bipolare, anche chiamato bipolarismo: che cos’è, quali sono le caratteristiche principali e come possono essere distinte le diverse tipologie. Con un accenno, poi, a un disturbo che non è bipolarismo ma che ne condivide gran parte delle caratteristiche. Che cos’è il disturbo bipolare Il disturbo bipolare è un disturbo psichiatrico, probabilmente quello con la più alta ereditarietà, quindi con la maggiore probabilità di essere trasmesso – in termini semplicistici – da genitori a figli. È caratterizzato principalmente da due macro-elementi: Depressione e sintomi depressivi: flessione dell’umore, mancanza di energie, catatonia, rabbia, aggressività, visione pessimistica. Episodi maniacali o ipomaniacali: la maniacalità consiste in un umore eccessivamente elevato, eccentrico, irritabile, impulsivo, con comportamenti rischiosi e perdita di controllo. Mania e ipomania: le differenze Questi episodi possono essere distinti in due livelli: Episodio maniacale classico: dura da una settimana fino a un mese, con i sintomi sopra descritti. Episodio ipomaniacale: dura alcuni giorni (quattro, cinque, sei), con caratteristiche simili ma meno intense e con un rischio inferiore rispetto all’episodio maniacale. Il disturbo bipolare non è altro che l’alternanza di queste due condizioni: episodi depressivi ed episodi (ipo)maniacali. Tipologie di disturbo bipolare Si distinguono due forme principali: Disturbo bipolare di tipo 1 È caratterizzato da episodi maniacali veri e propri. Per porre diagnosi è sufficiente la presenza di un singolo episodio maniacale, anche senza episodi depressivi (che comunque compaiono nella quasi totalità dei casi come fase successiva). Disturbo bipolare di tipo 2 È caratterizzato da episodi depressivi alternati a episodi ipomaniacali. In questo caso non ci sono episodi maniacali “pieni”, ma soltanto forme più lievi. Il disturbo di tipo 2 ha quindi una connotazione più depressiva rispetto al tipo 1. Il disturbo ciclotimico Un’altra condizione importante, che però non viene classificata come vero e proprio disturbo bipolare, è il disturbo ciclotimico. Si presenta con oscillazioni dell’umore caratterizzate sia da episodi ipomaniacali sia da episodi depressivi, in forma più lieve e meno intensa rispetto al disturbo bipolare 2. Ha una natura cronica e ciclica, e per essere diagnosticato deve persistere per almeno due anni. Pur non soddisfacendo i criteri del disturbo bipolare, ne condivide gran parte dei sintomi. Terapia del disturbo bipolare L’obiettivo del trattamento, indipendentemente dal tipo di disturbo, è stabilizzare l’umore, riducendo la frequenza e l’intensità delle oscillazioni. Per questo si utilizzano solitamente: Farmaci stabilizzatori dell’umore (come il litio e altri farmaci psichiatrici); Psicoterapia, che aiuta la persona a gestire meglio gli episodi e prevenire ricadute. L’intervento più efficace è di tipo congiunto: farmacologico e psicoterapeutico.