Il disturbo evitante di personalità Home > Disturbi di personalita > Il disturbo evitante di personalita Il disturbo evitante di personalità è un disturbo appartenente al cosiddetto cluster C dei disturbi di personalità. Come avrai già approfondito dai contenuti precedenti, esistono tre cluster, A, B e C, ognuno dei quali è caratterizzato da alcuni elementi comuni che accomunano i disturbi contenuti al suo interno. Cos’è il disturbo evitante di personalità Il disturbo evitante di personalità colpisce circa l’1% della popolazione e, come suggerisce il termine stesso, determina un ritiro sociale, un isolamento e un comportamento attivo volto all’evitamento di contesti sociali e di relazioni, siano esse amicali o sentimentali. Diciamo che ci sono tre grandi caratteristiche che determinano e connotano il disturbo evitante di personalità. Da un lato c’è sicuramente questo ritiro sociale, questa inibizione nelle relazioni; dall’altro c’è un grande senso di inadeguatezza, di inefficacia, di sentirsi sbagliati o fuori posto; infine, vi è un’ipersensibilità soprattutto legata al giudizio altrui, alle opinioni degli altri e all’eventuale critica che può essere mossa. Le tre caratteristiche principali del disturbo evitante di personalità Queste sono tre caratteristiche importantissime del disturbo evitante di personalità. La persona che ne soffre, di fatto, vive ai margini della società: risulta spesso quasi invisibile, ritirata, e frequentemente non ha relazioni significative di alcun tipo. Vive in maniera attiva qualunque relazione o contesto sociale come potenzialmente minaccioso, a meno che non abbia la certezza assoluta di piacere, cioè di essere in qualche modo approvata. Paura del giudizio e senso di inadeguatezza Teme il giudizio degli altri, teme lo scontro, teme il conflitto, teme la critica e la vive come una ferita intima che difficilmente può essere rimarginata. È estremamente fragile da questo punto di vista e non si sente mai sufficientemente all’altezza. Di fatto, quindi, si ritira, lascia scorrere o talvolta rifiuta in maniera esplicita alcune opportunità: può essere un invito a cena, una promozione sul lavoro, la richiesta da parte del capo di esporsi in qualche attività o anche un semplice riconoscimento. Tutte queste situazioni vengono vissute con paura, timore, imbarazzo e con questo profondo senso di inadeguatezza. Il trattamento del disturbo evitante di personalità Molto spesso questo tipo di disturbo richiede un intervento, sicuramente dal punto di vista psicoterapeutico talvolta associato ad un percorso farmacologico. Viene confuso o associato anche ad altri disturbi, ad esempio al disturbo schizoide di personalità o al disturbo da fobia sociale, i quali tuttavia non coincidono esattamente con il disturbo evitante di personalità. Disturbo evitante di personalità ed ego-sintonia Come dico sempre, i disturbi di personalità sono, in qualche modo, ego-sintonici, cioè fanno parte del modo di essere e del modo di funzionare della persona. Altri disturbi, come ad esempio la fobia sociale, possono invece essere vissuti come ego-distonici, cioè come qualcosa di estraneo, di esterno rispetto al proprio modo abituale di percepirsi. Differenze tra disturbo evitante di personalità, disturbo schizoide e fobia sociale Il disturbo evitante di personalità è quindi caratterizzato sicuramente da alcuni punti in comune con altri disturbi, come il disturbo schizoide di personalità e il disturbo da fobia sociale, anche se poi se ne differenzia per una serie di aspetti specifici. In conclusione, un elemento centrale è proprio la deprivazione relazionale: la persona mette in atto, in maniera trasversale nei diversi contesti — affettivi, amicali, sentimentali e lavorativi — un evitamento e una limitazione delle relazioni, determinati dal timore del giudizio, del rifiuto e della propria percepita inadeguatezza.