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I disturbi della personalità del cluster C

Abbiamo già visto in precedenza il Cluster A e il Cluster B. Il Cluster C è caratterizzato da disturbi accomunati da una sintomatologia prevalentemente ansiosa e/o inibita. Nello specifico, comprende il disturbo evitante di personalità, il disturbo dipendente di personalità e il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.

Già i nomi suggeriscono, almeno in parte, di che cosa stiamo parlando. Analizziamoli uno per uno.

Che cos’è il Cluster C dei disturbi di personalità?

Il Cluster C raccoglie quei disturbi di personalità caratterizzati principalmente da ansia, paura, inibizione e insicurezza nelle relazioni interpersonali o nella gestione della propria vita quotidiana. Sebbene ciascun disturbo presenti caratteristiche specifiche, tutti condividono una forte componente ansiosa che influenza il modo in cui la persona pensa, si relaziona e affronta le situazioni della vita.

Disturbo evitante di personalità

Il disturbo evitante di personalità è caratterizzato da una significativa difficoltà nell’instaurare relazioni con gli altri, sia dal punto di vista sociale e interpersonale sia sul piano dell’intimità.

La differenza rispetto ad alcuni disturbi del Cluster A, come il disturbo schizoide di personalità o il disturbo schizotipico di personalità, è che nel disturbo evitante esiste un reale desiderio di entrare in relazione con gli altri e di sviluppare legami significativi. Tuttavia, per diversi motivi, che approfondiremo successivamente, questo non riesce ad avvenire.

Disturbo dipendente di personalità

Il disturbo dipendente di personalità è probabilmente il più semplice da comprendere, anche perché il nome è di per sé esplicativo. È caratterizzato da una marcata dipendenza nei confronti di una figura di riferimento.

Oggi si parla molto di dipendenza affettiva nelle relazioni, ma è importante sottolineare che il disturbo dipendente di personalità è un disturbo di personalità vero e proprio e presenta caratteristiche specifiche, pur condividendo alcuni aspetti con la dipendenza relazionale.

Chi ne soffre tende ad annullarsi in funzione dell’altro, poiché percepisce di poter trovare sé stesso solo attraverso quella relazione. Ne derivano una continua delega delle proprie decisioni, una profonda insicurezza e un attaccamento eccessivo all’altro, alimentati dalla convinzione di non poter esistere o funzionare autonomamente.

Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità

Infine, troviamo il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità. Anche in questo caso, alcune caratteristiche richiamano il disturbo ossessivo-compulsivo, di cui ho già parlato in altri contenuti. È però importante distinguere i due disturbi.

Nel disturbo ossessivo-compulsivo possono essere presenti pensieri ricorrenti, intrusivi e persistenti (ossessioni), spesso accompagnati da compulsioni, cioè comportamenti ripetitivi messi in atto con l’obiettivo di ridurre l’ansia o prevenire eventi temuti. Le ossessioni possono riguardare, ad esempio, l’igiene, il controllo, l’ordine, la numerazione o molti altri ambiti.

Approfondimenti sui disturbi del Cluster C

Approfondiremo ogni disturbo qui accennato in articoli e contenuti ad hoc, nei quali analizzeremo nel dettaglio caratteristiche, sintomi, criteri diagnostici e differenze tra le varie forme di disturbo di personalità appartenenti al Cluster C.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.