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Disturbo dipendente di personalità (Cluster C)

Il disturbo dipendente di personalità, appartenente al cluster C dei disturbi di personalità, come suggerisce il termine, è caratterizzato dal bisogno costante non tanto di approvazione, quanto di sostegno e di accoglimento da parte degli altri, e da una contemporanea ricerca attiva di un maggior numero di relazioni da cui ottenere questo supporto, questo accudimento.

Cos’è il disturbo dipendente di personalità e quanto è diffuso

È un disturbo di personalità che colpisce circa l’1% della popolazione. Le persone che ne soffrono hanno la tendenza a essere particolarmente dipendenti dagli altri, quindi molto bisognose di attenzione, supporto, cura e aiuto. Spesso possono apparire ossequiose, a volte appiccicose, difficili da decifrare, perché non hanno la tendenza a esprimere la propria opinione proprio per paura di essere rifiutate. Vivono un terrore, spesso ingiustificato, di poter essere improvvisamente abbandonate.

La difficoltà nel prendere decisioni autonome e nell’esprimere il proprio punto di vista

Sono persone che non riescono a prendere decisioni in autonomia, non riescono a manifestare il disaccordo, non riescono a esprimere non solo il conflitto, ma neanche la propria opinione. Tant’è che collassano completamente sull’altro, diventano, come dicevo prima, ossequiose e continuano a dare ragione proprio perché questa ragione diventa strumentale a mantenere vicina la persona, che viene progressivamente sempre più bombardata di richieste.

Anche le piccole cose, come andare a fare la spesa, prenotare una visita da uno specialista o scegliere quale colore di maglioncino comprare, devono essere delegate all’altro. Quindi non riescono a intraprendere attività autonome, ma diventano sempre più dipendenti nei confronti dell’altro.

La differenza tra disturbo dipendente e disturbo narcisistico di personalità

Attenzione: è diverso da un disturbo, ad esempio, narcisista. Il disturbo narcisistico chiede ammirazione, attenzione e approvazione in termini quasi di venerazione. Il disturbo dipendente, invece, non chiede questo tipo di relazione: cerca sostanzialmente persone che si prendano cura di lui, persone che aiutino e che svolgano in qualche modo funzioni genitoriali, a cui delegare tutte le proprie responsabilità e tutto ciò che viene percepito come troppo grande da poter gestire da solo.

La paura dell’abbandono e la ricerca continua di sostegno

Contemporaneamente, vive in un continuo stato di allerta, tensione e apprensione, poiché percepisce o teme di poter essere improvvisamente e senza motivazione abbandonato. È come se temesse che la persona a cui ha delegato tutta questa responsabilità possa improvvisamente chiudere i rubinetti del sostegno e dell’amore. Per questo motivo cerca di innescare tutta un’altra serie di relazioni significative.

Possibili sovrapposizioni con altri disturbi psicologici

Talvolta questo tipo di disturbo porta con sé, e può anche essere confuso, con altri tipi di disturbi, ad esempio disturbi ansiosi, disturbi ossessivo-compulsivi o disturbi depressivi, proprio perché si tratta di un continuo adagiarsi e collassare sull’altro. Talvolta questa dinamica è talmente marcata, forte e ingombrante da poter creare confusione nella diagnosi.

Le caratteristiche principali del disturbo dipendente di personalità

Attenzione, come dico sempre: il disturbo di personalità non è semplicemente una personalità o un tratto caratteriale. Il disturbo dipendente di personalità presenta esattamente tutte queste caratteristiche: la necessità di avere relazioni e utilizzare queste relazioni come forma di cura, delegando all’altro il proprio benessere; diventare estremamente ossequiosi e appiccicosi nei confronti dell’altro per ottenere aiuto; vivere nel costante timore, o addirittura terrore, di poter improvvisamente perdere questo sostegno, essere abbandonati e rimanere soli all’interno di un mondo percepito come estremamente pericoloso, spaventoso e potenzialmente cattivo o malvagio.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.