Tipi di depressione Home > Depressione > Tipi di depressione 2 Parliamo di depressione e delle diverse tipologie esistenti. Facciamo una piccola premessa: la depressione è il disturbo dell’umore per eccellenza. È caratterizzata da due macro-categorie di sintomi. Da un lato troviamo umore a terra, mancanza di energie, catatonia, perdita di significato delle cose e del senso che esse hanno. Dall’altro, sentimenti di rabbia, aggressività, irritabilità e una visione pessimistica e cupa del presente e del futuro. La depressione suscita particolare paura e apprensione nelle persone, poiché – come rilevato anche da recenti ricerche – questo “male oscuro”, come viene comunemente chiamato, desta tanta allerta e preoccupazione quanto i tumori e le patologie oncologiche. Questo perché difficilmente viene compresa e capita. Molto spesso la persona che ne soffre si sente afflitta, in fatica, ma non è immediatamente in grado di comprendere quali possano essere le motivazioni che l’hanno causata e, ancor di più, quali potrebbero essere le vie percorribili per affrontarla e risolverla. Sulla depressione ho fatto diversi contenuti, quindi nel caso volessi approfondire questi argomenti e questa prima riflessione, ti invito a guardarli. In questo ci concentriamo principalmente sulle diverse categorie, diciamo così, sulle diverse tipologie di depressione. Ce ne sono otto: non esiste solo la depressione maggiore, che è quella più conosciuta, ma ne esistono otto diverse. Disturbo di disregolazione dell’umore dirompente È una patologia principalmente presente nell’infanzia, preadolescenza, adolescenza e giovane età adulta. Si stima che solitamente compaia tra i 7 e i 18 anni circa, anche se c’è sempre un certo livello di tolleranza, più sul dopo che sul prima; quindi può arrivare anche fino ai 20-22 anni, nella primissima età adulta. È caratterizzato da sentimenti di rabbia, rancore, atteggiamenti aggressivi, talvolta violenti e impulsivi. Disturbo depressivo maggiore È quello classico, che può essere individuato come lieve, moderato o grave. Presenta per mesi o anni la sintomatologia descritta prima e può oscillare tra rabbia, aggressività, visione nera del presente e del futuro, sentimenti di perdita di significato, mancanza di energie, catatonia, ecc. Disturbo depressivo persistente (Distimia) In questo caso la depressione, e quindi l’aspetto di perdita di energie e catatonia, è un po’ più lieve ed è spesso associata ad altri disturbi psichiatrici, come ad esempio il disturbo borderline di personalità. Disturbo disforico premestruale Come suggerisce il termine, è connesso a una flessione importante dell’umore nel periodo premestruale, che poi si risolve durante la fase mestruale. Ha una certa ricorsività e ciclicità, perché tende a ripresentarsi ogni mese sempre negli stessi giorni, affliggendo le persone che ne soffrono. Disturbo depressivo indotto da sostanze o farmaci È legato ad alcuni tipi di terapie che possono alterare l’umore, causando sintomi depressivi. Disturbo depressivo legato a condizioni mediche generali Alcune patologie, come l’Alzheimer, il Parkinson o altre condizioni neurologiche, sono connesse alla depressione perché l’alterazione a livello cerebrale determina una maggiore esposizione al rischio di svilupparla. Disturbo depressivo senza ulteriore specificazione È legato principalmente a episodi depressivi molto più limitati nel tempo e che si ripetono in maniera ciclica. Se solitamente si parla di depressione quando siamo in un range di circa sei mesi, in questo caso ci sono episodi e situazioni depressive più brevi e confinati, che però sono ciclici e possono presentarsi più volte nel corso della vita o anche all’interno dello stesso anno. Disturbi depressivi non altrimenti specificati Sono un insieme di sintomatologie che non rispettano tutti i criteri diagnostici necessari per poter fare una diagnosi di depressione, ma che comunque affliggono la persona in modo importante, pur senza poter essere categorizzate in una specifica etichetta diagnostica. Perché è importante distinguere le diverse tipologie di depressione Soltanto generalizzando, quando si parla di disturbi dell’umore o di depressione, si tende a pensare che tutte le depressioni siano uguali. Spesso si fa riferimento, in maniera semplicistica e riduttiva, sempre e solo alla depressione maggiore, ma così non è. Alla persona che ne soffre interessa relativamente sapere a quale categoria diagnostica appartiene – che si parli di disturbo disforico, distimico, premestruale o di depressione maggiore – perché ciò che conta per lei è riuscire a liberarsi e superare questa patologia. Tuttavia, è altrettanto importante avere indicazioni chiare, soprattutto dal punto di vista del curante, per capire quale tipo di terapia prevedere, in funzione del lavoro che deve essere pianificato e poi svolto insieme al paziente per aiutarlo a risolvere il problema. Conclusione Quando si parla di depressione, attenzione: esistono categorie differenti, con caratteristiche differenti. L’oscillazione è sempre giocata su questi due macro-aspetti sintomatologici: da un lato, la flessione dell’umore con perdita di significato e mancanza di energie; dall’altro, la rabbia, l’aggressività e una visione pessimistica e nera del presente e del futuro.