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Tipi di depressione

Parliamo di depressione e delle diverse tipologie esistenti. Facciamo una piccola premessa: la depressione è il disturbo dell’umore per eccellenza. È caratterizzata da due macro-categorie di sintomi. Da un lato troviamo umore a terra, mancanza di energie, catatonia, perdita di significato delle cose e del senso che esse hanno. Dall’altro, sentimenti di rabbia, aggressività, irritabilità e una visione pessimistica e cupa del presente e del futuro.

La depressione suscita particolare paura e apprensione nelle persone, poiché – come rilevato anche da recenti ricerche – questo “male oscuro”, come viene comunemente chiamato, desta tanta allerta e preoccupazione quanto i tumori e le patologie oncologiche. Questo perché difficilmente viene compresa e capita. Molto spesso la persona che ne soffre si sente afflitta, in fatica, ma non è immediatamente in grado di comprendere quali possano essere le motivazioni che l’hanno causata e, ancor di più, quali potrebbero essere le vie percorribili per affrontarla e risolverla.

Sulla depressione ho fatto diversi contenuti, quindi nel caso volessi approfondire questi argomenti e questa prima riflessione, ti invito a guardarli. In questo ci concentriamo principalmente sulle diverse categorie, diciamo così, sulle diverse tipologie di depressione. Ce ne sono otto: non esiste solo la depressione maggiore, che è quella più conosciuta, ma ne esistono otto diverse.

Disturbo di disregolazione dell’umore dirompente

È una patologia principalmente presente nell’infanzia, preadolescenza, adolescenza e giovane età adulta. Si stima che solitamente compaia tra i 7 e i 18 anni circa, anche se c’è sempre un certo livello di tolleranza, più sul dopo che sul prima; quindi può arrivare anche fino ai 20-22 anni, nella primissima età adulta. È caratterizzato da sentimenti di rabbia, rancore, atteggiamenti aggressivi, talvolta violenti e impulsivi.

Disturbo depressivo maggiore

È quello classico, che può essere individuato come lieve, moderato o grave. Presenta per mesi o anni la sintomatologia descritta prima e può oscillare tra rabbia, aggressività, visione nera del presente e del futuro, sentimenti di perdita di significato, mancanza di energie, catatonia, ecc.

Disturbo depressivo persistente (Distimia)

In questo caso la depressione, e quindi l’aspetto di perdita di energie e catatonia, è un po’ più lieve ed è spesso associata ad altri disturbi psichiatrici, come ad esempio il disturbo borderline di personalità.

Disturbo disforico premestruale

Come suggerisce il termine, è connesso a una flessione importante dell’umore nel periodo premestruale, che poi si risolve durante la fase mestruale. Ha una certa ricorsività e ciclicità, perché tende a ripresentarsi ogni mese sempre negli stessi giorni, affliggendo le persone che ne soffrono.

Disturbo depressivo indotto da sostanze o farmaci

È legato ad alcuni tipi di terapie che possono alterare l’umore, causando sintomi depressivi.

Disturbo depressivo legato a condizioni mediche generali

Alcune patologie, come l’Alzheimer, il Parkinson o altre condizioni neurologiche, sono connesse alla depressione perché l’alterazione a livello cerebrale determina una maggiore esposizione al rischio di svilupparla.

Disturbo depressivo senza ulteriore specificazione

È legato principalmente a episodi depressivi molto più limitati nel tempo e che si ripetono in maniera ciclica. Se solitamente si parla di depressione quando siamo in un range di circa sei mesi, in questo caso ci sono episodi e situazioni depressive più brevi e confinati, che però sono ciclici e possono presentarsi più volte nel corso della vita o anche all’interno dello stesso anno.

Disturbi depressivi non altrimenti specificati

Sono un insieme di sintomatologie che non rispettano tutti i criteri diagnostici necessari per poter fare una diagnosi di depressione, ma che comunque affliggono la persona in modo importante, pur senza poter essere categorizzate in una specifica etichetta diagnostica.

Perché è importante distinguere le diverse tipologie di depressione

Soltanto generalizzando, quando si parla di disturbi dell’umore o di depressione, si tende a pensare che tutte le depressioni siano uguali. Spesso si fa riferimento, in maniera semplicistica e riduttiva, sempre e solo alla depressione maggiore, ma così non è.

Alla persona che ne soffre interessa relativamente sapere a quale categoria diagnostica appartiene – che si parli di disturbo disforico, distimico, premestruale o di depressione maggiore – perché ciò che conta per lei è riuscire a liberarsi e superare questa patologia. Tuttavia, è altrettanto importante avere indicazioni chiare, soprattutto dal punto di vista del curante, per capire quale tipo di terapia prevedere, in funzione del lavoro che deve essere pianificato e poi svolto insieme al paziente per aiutarlo a risolvere il problema.

Conclusione

Quando si parla di depressione, attenzione: esistono categorie differenti, con caratteristiche differenti. L’oscillazione è sempre giocata su questi due macro-aspetti sintomatologici: da un lato, la flessione dell’umore con perdita di significato e mancanza di energie; dall’altro, la rabbia, l’aggressività e una visione pessimistica e nera del presente e del futuro.

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.