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Si può superare un problema di tipo ansioso da soli?

In una diretta svolta qualche tempo fa attraverso i social affermai che una persona può guarire, curare o superare i propri problemi d’ansia e i propri attacchi di panico anche da sola, senza necessariamente rivolgersi a un terapeuta.

Premesso che sono ancora fermamente convinto di ciò che ho detto, questa affermazione ha suscitato diverse domande da parte vostra: “Ma allora, dottore, la psicoterapia deve essere fatta o no? Come posso fare da solo?”

desidero quindi sfruttare questo spazio a disposizione per approfondire meglio il mio pensiero a riguardo.

La psicoterapia è fondamentale, ma non è l’unica via

La psicoterapia è fondamentale, ma è fondamentale nella misura in cui io sono uno psicoterapeuta. Si sa che, come si dice, “se hai un martello, tutto il mondo sembra un chiodo”. Lo dico perché credo fermamente in ciò che faccio. Tuttavia, non è l’unica via. Non è detto che tutti debbano fare psicoterapia o seguire la psicoterapia per come io credo debba essere fatta. Ognuno fa ciò che serve a se stesso.

Quando affermo che gli attacchi di panico o l’ansia – qualsiasi disturbo di questa natura – possano essere superati anche in autonomia, è perché ne sono fermamente convinto. È naturalmente scontato che, se dovessi consigliare qualcuno, oppure se mi trovassi io dalla parte di chi sta vivendo ansia o panico, mi rivolgerei a un terapeuta e consiglierei una psicoterapia. Tuttavia non è l’unica via, nella misura in cui ogni persona ha un’idea di cosa serva a se stessa per superare le proprie difficoltà.

Superare l’ansia da soli: è possibile?

Ciò di cui sono fermamente convinto è che la psicoterapia è utile quando serve lavorare in termini di consapevolezza e di autoefficacia. Mi spiego meglio: una persona può superare tranquillamente i propri attacchi di panico semplicemente resistendo, oppure prendendo un farmaco, oppure “tirando lungo” nella speranza che a un certo punto il problema passi. Magari improvvisamente il problema passa. Si è curata da sola? Certamente. Non ha fatto nulla di strutturato, magari ha preso un farmaco oppure ha semplicemente aspettato, ha tenuto duro, ha stretto i denti e ha detto: “Questo periodo passerà”. Ha cercato di dedicarsi un po’ più di tempo, è andata in vacanza, si è concessa una pausa, una spa. Ne è uscita da sola? Sicuramente sì.

Ne è uscita consapevole? Assolutamente no.
Ne è uscita in termini di autoefficacia, sentendosi davvero più forte e capace di affrontare eventuali ricadute future? Probabilmente no.

la persona in questione sente di essere momentaneamente libera, ma si sente davvero forte, nel senso di sapere che, se dovesse ricapitare, saprebbe come uscirne di nuovo? Forse no. E questa appena accennata ritengo sia la vera differenza.

Il valore della psicoterapia: consapevolezza e autoefficacia

Tramite una psicoterapia riesco a capire, in termini di consapevolezza, quali sono le cause che hanno determinato il problema? Sì.
Riesco a sentirmi sufficientemente autoefficace da comprendere cosa ho fatto per uscire dal mio problema? Sì.
Riesco a sentirmi più forte rispetto a quando ho avuto l’attacco di panico o l’ansia? Sì.

Pertanto in un eventuale futuro, per quanto possa essere scocciato o scocciata di ritrovarmi nuovamente in difficoltà, mi sentirò forte nel poter riaffrontare il problema, perché so di averlo già fatto in passato. Questa è la differenza.

La psicoterapia lavora su questo: aiuta la persona a uscire dalla difficoltà, ma lavora soprattutto sulla consapevolezza, sull’autoefficacia e sulla forza, cioè sulla capacità di affrontare eventuali ricadute o problemi futuri.

Quando non fare psicoterapia?

Questo significa che non tutti sono interessati a questo? Sì, ed è giusto così. Ci sono persone che preferiscono prendere un farmaco, aspettare, oppure sono più stressate dall’idea di rivolgersi a un terapeuta che dall’ansia stessa. Magari hanno preconcetti, non vogliono mettersi in gioco, non si fidano. I motivi possono essere diversi pertanto scelgono di non farlo.

Questo aumenta o diminuisce le probabilità di superare un problema? Dipende. C’è una citazione che afferma: “Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”. Non fare niente, tendenzialmente, non è una soluzione.

È anche vero, tuttavia, che una persona che si sente consapevole delle cause può decidere di lavorare in autonomia, costruendo un proprio programma per prendersi cura di sé. Oppure può semplicemente resistere, perché sa che non cederà mai davvero all’ansia e rimarrà “attaccata alla vita” anche con il timore che l’ansia ritorni. Può darsi che ne esca, e ne esca anche bene.

Psicoterapia sì o no? Dipende dai tuoi bisogni

Non ritengo che si debba per forza fare terapia. Dipende sempre dai bisogno propri della persona. Se qualcuno sete maggiormente il bisogno di capire le cause, di ampliare la propria prospettiva, di prendersi cura di sé in modo più profondo, allora la psicoterapia va benissimo. Se vuole migliorare la propria “cassetta degli attrezzi” per eventuali problemi futuri, benissimo: facciamo una psicoterapia.

Ma non è l’unica via. Ci sono altri valori, altre motivazioni, che portano alcune persone a scegliere strade diverse. La terapia deve essere fatta solo nel momento in cui la persona sente che può essere una via utile per sé, un’opportunità di arricchimento. Se diventa uno stress, se viene considerata inutile o addirittura dannosa perché va a toccare aspetti che la persona non vuole affrontare, allora non deve essere fatta.

Conclusione: responsabilità e consapevolezza nella scelta del percorso

E’ per questi motivi che ho cercato di spiegare in queste parole che ritengo che le persone possono anche risolvere i propri problemi in autonomia. Purché capiscano che scegliere una direzione o un’altra implica comportamenti, sfide e responsabilità differenti, in funzione del percorso che si è scelto di intraprendere.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.