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Ipocondria

Parliamo di ipocondria: che cos’è, che caratteristiche ha e quale impatto può avere sulla vita delle persone.

Che cos’è l’ipocondria

L’ipocondria è la paura delle malattie e talvolta viene definita anche, in maniera meno comune, ansia da malattia. Questo termine spiega bene in cosa consiste l’ipocondria: è legata a tutti quei pensieri, preoccupazioni, timori e paure di avere una malattia potenzialmente mortale — o comunque estremamente dolorosa.

È come se ci fosse un’interpretazione di tutti i piccoli “rumorini” del corpo che, anziché essere visti e letti come tali, si trasformano in indicatori o sintomi di patologie, appunto di una malattia potenzialmente mortale.

I sintomi dell’ipocondria e l’attenzione ai segnali del corpo

Ci sono diverse paure legate all’ipocondria. Ad esempio, possono avere a che fare con funzioni fisiologiche corporee classiche: pensieri legati al battito cardiaco piuttosto che alla respirazione, che non vengono percepiti come normali.

Possono esserci preoccupazioni legate a episodi o manifestazioni sporadiche, come raffreddori stagionali, allergie o cose di questo tipo, oppure legate a sintomi vaghi e poco definiti: ad esempio sentirsi il cuore pesante, sentire dolore alle vene, cioè tutta una serie di sensazioni di difficile interpretazione.

Il circolo vizioso dell’ansia da malattia

La persona ipocondriaca entra così in un loop sempre più stretto e sempre più grave, in cui aumentano le paure proprio perché l’attenzione viene riposta in maniera sempre più acuta sui propri “rumori del corpo”, chiamiamoli così, o comunque su questi piccoli sintomi.

Questo porta la persona a fare tutta una serie di analisi e approfondimenti clinici. Gli approfondimenti clinici risultano negativi, nel senso che non evidenziano alcun tipo di malattia o patologia, ma l’ipocondriaco, proprio perché ipocondriaco, non si dà pace: chiede un secondo parere e continua a fare ulteriori visite. Non basta, infatti, il riscontro medico che dice “guarda che non è niente” a sedare questa preoccupazione.

Nella grandissima maggioranza dei casi la rassicurazione aiuta, ma solo per un brevissimo periodo; dopodiché si riparte. Si può ripartire con la stessa patologia — quindi con una preoccupazione sempre per la medesima malattia — oppure, come più frequentemente accade, con un insieme di patologie.

Una volta ottenuta la rassicurazione per una, si innesca immediatamente una paura nuova per una nuova patologia, fino a quando anche questa non viene rimpiazzata da un’ulteriore paura, e così via. Di fatto, spesso ci sono due o tre malattie che ricorrono con una certa frequenza.

Ipocondria e ricerca continua di rassicurazioni mediche

Questa è l’ipocondria: la paura di avere una malattia, potenzialmente anche grave, che non viene placata o sedata dai riscontri medici. Questo innesca un circolo vizioso per la persona, che continua sempre più spesso a cercare visite e rassicurazioni.

Rassicurazioni che però lasciano il tempo che trovano: tranquillizzano per un breve periodo e poi si riattiva il circolo vizioso, passando a una nuova patologia oppure rispolverando la paura precedente.

Quanto è diffusa l’ipocondria

È difficile stimare quale sia l’incidenza del fenomeno, perché non esistono statistiche che dicano, ad esempio, che il 20% della popolazione è ipocondriaco o che il 15% soffre di disturbi d’ansia con ipocondria.

Esistono però dati dal lato medico che stimano quante visite vengono fatte per cause ipocondriache. Questo è un dato interessante: si aggira intorno al 9%. Se pensiamo che circa il 9% di tutte le visite mediche viene classificato dai medici come legato a sintomi di tipo ipocondriaco, capiamo che non è un numero indifferente.

Come si cura l’ipocondria

Per risolvere o guarire dall’ipocondria, ovviamente, un percorso di psicoterapia è la via maestra. È la strada principale per capire da dove nasce questa paura, quali sono le cause che determinano questa problematica e, di conseguenza, che cosa può essere fatto per affrontarla e risolverla.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.