Fobie Home > Ansia > Fobie specifiche > Fobie Che cosa sono le fobie? Le fobie sono dei disturbi dell’ansia, cioè rientrano appunto nei disturbi d’ansia, come l’attacco di panico e l’ansia generalizzata e hanno come caratteristica discriminante una paura irrazionale e irragionevole rispetto a una situazione specifica o a un elemento specifico. Poi entreremo meglio nel dettaglio per riuscire a disambiguare questi concetti. Diciamo che la persona si accorge di non essere sottoposta a un pericolo concreto e reale, cioè razionalmente dice: «Non c’è niente di cui aver paura», ma emotivamente viene sopraffatta da terrore, agitazione, paura. Anzi, i sintomi che la fobia porta con sé sono quelli, di fatto, di natura ansiosa: la tachicardia, la sudorazione, i problemi gastrointestinali, il fiato corto, la sensazione di confusione, eccetera, eccetera. Cioè, tutti quelli che poi, di fatto, possono essere talvolta descritti come picchi d’ansia o comunque anche come attacchi di panico. Insomma, la fobia o le fobie sono tutte quelle situazioni in cui una persona, pur rendendosi conto che non c’è un motivo non riesce appunto a controllarsi. Fobie e condizionamento classico Gli studi dicono che questo è solitamente dovuto a quello che Pavlov ha individuato come il condizionamento classico. Il condizionamento classico altro non è che l’esposizione a uno stimolo pauroso, a uno stimolo che, la prima volta che ci è stato presentato, ha suscitato in noi una qualche paura, qualche tensione, qualche apprensione e che quindi si è, come dire, ancorato nella nostra testa come terrificante, nonostante poi, magari crescendo, ci siamo accorti che invece non c’era niente di cui aver paura. Il ruolo dell’evitamento nelle fobie Il problema nelle fobie dove sta? Sta nel fatto che, oltre al condizionamento classico, che è il primo ancoraggio, diciamo, tra lo stimolo che poi risulta essere spaventoso, appunto la fobia, e la reazione preoccupata, il vissuto emotivo sgradevole, c’è tutto il principio dell’evitamento, che è la brutta bestia dei disturbi ansiosi, cioè l’evitamento volontario di tutte le situazioni che possono espormi allo stimolo fobico e che, in un qualche modo, da un lato mi proteggono, da un lato mi fanno sentire a mio agio, mi fanno sentire al sicuro perché non mi espongo a ciò che mi preoccupa; dall’altro, però, non fanno altro che aumentare la preoccupazione che io ho per quella situazione specifica o quell’elemento specifico e quindi innescano tutto un circolo vizioso da cui poi, di fatto, è difficile uscire. Quali sono i principali tipi di fobia? Quindi per entrare più nel dettaglio, le fobie si dividono in due grandissime macro-categorie: quelle di tipo generale e quelle di tipo specifico. Fobie di tipo generale Le fobie di tipo generale hanno a che fare, ad esempio, con l’agorafobia, quindi la paura degli spazi aperti, o con la fobia sociale, cioè la fobia di entrare in relazione con qualcuno oppure di essere esposti, ad esempio, a un pubblico, comunque a delle relazioni e interazioni sociali. Fobie specifiche E le fobie specifiche? Le fobie specifiche, invece, sono quelle molto più mirate e molto più caratterizzate, connotate dall’individuazione di un emblema, di qualcosa che determina appunto questa grande paura. E qui esistono altrettante sottocategorie. Fobie specifiche situazionali Esistono fobie specifiche di tipo situazionale, ad esempio trovarsi in ascensore, in aereo, in galleria, in auto, su un mezzo di trasporto. Fobie legate agli animali Esistono fobie legate ai serpenti, ai vermi, ai ragni, ai cani, ai gatti e chi più ne ha più ne metta. Fobie ambientali Fobie ambientali, ad esempio, altezze, temporali, notte, buio, comunque fobie legate a questo. Fobie legate al sangue e agli aghi Altre forme di paura e dismorfofobia Fobie di altro genere che sono solitamente connesse, ad esempio, alla paura di contrarre una malattia oppure al percepire negativamente o comunque in maniera distorta una propria parte del corpo, da cui si vuole prendere le distanze. In questo caso un nome specifico è la dismorfofobia. Insomma, sono diverse. Quando una fobia compromette la qualità di vita? Cosa si deve fare? Innanzitutto si deve valutare quale può essere l’impatto che ha sulla qualità di vita delle persone. Chiaro che, ad esempio, se una persona soffre della fobia dei serpenti, faccio un esempio, verosimilmente nel territorio in cui noi viviamo, magari Milano città, una grande città, è una fobia relativamente semplice da gestire ed è una fobia che difficilmente va a compromettere la qualità e lo stile di vita della persona. Ovvio, sto facendo una generalizzazione: poi ognuno deve valutare la propria situazione specifica. Diverso è magari il caso della fobia degli aghi oppure, ad esempio, di una fobia sociale. In questo caso è chiaro che l’impatto sulla qualità di vita della persona può essere sicuramente maggiore, quindi deve essere valutata questa correlazione, cioè tra il tipo di fobia e il tipo di impatto sulla qualità di vita appunto della persona. Come si affrontano e si curano le fobie? Ed è la persona stessa a doverlo valutare, cioè, nel momento in cui si rende conto che questo va a compromettere appunto la propria qualità di vita, probabilmente vale la pena intraprendere appunto un percorso di psicoterapia, che prima di tutto andrà a lavorare sul comprendere il perché della presenza, quindi qual è l’origine, l’elemento scatenante della fobia, e poi andrà a sviluppare delle strategie ad hoc appunto per poterla affrontare e risolvere.