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Esaurimento nervoso: esiste?

Dal punto di vista clinico, in cosa consiste l’esaurimento nervoso? Questo termine che viene spesso utilizzato in maniera colloquiale ha una base, un fondamento scientifico?

Questa è una domanda che mi è stata fatta di recente e la trovo molto interessante. Il linguaggio che usiamo per raccontare il mondo non sempre ha un riscontro dal punto di vista clinico ma ha su di esso un’influenza e porta con sè dei significati. “Esaurimento nervoso” è un termine che viene utilizzato spesso nel linguaggio comune e che, possiamo dire, AVEVA un riscontro clinico. Tecnicamente sarebbe improprio parlare di esaurimento “nervoso” poichè il sistema nervoso non può esaurirsi. In nessun manuale diagnostico moderno è presente il termine “esaurimento nervoso” poichè gli studi, progredendo, hanno riscontrato tutta una serie di patologie che un tempo venivano fatte confluire sotto l’unico termine ombrello “nevrastenia“. Se quindi il termine a livello clinico non esiste non è altrettanto vero per quanto riguarda un livello più emotivo.

Quello che viene comunemente chiamato esaurimento può far riferimento all’ansia, alla depressione, anche al disturbo ossessivo compulsivo. Ma cosa si intende per esaurimento nervoso? Solitamente quando se ne parla si hanno in mente due situazioni opposte

  • uno stato di costante allerta, angoscia, ansia, tensione (riconducibile all’ansia)
  • una mancanza di energie, una catatonia, l’incapacità di svolgere i compiti della giornata (riconducibile alla depressione).

Ecco perchè è molto difficile ricondurre l’esaurimento nervoso ad un’unica patologia. Anche in alcune patologie di recente studio, come per esempio il burn out, si possono ritrovare alcune caratteristiche dell’esaurimento: il burn out è una progressiva perdita di energie, di vitalità, di forza nell’affrontare la giornata, tipica di chi svolge professioni in cui si è costantemente esposti al dolore, alla sofferenza, alla fatica altrui. Il burn out è quindi una patologia particolarmente legata alle professioni sanitarie ed è sicuramente una di quelle patologie che, in termini colloquiali, ben si riassume con il concetto di “esaurimento nervoso”.

 

 

 

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.