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I disturbi del comportamento alimentare: la bulimia

Che cos’è la bulimia

In un precedente contenuto abbiamo parlato di anoressia; ora vediamo in cosa consiste questo secondo disturbo del comportamento alimentare e quali sono le caratteristiche che lo differenziano dall’anoressia, anche perché anoressia e bulimia, come ho anticipato, molto spesso condividono dei sintomi che possono trarre in inganno, soprattutto per quanto riguarda la fase diagnostica.

La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da frequenti abbuffate, durante le quali la persona introduce un numero eccessivo e sproporzionato di calorie rispetto al proprio fabbisogno, che sono solitamente presenti almeno una volta alla settimana e sono successivamente seguite da condotte compensatorie, ossia tutti quei comportamenti volti a cercare di smaltire le calorie assunte: vomito, piuttosto che l’induzione del vomito, oppure, ad esempio, iperallenamento, utilizzo di lassativi, utilizzo di diuretici e via discorrendo.

Abbuffate e condotte compensatorie nella bulimia

Diciamo che le persone bulimiche hanno sicuramente una grande angoscia rispetto al proprio peso e hanno una preoccupazione, una connessione diretta tra l’autostima, il proprio peso e la propria forma corporea e solitamente mettono in atto tutti questi comportamenti, appunto, di abbuffate seguite da comportamenti che sono subito prima o subito dopo definiti di tipo compensatorio. Cioè, le abbuffate sono sempre connesse a momenti di stress o alterazioni, appunto, nello stato emotivo.

Differenze tra anoressia e bulimia

Ci sono delle caratteristiche importantissime che differenziano l’anoressia dalla bulimia e la prima, la più importante di tutte, è sicuramente il peso, poiché se l’anoressico è esplicitamente sottopeso, cioè ha una magrezza preoccupante, non è affatto detto che lo sia il bulimico. Anzi, solitamente il bulimico è normopeso o leggermente sovrappeso, anche perché poi tutte le condotte compensatorie messe in atto non sono così efficaci perché sono sporadiche, a differenza del comportamento dell’anoressico, che è restrittivo e costante.

Incidenza della bulimia e differenze tra uomini e donne

Anch’essa è una patologia prevalentemente femminile, nel senso che la sua incidenza va dallo 0,3 al 9,4 per cento, mentre negli uomini è presente tra lo 0,4 per cento, quindi c’è una certa differenza nell’incidenza, appunto, tra uomini e donne.

Età di esordio della bulimia

Un’altra differenza rispetto all’anoressia è che può essere sviluppata assolutamente in età adolescenziale. L’anoressia si parla tra i 14 e i 17 anni come età di esordio, mentre per quanto riguarda la bulimia il range si allunga, perché il suo esordio può essere presente di solito in un raggio compreso tra i 16 e i 40 anni circa.

Trattamento della bulimia

Anch’essa è ovviamente un disturbo del comportamento alimentare e, come tale, va trattato. Adesso prevede il trattamento e gli interventi sia dal punto di vista clinico-medico-sanitario, sia dal punto di vista psicologico.

Il ruolo degli aspetti sociali e relazionali

Anche qui ci sono ovviamente degli aspetti importanti legati al tessuto sociale all’interno del quale siamo cresciuti e all’interno del quale quindi continuiamo a vivere, per lo sviluppo della bulimia, che anche in questo caso assume un significato relazionale importante, come per quanto riguarda l’anoressia. Pertanto, l’intervento è solitamente combinato dal punto di vista medico e dal punto di vista psicoterapeutico.

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Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.