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Perché ci turba incontrare l’ex

“Dottore, perché incontrare un ex, un ex che torna, che si rifà nuovamente vivo o che incontro casualmente per strada, mi suscita un certo scompiglio? Perché crea un po’ di confusione?”

La risposta, ovviamente, non è semplice e non va bene per tutte le relazioni. Ci sono, ad esempio, ex che non suscitano assolutamente nulla.

Possiamo però sfruttare questa domanda che mi è stata posta per affermare questo, quando questa cosa succede, si riattiva certamente un’emozione. E attenzione: non ho nessuna intenzione di dire che questa emozione equivalga a un rinnovato desiderio di tornare insieme o a un innamoramento ancora vivo.

Magari sono passati degli anni, magari nel frattempo ci sono stati tanti altri amori, eppure si rivede questa persona, anche casualmente, e si prova una certa emozione.

Perché rivedere un ex può riattivare delle emozioni?

Ebbene, quell’emozione, a mio avviso, è legata a quella parte di noi, o al ricordo di quella parte di noi, che abbiamo lasciato all’interno di quella relazione.

Ed è proprio questa la differenza tra l’ex che suscita una qualche emozione e l’ex che invece non suscita alcun tipo di emozione.

Ogni relazione lascia una parte di noi

In ogni relazione noi ci costruiamo, ci evolviamo, ci trasformiamo, ci conosciamo. Quindi, quando la relazione si interrompe, inevitabilmente lasciamo all’interno di quella storia — che siamo stati noi a interromperla oppure che sia finita per altri motivi — una parte di noi.

Quando questa parte di noi è significativa, quando per noi è importante, quando rappresenta una parte molto delicata alla quale siamo particolarmente legati, oppure quando è una parte che successivamente non siamo più stati capaci di far evolvere con la stessa forza con cui si stava evolvendo all’interno di quella relazione, allora proviamo questa emozione nei confronti di quella persona.

Quell’emozione è legata proprio a quella parte di noi che abbiamo lasciato lì o che, dopo quella relazione, non siamo più riusciti a sviluppare come avremmo voluto.

Provare emozioni per un ex significa voler tornare insieme?

E’ importante per me sottolineare che l’emozione a cui mi sto riferendo non è necessariamente il desiderio di tornare insieme, un innamoramento ancora vivo o altro, tuttavia è un’emozione, estremamente soggettiva, che va compresa.

Perché alcuni ex non ci suscitano più nulla?

Pensiamo invece agli ex che non ci suscitano niente. Quante volte è capitato di incontrare un ex e chiedersi: “Ma perché stavo con lui?” oppure “Perché stavo con lei?”. Non si prova assolutamente nulla.

Questo può significare che non abbiamo lasciato dentro quella relazione una parte di noi particolarmente significativa.

Il primo amore lascia sempre un segno

Un altro esempio potrebbe essere quello del primo amore: di primo amore, per definizione, se ne può avere uno solo.

Ebbene, il primo amore tende quasi sempre a suscitare una qualche emozione. Non perché si sia nuovamente innamorati, ma perché è stato importante. È stato una parte della nostra storia, una parte di noi.

Quella parte non possiamo recuperarla, perché è stata la prima. Ed è anche per questo che ci susciterà sempre un qualche tipo di emozione, che magari varierà nel corso degli anni, ma resterà comunque legata a quella parte di noi che inevitabilmente abbiamo lasciato all’interno della nostra prima relazione.

Cosa fare quando un ex ci provoca ancora emozioni?

Per questo motivo, le emozioni che un ex suscita non sono necessariamente qualcosa da rifuggire. Anzi, possono essere un bello stimolo e una buona occasione per interrogarsi.

Le domande da porsi dopo aver incontrato un ex

Possiamo chiederci: “Perché mi ha suscitato questa emozione? Qual è la parte di me che ho lasciato all’interno di quella relazione? E perché, evidentemente, è ancora così importante per me? Come posso coltivarla? Come posso svilupparla ulteriormente?”.

Questo è l’aiuto che, a volte, incontrare un ex per strada può sicuramente darci.

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.