In amore vince chi fugge? Home > Psicologia della coppia > In amore vince chi fugge “Dottore, è vero che in amore vince chi fugge?” No, non sono d’accordo con questa affermazione. Penso che possa essere corretta nell’innamoramento: “vince chi fugge” può essere, potenzialmente, una strategia. Forse questa è una risposta più giusta, nel senso che amore e innamoramento sono due cose completamente diverse. Ho già fatto qualche riflessione a riguardo: la trovate sui vari canali social e in articoli passati. Amore vs innamoramento: due fasi diverse della relazione Quando, impropriamente, ci si riferisce all’amore e alla fuga, spesso si parla della fase iniziale della relazione, quindi più dell’innamoramento che dell’amore. Tant’è che fuga e amore sono abbastanza in antitesi: l’amore è basato sulla costruzione, sulla progettualità, sulla condivisione di un ideale, sull’assunzione di una responsabilità che le persone si danno e si confermano reciprocamente, nel dirsi che, anche quando le cose non andranno bene, non getteranno la spugna, ma si impegneranno e faranno tutto il possibile per provare a risolvere la situazione. L’amore è molto più basato su un’idea di lungo termine. Il ruolo della fuga nella fase di innamoramento Nel “balletto” iniziale, invece, in cui le persone iniziano a conoscersi, trovano i loro equilibri e, in qualche modo, si combinano l’una con l’altra, allora la fuga può essere una strategia. Diventa un meccanismo, un modo per, in qualche caso, far svelare l’altro, cioè riuscire a far emergere il desiderio, il sentimento, l’impegno che l’altro potenzialmente può apportare all’interno della relazione. Quindi il sottrarsi, il fuggire, l’allontanarsi, il farsi inseguire diventa in qualche modo strategico per ottenere informazioni su quanto l’altro sta provando. Perché si mette in atto la strategia della fuga Questo può essere legato sia a un’insicurezza propria, cioè al bisogno di ottenere questo tipo di rassicurazione prima di potersi buttare in una relazione, sia al fatto di non avere chiaro, dentro di sé, che cosa l’altro provi, perché magari viene percepito come contraddittorio, talvolta ambivalente o affabulatore. Allora la fuga diventa un modo per permettere all’altro di svelarsi. Strategie relazionali: funzionano davvero? Non è necessariamente una strategia che deve essere applicata; anzi, penso che all’interno delle relazioni sentimentali, soprattutto quando è il sentimento — e quindi l’emozione — a governare il rapporto, applicare delle strategie non sia mai una buona idea. Scusate il gioco di parole, ma questa è la realtà: uno dovrebbe mostrarsi per quello che è e vedere se l’altro effettivamente riesce a combinarsi con lui, o se ci sono i presupposti perché questo possa avvenire. I rischi del “farsi inseguire” Dall’altro lato, capisco anche che molte persone, per storie precedenti, scottature o situazioni di vita particolarmente complicate, necessitino di una conferma ulteriore. L’allontanarsi, il sottrarsi, in questo caso diventa quasi un modo per richiederla indirettamente. Attenzione, però, alla contropartita: dipende anche da come reagisce l’altro. Se a sua volta mette in atto la stessa strategia, il corteggiamento e l’innamoramento rischiano di essere estremamente diluiti, labili e talvolta di non generare mai l’innesco necessario per avere una storia d’amore appagante. Capire le proprie motivazioni in amore C’è da chiedersi sempre il perché lo si fa: è legato alle proprie insicurezze o alla contraddittorietà della comunicazione dell’altro? Già partire da questa domanda può far sì che i nostri comportamenti e atteggiamenti cambino, evitando di mettere in atto la tanto ambita fuga.