+39 347 9177302

In amore vince chi fugge?

“Dottore, è vero che in amore vince chi fugge?”

No, non sono d’accordo con questa affermazione. Penso che possa essere corretta nell’innamoramento: “vince chi fugge” può essere, potenzialmente, una strategia. Forse questa è una risposta più giusta, nel senso che amore e innamoramento sono due cose completamente diverse. Ho già fatto qualche riflessione a riguardo: la trovate sui vari canali social e in articoli passati.

Amore vs innamoramento: due fasi diverse della relazione

Quando, impropriamente, ci si riferisce all’amore e alla fuga, spesso si parla della fase iniziale della relazione, quindi più dell’innamoramento che dell’amore. Tant’è che fuga e amore sono abbastanza in antitesi: l’amore è basato sulla costruzione, sulla progettualità, sulla condivisione di un ideale, sull’assunzione di una responsabilità che le persone si danno e si confermano reciprocamente, nel dirsi che, anche quando le cose non andranno bene, non getteranno la spugna, ma si impegneranno e faranno tutto il possibile per provare a risolvere la situazione. L’amore è molto più basato su un’idea di lungo termine.

Il ruolo della fuga nella fase di innamoramento

Nel “balletto” iniziale, invece, in cui le persone iniziano a conoscersi, trovano i loro equilibri e, in qualche modo, si combinano l’una con l’altra, allora la fuga può essere una strategia. Diventa un meccanismo, un modo per, in qualche caso, far svelare l’altro, cioè riuscire a far emergere il desiderio, il sentimento, l’impegno che l’altro potenzialmente può apportare all’interno della relazione. Quindi il sottrarsi, il fuggire, l’allontanarsi, il farsi inseguire diventa in qualche modo strategico per ottenere informazioni su quanto l’altro sta provando.

Perché si mette in atto la strategia della fuga

Questo può essere legato sia a un’insicurezza propria, cioè al bisogno di ottenere questo tipo di rassicurazione prima di potersi buttare in una relazione, sia al fatto di non avere chiaro, dentro di sé, che cosa l’altro provi, perché magari viene percepito come contraddittorio, talvolta ambivalente o affabulatore. Allora la fuga diventa un modo per permettere all’altro di svelarsi.

Strategie relazionali: funzionano davvero?

Non è necessariamente una strategia che deve essere applicata; anzi, penso che all’interno delle relazioni sentimentali, soprattutto quando è il sentimento — e quindi l’emozione — a governare il rapporto, applicare delle strategie non sia mai una buona idea. Scusate il gioco di parole, ma questa è la realtà: uno dovrebbe mostrarsi per quello che è e vedere se l’altro effettivamente riesce a combinarsi con lui, o se ci sono i presupposti perché questo possa avvenire.

I rischi del “farsi inseguire”

Dall’altro lato, capisco anche che molte persone, per storie precedenti, scottature o situazioni di vita particolarmente complicate, necessitino di una conferma ulteriore. L’allontanarsi, il sottrarsi, in questo caso diventa quasi un modo per richiederla indirettamente. Attenzione, però, alla contropartita: dipende anche da come reagisce l’altro. Se a sua volta mette in atto la stessa strategia, il corteggiamento e l’innamoramento rischiano di essere estremamente diluiti, labili e talvolta di non generare mai l’innesco necessario per avere una storia d’amore appagante.

Capire le proprie motivazioni in amore

C’è da chiedersi sempre il perché lo si fa: è legato alle proprie insicurezze o alla contraddittorietà della comunicazione dell’altro? Già partire da questa domanda può far sì che i nostri comportamenti e atteggiamenti cambino, evitando di mettere in atto la tanto ambita fuga.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.