+39 347 9177302

Tradire per superare un tradimento

“Tradire per superare un tradimento può essere una strategia?”
Questa è una domanda che mi è arrivata durante una diretta che ho recentemente fatto sul tema del tradimento.

Allora: è una strategia? Sì. È una strategia fallimentare? Anche sì. Il fatto che sia una strategia non significa che sia una strategia utile. Tradire per superare un tradimento — cioè tradire a seguito di un tradimento subito, per cercare di ripristinare la situazione o “pareggiare i conti” — è sì una strategia, ma appunto una strategia fallimentare, per diversi motivi.

Perché il contro-tradimento non risolve il problema

Cerchiamo di fare un po’ di ordine ed esplicitare i punti principali, a mio avviso.

Innanzitutto, tradire a propria volta a seguito di un tradimento non è qualcosa di funzionale, perché non va a risolvere il problema, ma ne crea un secondo. Quindi non è che se io tradisco, facendo nuovamente riferimento a un tradimento subito, “facciamo uno a uno, palla al centro e non ci pensiamo più”, perché non è una partita di calcio: la vita e la coppia sono altro. Avere un problema e doverlo affrontare non prevede di aggiungerne un altro.

Inevitabilmente, anche se si “pareggia” in senso matematico (meno per meno fa più), non è così nella realtà relazionale. Tradire a seguito di un tradimento può essere qualcosa che in alcuni casi può anche essere compreso — non necessariamente condiviso, ma compreso — perché la persona si sente ferita, arrabbiata, e reagisce in modo distruttivo, anche per orgoglio o per riaffermare sé stessa. Tuttavia, non è una strategia efficace: crea un secondo problema invece di risolvere il primo.

Quando il contro-tradimento allontana dalle decisioni reali

In secondo luogo, bisogna capire quali sono le aspettative, le motivazioni, le ambizioni e le volontà a seguito di un tradimento. Ho scoperto di essere stato tradito o tradita: che cosa vogliamo fare? Voglio interrompere la relazione? Allora tradire a propria volta può essere una strategia coerente. Ma se voglio ricostruire la relazione, oppure capire cosa farne perché non ho ancora preso una decisione chiara, allora tradire non fa altro che allontanarmi dalla mia meta.

Da un lato mi allontana dalla possibilità di prendere una decisione lucida; dall’altro, nel caso in cui l’obiettivo fosse ricostruire, mi allontana ulteriormente dalla ricostruzione stessa.

Il falso “pareggio” e la gestione della responsabilità

Può esserci anche la situazione in cui il partner traditore, in qualche modo, sostiene o suggerisce un “pareggio”: “tradisci anche tu, così siamo pari”. Ma è un modo abbastanza bieco e superficiale di provare a pulirsi la coscienza, spostando parte della responsabilità sull’altro.

In quarto luogo, se si è portati a tradire a seguito di un tradimento subito, bisognerebbe chiedersi perché si sta delegando la propria decisione e la responsabilità delle proprie azioni a qualcun altro. Nel momento in cui si tradisce dopo essere stati traditi, è come se si percepisse un “via libera” per agire. Ma se serve un via libera, questo è già indicativo del fatto che la relazione non sta funzionando.

E se quel via libera arriva dal tradimento del partner, allora il problema non è il tradimento in sé, ma ciò che sta accadendo a monte nella relazione. Lì, verosimilmente, c’è da capire cosa sta succedendo.

Non bisogna delegare la responsabilità delle proprie azioni all’altro: “l’ha fatto prima lui” o “l’ha fatto prima lei” non cambia il punto. Se lo fai anche tu, la responsabilità resta tua.

Quando (eventualmente) il contro-tradimento ha senso

Il tradimento come contro-tradimento ha senso solo nel momento in cui è già stata presa la decisione di interrompere la relazione. Non c’è bisogno di un’ulteriore scossa o di una reazione rabbiosa se non si vuole più recuperare il rapporto. Altrimenti si aggiunge un secondo problema a uno già esistente.

La logica “occhio per occhio” finisce per rendere tutti ciechi. Non è una via percorribile, soprattutto quando c’è ancora da capire cosa si vuole fare della propria coppia o se si sta valutando una possibile ricostruzione.

Conclusione: alternative al contro-tradimento

Esistono molte altre vie per superare un tradimento, affrontarlo, comprenderlo e ristrutturarsi dopo di esso. Esiste anche un lavoro più ampio sul tema del tradimento e su come superarlo, sia nel caso in cui si voglia restare insieme sia nel caso in cui si voglia interrompere la relazione.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.