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Avere un genitore narcisista

“Dottore, quali sono le caratteristiche di un genitore narcisista? Quali sono i comportamenti che assume e quali sono le potenziali conseguenze che può generare nei figli una volta che questi sono diventati adulti?”

È un argomento complesso: si potrebbe parlare per ore. Partiamo però da uno spunto per cercare di chiarire meglio. Le caratteristiche del comportamento narcisista sono abbastanza chiare all’interno delle relazioni sentimentali; tuttavia, a mio parere, non lo sono altrettanto quando si parla di relazioni genitoriali.

Il falso mito del genitore narcisista anaffettivo

Molto spesso si pensa che il narcisista possa essere anaffettivo, distante, disinteressato alla relazione con il figlio. Questo non è esattamente così. Se è distante e disinteressato, lo è solo su alcuni ambiti specifici della vita del figlio, non su altri. Non si tratta quindi di un disinteresse totale e assoluto: anzi, è un disinteresse selettivo, che colpisce solo alcune aree della vita.

Ad esempio, può essere disinteressato alla scuola, allo sport o ad alcune relazioni del figlio, semplicemente perché queste aree, per il suo tornaconto personale, non sono rilevanti.

Cos’è un genitore narcisista: definizione e dinamiche relazionali

Facciamo un passo indietro per comprendere meglio questo concetto. Il narcisista è colui che, all’interno delle relazioni, manipola e cerca di sfruttarle per il proprio tornaconto personale, cioè per il proprio benessere, piacere e soddisfacimento dei bisogni. Questo vale tanto nelle relazioni sentimentali quanto in quelle genitoriali.

Cosa significa? Che il narcisista vede la relazione come una dinamica di possesso: l’altro, ad esempio il figlio, “gli appartiene”. Per questo motivo, quando il figlio compie un passo verso l’autonomia, al di fuori del controllo del genitore, quest’ultimo può provare rabbia, invidia o rancore. Non vede i successi del figlio come qualcosa di positivo, ma come qualcosa che non porta beneficio a sé stesso.

Controllo, critica e manipolazione: i comportamenti tipici

Di conseguenza, se il figlio acquisisce valore, autonomia o potere nel mondo, il genitore narcisista non ne trae vantaggio. L’atteggiamento che ne deriva è spesso quello della critica, dello sminuire e, talvolta, può diventare vessatorio.

Tutto questo viene però ricondotto, attraverso una modalità manipolatoria, all’idea del “lo faccio per il tuo bene”: ti critico per il tuo bene, ti mortifico per il tuo bene, limito la tua libertà per il tuo bene. La manipolazione viene quindi presentata come una forma di amore e attenzione.

Di conseguenza, il figlio cresce cercando di soddisfare i bisogni del genitore narcisista.

Interesse selettivo e relazione strumentale con il figlio

È importante chiarire un punto cruciale: il narcisista non è disinteressato alla relazione con il figlio. È interessato a sé stesso e vede il figlio come un mezzo per migliorare il proprio stato. Questo interesse si manifesta solo negli ambiti che per lui sono rilevanti; negli altri può apparire distante e anaffettivo.

Negli ambiti che gli interessano, invece, tende a essere molto coinvolto, ma in modo controllante e manipolatorio: critica, sminuisce, attacca, talvolta aggredisce, sempre giustificando il tutto come una forma di amore.

Autonomia del figlio e reazioni del genitore narcisista

Quando il figlio mette in atto comportamenti autonomi, come lo svincolo o l’affermazione personale, il genitore narcisista non reagisce come farebbe un genitore “sufficientemente buono”, che si sente sicuro e valorizza le scelte del figlio. Al contrario, tende a criticarle ulteriormente, perché le percepisce come lontane dal soddisfacimento dei propri bisogni.

Il “falso sé”: una delle principali conseguenze psicologiche

Questo comporta diverse conseguenze nel figlio. In psicologia si parla, ad esempio, di “falso sé”: un’incapacità, a livello macroscopico, di definire la propria identità, i propri bisogni e le proprie emozioni.

Non è raro che i figli di genitori narcisisti siano ignari dei propri desideri, bisogni ed emozioni. Possono emergere anche dinamiche di competizione tra fratelli e difficoltà nel valutare il proprio valore in modo autonomo.

Autostima e valore personale nei figli di genitori narcisisti

Il valore personale diventa eterodeterminato: “valgo tanto quanto i risultati che ottengo”. Tuttavia, poiché i risultati difficilmente vengono riconosciuti, il valore percepito resta basso, creando un circolo vizioso.

Il figlio si costruisce quindi in funzione del soddisfacimento dei bisogni del genitore. Non è raro che, in terapia, queste persone si descrivano più come partner emotivi dei propri genitori: partner servizievoli, che vivono per soddisfare i loro bisogni.

Effetti sullo sviluppo e difficoltà di individuazione

Questo ha conseguenze importanti nello sviluppo della personalità. Il processo di individualizzazione richiede momenti di svincolo e affermazione personale, ma con un genitore narcisista questo percorso è ostacolato.

Conseguenze in età adulta e trasmissione intergenerazionale

Da adulti, il rischio è quello di continuare a vivere nel “falso sé” e di replicare lo stesso modello relazionale. È come se il figlio si sentisse in credito rispetto alla vita e fosse portato a riprodurre gli stessi meccanismi nella relazione con i propri figli, perpetuando un circolo vizioso.

Queste sono, in sintesi, le principali caratteristiche del comportamento di un genitore narcisista e le possibili conseguenze sui figli, sia durante l’infanzia sia nella loro vita adulta.

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