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Innamorarsi di un amico

“Dottore, ma se siamo amici e a me piace lui o lei, cosa dovrei fare? Devo confidarmi, devo aprirmi, devo dichiararmi o devo stare in silenzio e magari aspettare che sia l’altro a farlo, sperando che nascano anche in lui o in lei desideri e sentimenti simili? Oppure dovrei accontentarmi dell’amicizia?”

Non esiste una risposta giusta o sbagliata

È una domanda da un milione di dollari ed è una domanda che accompagna l’umanità dalle sue origini. Non esiste una risposta universale: non c’è un comportamento corretto o scorretto, è sempre tutto soggettivo e giusto in funzione di ciò che noi desideriamo e di ciò che sentiamo appagante.

I dubbi quando un’amicizia si trasforma in amore

Comprendo bene come una relazione nata come amicizia, che si trasforma per uno dei due in qualcosa di più, possa suscitare dubbi. Uno riguarda l’origine dei propri sentimenti, l’altro il rischio di perdere la persona che finora è stata presente nella nostra vita in una veste diversa. Nel momento in cui ci dichiariamo, rischiamo di perderla in toto, quindi dobbiamo fare un passo indietro e affrontare la possibilità di una perdita emotiva.

Quando i sentimenti superano l’amicizia

Se siamo innamorati o sicuri dei nostri sentimenti, e questi vanno oltre l’amicizia, allora la relazione amicale potrebbe già non essere più neutra. In questo caso, convivere con il desiderio senza agire può portare a sofferenza: da un lato c’è il desiderio, dall’altro la tristezza nel percepire che la relazione sarà sempre limitata rispetto a ciò che desideriamo.

Dichiararsi o restare amici?

Personalmente, sono più propenso a dichiararsi, anche a costo di compromettere un’amicizia. È un modo per essere sicuri che l’altro sappia cosa proviamo e per darci l’opportunità di essere completamente felici, vivendo il nostro sogno. L’innamoramento autentico non è scontato e rappresenta un’occasione speciale da non sprecare.

Rispettare i sentimenti e il legame esistente

Dichiararsi implica rispetto per il legame esistente, che inevitabilmente sarebbe alterato se i sentimenti non fossero corrisposti. È anche un atto di rispetto verso noi stessi, perché ci permette di aprirci a questa possibilità, pur sapendo che potremmo dover affrontare un rifiuto o elaborare la perdita della relazione così come la conoscevamo.

L’amicizia dopo la dichiarazione

È naturale che dopo una dichiarazione come questa è difficile che l’amicizia rimanga esattamente la stessa o che il rapporto non venga alterato. Tuttavia, ribadisco: non esiste una risposta giusta o sbagliata. Per me, personalmente, la via da percorrere sarebbe dichiararsi. E tu cosa ne pensi?

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
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Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.