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Dire “no” agli altri per dire “si” a se stessi

Imparare a dire no agli altri per dire sì a se stessi.
Questa è una frase che spesso mi avrai sentito dire, perché penso che sia particolarmente importante come forma mentis per costruire la propria felicità.
Però non è affatto semplice da applicare e suscita qualche interrogativo.

Tant’è che mi sono arrivate recentemente delle domande, soprattutto su Instagram, in cui mi si chiedeva:

“Dottore, che cosa intende? Dovrei dire più no? Perché dice che dire no agli altri significa dire sì a se stessi?
È molto interessante… io riesco a farlo solo con le persone a cui tengo, e non con gli estranei o i conoscenti.
Non dovrebbe essere il contrario?”

Perché dire no è fondamentale per il benessere personale

Quando dico che talvolta dire no agli altri significa dire sì a se stessi, è perché molto spesso – soprattutto in un mondo iperconnesso, pieno di stimoli, dove siamo bombardati da richieste – il nostro tempo è limitato.
Lo spazio che dobbiamo (o dovremmo) dedicare a noi stessi non può essere aumentato, mentre aumentano costantemente gli stimoli esterni.

Per questo motivo, dobbiamo diventare capaci di selezionare attentamente ciò a cui prestare attenzione.
Se non mettiamo un filtro in ingresso e rimaniamo sempre disponibili alle sollecitazioni, rischiamo di non avere più tempo né spazio per noi stessi.

Dire no come forma di rispetto verso se stessi

Dire no agli altri – che si tratti di una richiesta, un invito, un compito o un lavoro – può rappresentare una forma di rispetto verso se stessi.
Soprattutto quando ci accorgiamo che i “sì” che diciamo sono diventati troppi.

Il “sì” spesso è una risposta automatica. Ci facciamo in quattro per soddisfare le richieste altrui, ma poi ci ritroviamo in difficoltà con noi stessi: fatichiamo a riconoscerci, a sentirci in equilibrio.

I bisogni nascosti dietro il sì incondizionato

Dietro al “sì” c’è spesso un bisogno di riconoscimento, approvazione o gratitudine.
Ma non è attraverso il “sì” incondizionato che otteniamo davvero queste cose.

Solo attraverso l’ascolto di noi stessi, dei nostri bisogni e delle nostre priorità, possiamo imparare a selezionare con consapevolezza dove indirizzare le nostre energie e attenzioni.

Il paradosso relazionale: dire no a chi amiamo

Come accennato nella domanda iniziale, spesso accade qualcosa di paradossale:
siamo più portati a dire sì a persone con cui non abbiamo una relazione profonda (conoscenti, colleghi, contatti occasionali), e più propensi a dire no a chi ci è realmente vicino.

Lo facciamo convinti che le persone a noi care possano capirci meglio.
Ma così facendo, finiamo per trascurare proprio le relazioni più importanti.
Le mettiamo in pausa, chiedendo comprensione, mentre investiamo tempo ed energia in relazioni meno significative.

Il rischio: perdere sé stessi e le relazioni che contano

Se questo schema si ripete nel tempo, rischiamo di perderci.
Da un lato, abbiamo tante relazioni superficiali con persone che ci dimostrano una gratitudine momentanea; dall’altro, ci rendiamo conto – troppo tardi – di non aver nutrito le relazioni che davvero contano.

Così, col tempo, sperimentiamo un senso di disconnessione da noi stessi e dagli altri, perché abbiamo dato troppo a chi non ci arricchisce davvero.

Come imparare a dire no senza sensi di colpa

Capire le proprie priorità

Il primo passo è conoscere sé stessi: comprendere cosa è importante, quali sono le nostre priorità, e dove vogliamo davvero investire il nostro tempo e le nostre energie.

Le relazioni che contano devono essere le prime a ricevere la nostra attenzione.
Solo se ci avanzano risorse, possiamo dedicarle ad altri stimoli o sollecitazioni esterne.

Distinguere tra relazioni importanti e secondarie

Se chi ci fa una richiesta non è una persona che ricoprirà un ruolo importante nella nostra vita, allora possiamo tranquillamente valutare di dire no.
Diverso è il caso in cui la relazione sia in costruzione e abbia per noi un significato potenziale: lì ha senso investire, ma con consapevolezza.

Farsi domande per scegliere consapevolmente

Se non abbiamo intenzione di contare su una relazione nel futuro, chiediamoci:

  • Perché dico sì?
  • Ho paura di essere rifiutato?
  • Temo di risultare scomodo o antipatico?
  • Cosa sto perdendo dicendo sì a questa persona?
  • Cosa sto lasciando indietro che invece conta per me?

Conclusione: dire no agli altri per dire sì a se stessi

Dire no agli altri significa tutelare le nostre priorità, proteggere il nostro spazio e le nostre energie.
Significa soprattutto proteggere e coltivare le relazioni che per noi contano davvero.

Non è egoismo. È consapevolezza.
E in un mondo che ci chiede costantemente di essere disponibili, saper dire no è un atto di autenticità e di amore verso sé stessi.

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.